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L'uomo che cadde sulla terra è tornato a casa.

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In origine questo post avrebbe dovuto essere diverso. Molto. Avrebbe dovuto essere la recensione di Black Star , il nuovo disco di David Bowie . L'ho ascoltato una sola volta e ne sono uscito spossato. Emotivamente perché è un album molto cupo e a suo modo molto triste e malinconico. E anche fisicamente poiché non è semplice da assimilare. L'orecchiabilità non è di casa, sulla stella nera. L'avrei ascoltato nuovamente in settimana per poi parlarne sul blog perché, complici i due strepitosi video che ne hanno anticipato l'uscita ( Black Star e Lazarus ), si tratta di un lavoro decisamente strano, quasi weird e fuori dai soliti schemi. Proprio come ci si poteva aspettare da un artista totale come Bowie. Poi è successo che David se n'è andato. Non posso dire di essere un suo fan sfegatato. Adoro le cose che ha fatto fino ai primi anni ottanta, mentre la cosiddetta svolta dance non mi è mai piaciuta più di tanto. L'avevo ritrovato qualche anno fa con The Nex...