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Visualizzazione dei post con l'etichetta Psichedelia

Servite e Riverite il Re Bong

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Quando in Italia cesseremo di fare i provinciali e prendere per oro colato qualsiasi cosa arrivi dall'estero e proveremo ad assaporare e rivalutare le delizie che abbiamo in casa, forse riusciremo anche ad essere un paese migliore. Siccome questo non succederà mai, soprattutto in ambito musicale, difficilmente riusciremo in questo nobile intento. Succede, a volte, che un gruppo bellamente ignorato in italica patria all'estero faccia proseliti e ricavi nutrite soddisfazioni. Perché anche quando la critica ci arriva (e ultimamente sembra che ci riesca) è proprio il pubblico a snobbare il prodotto locale per dei surrogati che non sanno di niente ma che se arrivano dall'estero (la perfida Albione in primis) allora tutti sono pronti a prostrarsi di fronte all'ennesimo frutto (insapore) dell'hype costruito ad hoc. Detto questo, auguro a gruppi come i King Bong di ottenere tutto il successo che meritano e anche di più.   Improvvisare è un’arte che va usata ...

Tornano Gli Stregoni

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Prima dell'arrivo dei Black Angels c'erano i Warlocks che, da quando sono nati, hanno deciso di credere sempre e solo nella psichedelia. Il percorso intrapreso dal gruppo di Los Angeles è molto interessante perché è partito da un revival delle sonorità degli anni sessanta facile facile, per approdare, negli ultimi lavori, a un colossale ibrido acido da assaporare tenendo a portata di mano una nutrita scorta di Citrosodina . Perché ascoltare The Mirror Explodes , l'ultimo album da loro prodotto nel 2009, è un'esperienza non solo sensoriale, ma anche fisica: si arriva alla fine (se si riesce) sfiancati, spossati e consapevoli che qualche neurone non c'è l'ha fatta ed è rimasto sul campo. Distrutti ma soddisfatti. A distanza di quasi cinque anni esce in questi giorni il nuovo lavoro: Skull Worship , di cui Dead Generation è l'apripista. Ero proprio curioso di sentire che cosa ha tirato fuori dal cilindro quel mattacchione di Bobby Hecksher , l'indi...

Abra Kadavar!

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Oggi facciamo un salto in Germania a trovare i Kadavar . Il nuovo disco, bello fresco, s'intitola Abra Kadavar e farà la felicità di chi non ama i riffoni troppo pesanti e il lento incedere del doom ma preferisce il rock duro senza compromessi. I berlinesi lo farciscono con un po' di psichedelia. Non troppa, ma quanto basta a divertire senza aprirsi in due il cervello. Hanno cambiato un po' il suono pulendolo e buttandogli sopra un po' di acido. A mio parere un'ottima mossa. Questa è All Our Thoughts tratta dall'album di debutto del 2012. E questo è il singolo tratto da Abra Kadavar . La differenza c'è e si sente!

Obiat

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Strana la creatura nata nel 1999 e che si fa chiamare Obiat . Ha base in Inghilterra ma il cantante è ungherese, il bassista italiano e il chitarrista polacco. Chiamatela globalizzazione, melting pot o più semplicemente casualità. Tre dischi incisi per la Small Stone Records : Accidentally Making Enemies , Emotionally Driven Disturbulence e il recente Eye Tree Pi . Li hanno etichettati in modo riduttivo come Stoner/Doom ma gli echi che giungono dalle loro canzoni rimandano certamente alle ombre dei Black Sabbath ma anche alla psichedelia spaziale degli Hawkwind e dei Pink Floyd più acidi. Lunghe composizioni che alternano riffoni stoner a momenti colmi di atmosfera lisergica e ipnotica. Meritano attenzione. www.obiat.com www.myspace.com/obiat Mp3: Angry water.mp3 The vessel.mp3 Losing the power of speech.mp3 Obiat.mp3