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Visualizzazione dei post con l'etichetta Rock

Letture Belle del 2018: Eduardo Vitolo - Children Of Doom.

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Il Doom non è solo un genere musicale ma è anche e soprattutto un concetto antico quanto l'uomo che verrà poi interpretato e decodificato in varie epoche storiche per arrivare sotto forma di musica, oscura e tragica, fino al nuovo millennio. "Children Of Doom" è un resoconto complesso ed eterogeneo di questa ombrosa evoluzione, sonora e concettuale che, da sempre, coinvolge scene e musicisti di ogni parte del mondo, tutti uniti sotto un unico, terribile archetipo: quello della morte e della fine imminente di tutte le cose. Un lungo excursus che parte dagli anni bui e superstizioni del Medioevo, passando per i primi, sconosciuti pionieri del genere, fino ad arrivare agli eroi solitari e drammatici del vero Doom e una folta schiera di seguaci e sinistri prosecutori che non accenna a fermarsi. Se amate il rock in tutte le sue forme e anche quelle estreme e ancora non l'avete fatto, recuperate immediatamente i saggi di Eduardo Vitolo. Il suo è un percorso che si dipa...

Letture Belle del 2018: Bruce Dickinson - A Cosa Serve Questo Pulsante.

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"Ero brufoloso, portavo la giacca a vento e dei jeans a zampa di elefante con Purple e Sabbath scritto a penna sulle cosce, e guidavo un motorino scassato e rumorosissimo. E sì, volevo diventare un batterista..." Bruce Dickinson, leggendario frontman degli Iron Maiden, è uno dei più iconici cantanti e autori della storia. Ma oltre a vantare una carriera musicale di grande successo, è anche pilota di linea per una compagnia aerea, imprenditore, speaker motivazionale, produttore di birra, scrittore, deejay radiofonico, sceneggiatore per il cinema, e come se non bastasse è anche un campione di scherma a livello internazionale: davvero uno degli uomini più eccezionali e interessanti del mondo. "A cosa serve questo pulsante?" è molto più di un memoir: è una riflessione sugli alti e bassi della vita. Con la sua voce intensa e scanzonata, Bruce ripercorre le imprese esplosive della sua eccentrica infanzia inglese e il folgorante successo degli Iron Maiden, racconta la fi...

Musiche Belle del 2018 #1.

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Signore e signori, vi ringrazio per avermi seguito fino a qui. Questi sono i vincitori. So che molti storceranno il naso e non gradiranno, altri approveranno e altri ancora non sanno nemmeno chi siano i Ghost. Tranquilli, a breve conquisteranno il mondo! Ghost : Prequelle . Ho sempre sostenuto, e continuo a farlo tutt'ora, che i Ghost siano i Kiss del nuovo millennio. Come i loro antenati si nascondono (più o meno) dietro a maschere. I loro spettacoli sono barocchi, kitsch e spruzzati di blasfemia pop. Sono controversi e fanno business, dalle magliette e i pupazzi fino ad arrivare ai sex toys.Dividono gli appassionati e la critica, chi li trova geniali e chi li bolla come spazzatura. Tutte cose già viste e più di una volta nel magico rock and roll circus . Ma è la musica (quella che più interessa da queste parti) a dettare la formula vincente: un metal pop di pregevole fattura che ricorda le epoche gloriose in cui il coro da stadio era considerato una virtùe non declassifi...

Musiche Belle del 2018 #2.

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Molto probabilmente sono i vincitori morali di questa classifica, perché con quasi cinquant'anni di carriera sulle spalle, solo i fuoriclasse possono fare un disco come questo. Una medaglia d'argento dai riflessi dorati. Judas Priest : Firepower. Altro disco di cui ho ampiamente parlato e che ha lasciato tutti, me compreso, a bocca aperta. Come quei film in cui una banda di ragazzini prende di mira dei nonnetti, credendo di aver gioco facile e invece finisce dritta al pronto soccorso con fratture multiple. Senza tanti fronzoli e ammennicoli: un bel diretto in pieno setto nasale, di quelli che ti fanno girare la testa e dire machecazzèsuccesso ? Solo sano e fottuto heavy metal. Sarà anche vecchia scuola ma la nuova, come si dice dalle mie parti, ne deve ancora mangiare di pagnotte prima di raggiungere questi livelli! D'altronde se sei un Metal God, un motivo ci sarà, no?

