Pillole Di Fumetto IV: Dylan Dog N. 289-290

Per scongiurare il ritorno sulla Terra di un demone, prigioniero da secoli nel cuore di una montagna, Dylan Dog, aiutato da Bill Porter, professore universitario appassionato di giochi ed enigmi, dovrà riuscire a recuperare una leggendaria lancia che sembrerebbe in grado di uccidere il diabolico avversario. Per impedire che il Male trionfi, Dylan Dog e il professor Bill Porter dovranno ricorrere a tutta la loro astuzia per risolvere i tanti enigmi posti sulla strada che li conduce a ritrovare l’unica arma in grado di fermare il loro infernale avversario: un demone spietato che fa dell'inganno un'arte e che sembra aver teso loro un terribile tranello...


Non ricordo l'ultima volta che ho letto un Dylan Dog che superasse la decenza. Non è un mio cruccio e non ne faccio una tragedia perché ho la fortuna di scroccare spudoratamente le avventure di Dylan da un suo fan(atico) e quindi le mie finanze non sono intaccate. Mi dispiacerebbe gettare i soldi in un pozzo mensile di bassa mediocrità.
Con i numeri 289 e 290 della serie regolare, però, é il caso di festeggiare abbondando nella generosità: quattro stellette aNobiiane. Chiudo un occhio di fronte al danbrownesimo neppure troppo velato che non solo permea la doppia avventura in questione ma che ne è il fulcro. Chiudo l'altro occhio di fronte a un Dylan trasformato in professor Langdon o un Indiana Jones urbano. E con gli occhi chiusi dichiaro, assumendo tutte le responsabilità del caso che La Via Degli Enigmi/L'Erede Oscuro è una storiella godibile ed è qualitativamente al di sopra delle ultime produzioni dylandoghiane. Non che ci volesse molto.
Il terzo occhio lo chiudo sul colpo di scena finale: dire "telefonato" significa essere mooolto generosi.
Ottimi i disegni di Daniele Bigliardo.

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