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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2017

Sex Pizzul: Pedate.

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Tempo fa ho iniziato a pensare che la casualità non esista, ma tutto sia il frutto di un calcolo contorto di un Architetto divino che forse ha qualche rimorso e allora per farsi perdonare pone sul nostro cammino piccole perle per cercare di alleviare le nostre sofferenze. Lungi da me l'essere blasfemo. Ma l'Architetto ed io abbiamo un rapporto un po' così. Quello che prima era un dubbio si sta trasformando in un tarlo e chissà se a breve diverrà una certezza.

Continuo ad imbattermi per puro caso (per ora diciamo ancora così) in dischi che riescono a farmi dimenticare settimane belluine trascorse in modo anfetaminico, brontolando come una pentola piena di fagioli dimenticata sul fuoco.
E voi sapete che cosa succede, se dimenticate una pentola sul fuoco.
Settimane in cui, arrivato alla fine, se avessi la famigerata valigetta con i codici delle testate nucleari non esiterei a usarli in maniera del tutto causale. E mentre il mondo collassa nel fuoco atomico, riderei a crepape…

...Perché in Fondo lo Squallore Siamo Noi.

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Possono non piacere, ma gli 883 hanno lasciato il segno. Specialmente nella generazione cresciuta negli anni novanta. E anche se forse non lo ammetterebbero mai, esistono estimatori di Max Pezzali anche tra le schiere degli amanti della musica più dura e (a quanto pare non sempre) intransigente.
A me non dispiacciono. Ho sempre pensato che fossero un buon prodotto pop confezionato con professionalità. E i testi del buon Max comunque riuscivano a far breccia in un animo post adolescenziale come il mio. Canzoni come Con Un Deca, La Dura Legge Del Gol o Come Mai erano uno spaccato di vita vissuta in cui tutti più o meno ci ritrovavamo. E ancora oggi quando mi capita di riascoltarle, lo faccio sempre con piacere. E un po' di nostalgia comunque salta fuori.

A dimostrare la trasversalità della musica di Pezzali ci pensano i 666, da Colleferro in provincia di Roma. Una band tributo degli 883 che rende loro omaggio in modo un po' particolare. Evita di ripetere pedissequamente le sono…

Claudio Vergnani: A Volte Si Muore.

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In una città dove intere aree erano preda di criminali e maniaci, di bande mascherate, di stupratori seriali e pazzi sbandati, e sotto il controllo di gangster in doppiopetto, si muoveva un assassino misterioso e invisibile chiamato il Bisbiglio. La leggenda voleva che solo i morti che si lasciava dietro – straziati e oltraggiati – potessero vederlo. Infliggeva una fredda violenza e una studiata crudeltà, muovendosi con astuzia nel buio e nel silenzio. Colpiva quando le sue vittime erano ignare, indifese o deboli. Oppure, al contrario, quando erano certe di essere al sicuro. E, quel che era peggio, non comprendevamo nemmeno perché lo facesse. Non eravamo un passo indietro, eravamo proprio anni luce distanti. Eppure, in qualche modo, sentivamo che il cerchio ci si stava stringendo intorno, che alla fine, in un modo o nell’altro, lo avremmo visto anche noi…



Avvertenza: questa non è una recensione. Si tratta di uno sfogo perché in questi giorni gira male.
(Vorrei vedere voi, dopo una sett…

Surviving Sanremo 2017 Epilogo.

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Ragazzi, è finita!
Ha vinto... Chi ha vinto? Non mi ricordo.
Anche quest'anno è andata. Ma è stata dura. Dura Davvero.
Ci sono state un paio di serate veramente difficili in cui ho dovuto capitolare di fronte al Moloch sanremese.
E questa sera, arrivare fino in fondo è stata un'impresa. Come la cura Ludovico.
Ora tutto quello di cui ho bisogno è questo:

Surviving Sanremo 2017 #4.

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Il Nazionalpopolare non è il vostro pane? Avete disegnato le croci sul muro del salotto, per contare i giorni che avete trascorso agonizzanti sul divano? Le vostre orecchie stanno producendo quantità industriali di cerume, per formare una barriera naturale contro le mefitiche vibrazioni sonore emanate del vostro televisore? Non disperate. Siete quasi giunti al traguardo. Silverfish Imperetrix non vi lascia soli nel momento più delicato e vi aiuta con due bombe dopanti che vi permetteranno di arrivare alla fine (quasi) incolumi.

Timoria: Viaggio Senza Vento.
Prima che Francesco Renga diventasse il Francesco Renga che tutti conosciamo, era il cantante dei Timoria.
Prima che Omar Pedrini fosse l'Omar Pedrini che tutti conosciamo, era il chitarrista dei Timoria.
I Timoria erano bravi. E Viaggio Senza Vento ne è la fulgida testimonianza.
Sia dal punto di vista dei testi, si tratta di un concept album che narra il viaggio del protagonista Joe che cerca di dare un senso alla sua vita, sia m…

Surviving Sanremo 2017 #3.