Musiche Belle del 2018 #3.

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Entriamo in zona calda con il gradino più basso del podio. Un terzo, meritatissimo posto che fa ben sperare per il futuro. Marmozetz : Knowing What You Know Now . Non voglio aggiungere molto di più di quanto ho già detto qui . Soltanto che se non ci fossero state altre due uscite (per me) davvero fenomenali, il gradino più alto del podio sarebbe stato loro. Non che il gruppo britannico non sia fenomenale. Per essere bravi lo sono e molto. Le canzoni di Knowing What You Know Now potrebbero essere tutte dei singoli. Non ci sono cadute di tono e tutto suona fresco e giovane . Ma quando scoprirete le prime due posizioni, forse anche voi la penserete come il sottoscritto. Sono convinto che nelle varie classifiche che circoleranno in rete in queste settimane, dei Marmozets purtroppo ci saranno pochissime tracce, mentre sarà un florilegio di lodi a quell'inutile cover band dei Led Zeppelin che viene salutata come novella salvatrice del rock. Spero di sbagliarmi, ma ci credo poco....

Musiche Belle del 2018 #4.

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La medaglia di legno. Ai piedi del podio un'opera inclassificabile e difficile, affascinante oltremisura ma che non sono ancora riuscito a metabolizzare del tutto. Low : Double Negative . Quando ne ho parlato ero preda di un entusiasmo che raramente mi ha pervaso. A distanza di mesi, riascoltandolo in questi giorni, non posso far altro che confermare quanto detto. Double Negative non solo è tra i migliori dell'anno ma lo sarà anche per i prossimi, quando finalmente si capirà, perché ancora mica l'abbiamo capito, che ci troviamo di fronte a un'opera che detterà gli stilemi del pop a venire. Ma allora perché è al quarto posto e non al primo? Semplicemente perché se questa fosse una classifica oggettiva sarebbe così, ma dal momento che trattasi di classifica umorale e completamente soggettiva, Double Negative è al quarto posto. Pur non negandone il valore artistico, quest'anno ci sono dischi con cui sono entrato maggiormente in sintonia. Ma è certo che questo ...

Musiche Belle del 2018 #5.

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Superata la metà, iniziamo a scoprire le ultime cinque posizioni con l'unico gruppo italiano in classifica. Messa : Feast For Water . L'Italia vanta una tradizione rock di tutto rispetto, con buona pace degli esterofili. Se poi ci inoltriamo nelle atmosfere dark, l'asticella si alza ulteriormente. Feast For Water è un ottimo esempio. Se già con il precedente Belfry il gruppo veneto ha dimostrato di avere classe da vendere, con il nuovo lavoro  non confermano queste impressioni ma addirittura le confutano: guardate che quello era solo un antipasto e sappiamo fare molto di più! Come dicono i giovani d'oggi: tanta roba. Sicuro, molte cose, ma non basta avere un sacco d'idee e buttarle giù alla rinfusa. Bisogna plasmarle e dar loro forma compiuta. Perché il rischio di cucinare un minestrone insipido e mal digeribile, specialmente in un genere come il Doom, è sempre dietro l'angolo. Per fortuna non è il caso dei Messa che, al contrario, propongono un piatt...

Musiche Belle del 2018 #6.

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Al sesto posto... ma che ve lo dico a fare! Voivod : The Wake Ne ho già parlato e non penso serva aggiungere molto altro. I Voivod sono di un altro pianeta. Troppo oltre per essere compresi appieno dal nostro limitato intelletto. Forse il tempo darà loro il giusto tributo e, come troppo sovente accade in questo triste mondo, gli allori arriveranno postumi, quando il gruppo avrà lasciato il nostro pianeta per tornare a casa. Ho ascoltato The Wake una sacco di volte e ci ho sempre trovato qualcosa di diverso. A volte non sembra nemmeno lo stesso disco che ho ascoltato la volta precedente. Ho sempre paragonato l'ascolto di un loro ad una scalata: ostica, faticosa ed estenuante. Ma quando arrivi in cima lo spettacolo è così emozionante da togliere il fiato.

Musiche Belle del 2018 #7.

