Breve Apologia dello Sportivo da Salotto.
In questi giorni mi sto cimentando in una lettura abbastanza impegnativa, in termini di corposità, che sta assorbendo la quasi totalità delle mie risorse alquanto esigue. Considerando inoltre che sono iniziati i Mondiali di calcio, che seguo quando posso e a cui do la priorità, la lettura procede molto a rilento. Ebbene sì, mi piace lo sport. Non lo pratico quasi più ma lo seguo assiduamente. Dal calcio al curling, dal nuoto sincronizzato alle freccette e non sto scherzando. Trovo che ci sia qualcosa di profondamente epico nel gesto sportivo, nella competizione, nel superare i propri limiti e gli avversari che mi affascina da sempre. Forse anche perché io ne sono esente. Pur avendo praticato in gioventù qualche sport, anche con discreti risultati, sono perennemente in lotta con la mia atavica pigrizia che non mi permette di entrare appieno nell'ottica della competizione. Ho sempre gareggiato per divertirmi, e questo divertimento non aveva nulla a che spartire con il migliorare le ...