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Il Nazionalpopolare non è il vostro pane? Pensate che Ermal Meta sia il nome di un gruppo di rock pesante e che quello che c'è sul palco dell'Ariston non sia Al Bano ma un ologramma come quello di Ronnie James Dio? Non disperate. Per trascorrere indenni le serate sanremesi, Silverfish Imperetrix vi viene incontro proponendovi degli ascolti pop rock italici, ideali per una decompressione senza rischi.


Africa Unite: In Diretta Dal Sole.
Ritengo che In Diretta Dal Sole sia uno dei dischi dal vivo più belli che siano stati pubblicati da un artista italiano. Possiede una carica e una vitalità uniche, oltre a un suono strepitoso. Paragonata al piattume emozionale trasmesso dalle canzoni sanremesi dell'anno domini 2017, la carica emanata dagli Africa Unite è qualcosa di alieno. L'ideale per illuminare queste giornate grigie.




C.S.I.: In Quiete.
Il confine tra le atmosfere calme e dilatate e la lagna è molto sottile. Purtroppo, quest'anno il confine sembra inesistente e i p…

Surviving Sanremo 2017 #2.

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Il Nazionalpopolare non è il vostro pane? La Mannoia vi annoia e alla voce di Giusy Ferreri preferite le unghie sulla lavagna? Non disperate. Per trascorrere indenni le serate sanremesi, Silverfish Imperetrix vi viene incontro proponendovi degli ascolti pop rock ideali per un detox spirituale.

Television: Marquee Moon.
Altro grande gruppo ahimè troppo sottovalutato e dalla breve vita, autore di una delle pietre miliari del rock: Marquee Moon. In questi giorni è il suo compleanno: quarant'anni portati alla grande. Lo ascolto raramente ma ogni volta è una goduria. Specialmente dopo due ore di Festival e in questo caso è il Nivana.






Badly Drawn Boy: About A Boy.
Damon Gough scrive la colonna sonora del film omonimo che ha come protagonista Hugh Grant e tira fuori dal cilindro un album pop che si avvicina alla perfezione. Stranamente ignorato da pubblico e critica sordi di fronte a canzoni come Something to Talk About e Silent Sigh che sono piccoli capolavori. Il disco ideale dopo essersi…

Surviving Sanremo 2017 #1.

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Il Nazionalpopolare non è il vostro pane? A Zarrillo preferite Brain Salad? A Ron, Aqualung?
Non disperate. Per trascorrere indenni le serate sanremesi Silverfish Imperetrix vi viene incontro proponendovi degli ascolti pop riparatori.



Judas Priest: Turbo.
L'album che fece perdere definitivamente i capelli a Rob Halford. Se le pessime critiche della stampa accentuarono la stempiatura, il tracollo tricologico fu definitivo quando il povero Rob dovette vedersela con orde di metallari inferociti dalla svolta pop metal: più che un affronto, un vero tradimento. Trent'anni dopo, gli animi si sono raffreddati e come (troppo) sovente succede, il disco è stato rivalutato soprattutto dalla critica.
In occasione del suo trentennale, che cade il 31 marzo, è uscita da poco un'edizione speciale.
Sanremo è una buona occasione per (ri)ascoltare un ottimo disco di pop duro e non convenzionale.
Aaaaammmmm yooooooo toooooorrrrboooooo lovaaaaaaar!


Il Genio: Il Genio.
Gianluca De Rubertis e Alessan…

Claudio Vergnani: La Torre Delle Ombre.

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In una città consegnata all’anarchia, preda di grottesche e letali bande criminali, logorata da cambiamenti climatici e rassegnata a un futuro dove la speranza è il lusso di pochi, i due protagonisti – Claudio e Vergy – tirano a campare, cercando di resistere al logorio di una vita priva di senso e di sbocchi, grazie a una rigida routine giornaliera fatta di allenamento fisico, di strategie per procurarsi il cibo e di stratagemmi per sopravvivere agli artigli affilati di quella società che non offre alcuna protezione ai perdenti, agli abbandonati, ai reietti.
Su questa metropoli in pieno degrado si curva minacciosa l’ombra della Torre, luogo di perdizione e malaffare da cui è bene tenersi alla larga. Almeno fino a quando la richiesta di aiuto di un vecchio amico, non porterà i due protagonisti a scalare il gigante di cemento e ferro alla ricerca dell’ultima scintilla di un antico valore, che potrebbe riscattarli da quell’esistenza di squallore.
In questa nuova epoca nella …