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Posizione numero sette. Inizio a pensare che certi gruppi piacciamo solo a me. Non è giusto perché meriterebbero un pubblico migliore. Film School : Bright To Death . L'elenco dei gruppi ignorati dal pubblico e dalla critica che meriterebbero molto di più di quando hanno miseramente raccolto nella loro carriera è molto lungo. Come purtroppo è lungo quello dei gruppi che avrebbero meritato di suonare esclusivamente nella cantina del loro condominio, con porte e finestre murate. Ma si sa, il mondo sa essere decisamente stronzo. Anche se è una cosa che non riesco a capire. Prendiamo i Film School . Fanno dischi belli, non banali, cambiano il giusto di volta in volta in modo che non ci sia l'impressione del già sentito ma senza snaturare il loro suono e che succede? Nessuno li considera. Non dev'essere molto gratificante, tutto ciò. Quindi non è che li si possa biasimare se spariscono dalla circolazione per un bel po' di anni. Adesso ci riprovano, sempre con stile,...

Musiche Belle del 2018 #8.

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Ottavo gradino. Stiamo salendo, ma il disco di cui parliamo oggi più che a un'ascesa sarebbe adatto a una discesa. Verso gli inferi. Thou : Magus . Più che un disco, una Via Crucis. Lenta e disperata. Il Doom e lo Sludge nella loro forma più profonda e ortodossa avvelenati da frecce Black dove non sono previsti compromessi. Chi non è doom non potrà capire che cosa ci possa essere di bello nell'avventurarsi in un buco nero fatto di disperazione e dolore, in cui anche la catarsi non riesce ad emergere. Può essere un ascolto salvifico ? Non credo. E allora che cosa spinge ad ascoltare un macigno simile? E perché inserire Magus, un monolite nerissimo, nella classifica delle cose più belle dell'anno? Non ve lo posso spiegare perché, come diceva un mio amico: il doom o ce l'hai dentro o non lo capirai mai.

Musiche Belle del 2018 #9.

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Al nono posto un debutto. Sbucato dal nulla, dalla terra d'Albione, ecco a voi:  Isaac Gracie : Isaac Gracie . Che ci fa da queste parti un imberbe cantautore? Bè, è meno strano di quanto possa sembrare, non è che qui si pasteggi esclusivamente a rock duro e pesto. Anzi. Ma non è questo il punto. Il punto è che facendo zapping mi sono imbattuto nel video di uno dei singoli, Terrified, e sono rimasto folgorato. E quando mi succede (raramente, per fortuna), succede che non ho orecchie per altro e parto con una heavy rotation che assume livelli preoccupanti. Poi mi passa, ma per alcuni giorni è così. Dopo aver ascoltato Terrified fino alla nausea, ho provato a buttare un orecchio sull'intero disco credendo di trovarmi al cospetto del solito one hit wonder . Sbagliato. Tutto è, meno che un crogiolo di riempitivi atti a far luccicare quella perla di singolo. Ci sono tante idee, magari non tutte completamente a fuoco e qualche ingenuità. Ma è il bello d'esser giovani ...

Saranno la nuova Next Big Thing? Marmozets: Knowing What You Know Now.

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Ho iniziato questo post tre volte. Mi tuffavo a bomba nelle parole. Scrivevo, scrivevo e scrivevo. Poi mi fermavo e quello che leggevo non mi piaceva. Non riuscivo a centrare l'obiettivo che mi ero prefissato: convincere il lettore del fatto che Marmozetz è un gruppo fenomenale. La prima stesura aveva il tono di un imbonitore, sembravo un venditore di pentole e mancava solo la bicicletta omaggio. La seconda invece aveva il tono di chi aveva avuto un'illuminazione divina, avesse scoperto il Sacro Graal e la prova inconfutabile della presenza degli extraterrestri. Tutto insieme. La terza infine era frutto di un viaggio nel tempo che mi ha riportato all'adolescenza, non solo il tono ma anche la scrittura era quella di un quindicenne dall'italiano zoppicante. Capirete che a quasi mezzo secolo di vita esprimersi con ficata e spacca di brutto non sia proprio il massimo. E nemmeno svolazzare pindaricamente in fronzoli e orpelli barocchi ostentando una preparazione e u...

Quando ha senso parlare di disco epocale. Low: Double Negative.

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E' possibile che nel 2018 qualcuno riesca ancora a creare qualcosa di nuovo? Una nuova pietra angolare che detti i parametri per la musica che verrà? Domande a cui non è facile dare una risposta, forse impossibile. Adesso. Perché, come succede ad ogni precursore, i giudici non sono mai stati la critica o il pubblico: l'unico, insindacabile giudice è stato il tempo. Quanti artisti sono stati definiti seminali? Artisti che hanno gettato il seme che ha generato nuova musica, ma durante la loro vita, artistica e non, hanno raccolto poco o nulla per poi essere santificati a posteriori? Un nome su tutti? Ramones . Il gruppo che ha venduto più magliette di dischi. Non sono molti gli artisti che hanno visto riconoscere questi meriti quando erano ancora in salute. Mi sto addentrando in un campo minato, lo so. Ma prima di scrivere queste righe ci ho pensato a fondo e più ci penso, più sono convinto di quello che sto per scrivere. Double Negative è un anno zero. E' uno di...

Non di questo mondo. Voivod: The Wake

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Lavorate da oltre trent'anni. Sfornate tredici dischi che si attestano su livelli che la maggior parte dei gruppi non riesce nemmeno a sognare. Girate il mondo in tour che sono lontani anni luce dagli sfarzi di colossi come Metallica , Maiden e Slayer , suonando in piccoli club e racimolando, nelle migliori occasioni, un migliaio di persone. Vendete tanti dischi quanto vi serve per pagare i conti e forse nemmeno quelli. Eppure tutti parlano benissimo di voi, a ragione. I Voivod sono geniali, sono dei precursori, dei profeti, eccetera, eccetera. Tutti i dischi sono eccezionali. Sì, anche quelli che, quando sono usciti, hanno fatto tappare il naso ai puristi, per poi essere rivalutati a capo chino. Angel Rat chiede ancora giustizia. Però. Però sono difficili. Non sono orecchiabili, sono contorti e impegnativi. Per riuscire a capirci qualcosa ti devi concentrare non poco e devi sorpassare un paio di mal di testa. Certo, poi dopo è una goduria, ma chi ha voglia di sbatters...

La PlaylUst di fine estate o, se preferite, d'inizio autunno.

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L'elenco delle canzoni che hanno accompagnato i mesi estivi riflette alla perfezione l'umore portante degli ultimi tempi: una malinconia agrodolce, che non sfocia mai nella tristezza e che alla fine risulta anche piacevole. Ma non c'è solo quello, naturalmente. C'è della rabbia, della serenità e anche della sana goliardia. Perché l'ironia è un bene prezioso, va tenuto stretto e soprattutto usato bene. E a guardarla bene, la playlist che condivido, sembra più a suo agio con il calare delle foglie che con il frinire delle cicale. Buon ascolto. Marmozets : Major System Error e Play Li ho scoperti all'inizio dell'estate e il loro secondo disco, Knowing What You Know Now pubblicato all'inizio del 2018, è diventato una vera droga. Trovo che il rock dei giovani fratelli Macintyre sia decisamente fresco e che trasudi quell'energia ingenua ma genuina che troppi sembrano aver dimenticato. Sicuramente tra i migliori dell'anno. Crippled Black Ph...

Greta Van Fleet: Portabandiera dei Nostri Tempi.

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Direttamente dai Settanta La prima volta che ho sentito una canzone dei Greta Van Fleet (GVF, per comodità) ho pensato che avessero tirato fuori da un polveroso cassetto, un inedito dei Led Zeppelin. Una bella canzone, con un classico riff di Jimmy Page e un Robert Plant in gran spolvero. Solo che non erano i Led Zeppelin ma un gruppo d'imberbi americani.  Impressionante, devo dire. La voce di Joshua Kiszka non assomiglia a quella di Plant: è identica!  E suo fratello Jacob, smanetta sulla chitarra quasi come Page. Non mi stupirei venisse fuori che siano loro cloni. E' una cosa abbastanza inquietante. Detto questo, pur non mettendo in discussione la loro bravura, perché sono bravi, molto bravi, i Greta Van Fleet non stanno facendo del bene al rock. Stavo per scrivere che ne sono la rovina, ma forse è esagerato. Diciamo che mentre il Rock è rantolante a terra, loro se ne stanno a guardare e non fanno niente per aiutarlo. Prima di loro c'erano le cover band. In origi...

Gli Sleep Contro il Logorio della Vita Moderna.

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A volte il telefono mi cazzia perché dice che devo essere più attivo. Lo dice lui. Mica è sempre con me! Di passi, durante la giornata, ne faccio e pure troppi per i miei gusti. Mi sparo anche un discreto numero di chilometri in auto. E con il lavoro che faccio, purtroppo il mio povero cervello è costretto ad essere sotto un costante ribollire di sinapsi. Tutto ciò è fermamente contrario alla mia indole, che è adepta al sacro e immortale culto della pigrizia, va detto. Datemi un divano e mi renderete un uomo felice. Alla fine, viene fuori che sono un ossimoro vivente: vorrei vivere spiaggiato su di un sofà e invece corro da mattina a sera, festivi compresi. Quando poi mi ritrovo con qualche ora a disposizione, vado nel panico: che cosa faccio prima? Sfoltisco la pila dei libri da leggere che sta assumendo dimensioni inquietanti? Vado avanti con le serie tv, che ho lasciato chissà dove, mesi fa? Quale disco ascolto per primo? Scrivo un post per il blog? Ragazzi, l'ansia da tempo...

Il Disco Che Ti Fa Esclamare Poffarbacco: Judas Priest, Firepower.

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Ciò che rimane della tua gioventù ribelle è un paio di orecchini che a volte guardi allo specchio indeciso se togliere o no. Ormai sei più vicino ai cinquanta che ai quaranta e quei due anelli che penzolano sembrano, ogni giorno che passa, sempre più inadeguati. I capelli che portavi lunghi, nonostante i tuoi genitori minacciassero di continuo di raparti a zero mentre dormivi, perché uscire di casa conciato in quello stato era roba da delinquenti, sono un lontano ricordo. Caro ma doloroso. Quando riguardi le vecchie foto, con la zazzera ribelle in bella mostra, una fitta al cuore ti prende sempre. E la prominente pancetta che funge da post-it a rimembranza del fatto che non hai più vent'anni? Allora potevi ingurgitare tonnellate di schifezze e birra a litri senza aumentare un etto. Adesso per smaltire una media rossa ti devi massacrare di squash ai limiti dell'infarto e per la pizza salsiccia e gorgo devi scalare il Colle dell'Agnello in bicicletta. La tua vita inizia a...

Surviving Sanremo 2018. #5

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Forza gente che è quasi finita. Ultimo appuntamento con la microguida per sopravvivere al torpore (aka smarronamento) generato dal reparto geriatrico della canzonetta italica. Perché non andar per cantieri, come fan tutti? Che poi, avendo un'età, a salire sul palco rischi di slogarti l'anca e a scendere 'ste scalinate, rompersi il femore è un attimo. Lascia spazio ai giovani. I giovani, come Il Volo? Vabbé, lasciamo perdere. Consoliamoci. Perché Sanremo è finito. Finalmente. Gazebo Penguins : Nebbia . Parole, quante parole si spendono inutilmente. Quando basterebbe stare in silenzio e ascoltare. Perché se c'è una cosa in cui siamo diventati bravissimi è questa: parlare. Sempre e comunque. Blaterare in continuazione, senza pensare e soprattutto senza ascoltare chi abbiamo davanti. E non lo ascoltiamo perché anche lui parla, parla e non la smette mai, superando in pochi secondi la nostra soglia di attenzione che già scarseggia di suo a causa del rimbambimento...

Surviving Sanremo 2018. #4

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Il Nazionalpopolare vi provoca eruzioni cutanee? Quando vedete Ron pensate subito ai fratelli Weasley? Vi piacerebbe poter lanciare un Incantesimo Languelingua perenne su chiunque si appropinqui sul palco? Non disperate. Per trascorrere indenni le serate sanremesi, Silverfish Imperetrix vi viene incontro proponendo degli ascolti musicali riparatori. Perché Sanremo è roba da Babbani. Lilith Le Morte : Si Rompe il Silenzio nel Giardino delle Mandragole. Per i più coraggiosi, quelli che non temono il buio. Quelli a cui piace lasciar correre sulla schiena il gelido brivido provocato dalla paura. Quelli che non hanno pregiudizi o preconcetti e che ritengono che sia possibile plasmare il rumore e dargli una forma euclidea. Quelli che credono che anche nel caos sia possibile trovare un disegno. Ma anche quelli che non hanno bisogno di trovare sempre un perché ma amano lasciarsi trasportare dall'impeto. Quelli che non rifuggono gli incubi ma si lasciano afferrare e trascinare nell...