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Visualizzazione dei post da Giugno, 2015

Memorabilia #17

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Per farvi capire fino a che punto ero intrippato con la musica, vorrei farvi leggere come prologo un piccolo post che pubblicai qualche giorno dopo aver recensito il disco d'esordio dei Jet. Una band australiana colma di promesse, che però non vennero mantenute. Così, dopo un paio di buoni dischi i Jet sparirono dalla circolazione. Intanto il sottoscritto, invece di fare dei normalissimi sogni erotici come il novantanovevirgolanove percento della popolazione maschile della galassia, sognava queste cose:

Ci sono Iggy Pop, Angus Young e Keith Richards fuori dallo studio di registrazione dei Jet e stanno minacciando di dare fuoco a tutto se non gli pagano le royalties sui riffs che i quattro australiani gli hanno rubato. Il gruppo, barricato all’interno, schiamazza ed urla dicendo di avere copiato un bel niente e che non sanno neppure chi siano quei tre vecchietti invasati fuori dalla porta.
Ad un tratto Angus incomincia a sbattere la chitarra contro la porta cercando di sfondarla, ma…

Memorabilia #16

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Come avrete sicuramente capito, Silverfish Imperetrix al suo esordio parlava esclusivamente di musica. A rileggere ora questi vecchi post, emerge una freschezza e un entusiasmo che, con il passare del tempo, è venuto a mancare. Complice anche la mancanza di uscite discografiche come quella dei Monster Magnet. Un disco che ho letteralmente consumato.



Post pubblicato lunedì 23 febbraio 2004, alle ore 22:48.



MONSTER MAGNET Monolithic Baby! (Spv/Audioglobe)
Sembra che il rock stia vivendo una seconda giovinezza. Gruppi come gli ormai troppo citati White Stripes o Strokes hanno avuto l’indubbio merito di far accendere i riflettori su una scena attiva ormai da decenni, ma pressoché ignorata dalle major discografiche e perciò dal cosiddetto grande pubblico. Il garage rock annovera tra le proprie fila mostri sacri come Fuzztones, Leighton Koizumi ed i suoi Morlocks, Gluecifer e Fleshtones solo per citarne alcuni, che si sbattono da decenni in un circuito (molto) underground e forse ora…

Memorabilia #15

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A volte trovi dei dischi, o sono loro a trovare te, per i quali non serve sprecare parole. E ci sono dischi per i quali basta una sola parola.
The Man Comes Around è un disco necessario.

Post pubblicato sabato 21 febbraio 2004, alle ore 15:30.

JOHNNY CASH American IV: The Man Comes Around (American Recordings)
Conoscevo Johnny Cash solo di nome, sapevo che era un’icona del country e che nel 1970 si era esibito in un carcere, esibizione immortalata in un disco dal vivo dal titolo Johnny Cash Sings Folsom Prison Blues. Stop. Poi una sera vedo il video di Hurt, cover dell’omonima canzone dei Nine Inch Nails e vedere quell’uomo anziano chino sul pianoforte interpretare in modo struggente questo piccolo capolavoro, donandogli ancor più profondità e dolore mi ha fatto venire un nodo alla gola. Il giorno dopo acquisto The Man Comes Around: è’ un disco di cover e oltre alla già citata Hurt ci sono Bridge Over Troubled Water di Simon & Garfunkel con Fiona Apple e Personal Jesus dei D…

Memorabilia #14

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Un disco che fece da spartiacque nella carriera di uno dei gruppi di metal estremo più influenti del nuovo millennio. Fu l'inizio di un percorso più progressivo che, poco alla volta, portò gli Opeth lontano dal puro estremismo sonoro. Ciò che venne dopo, non fa parte delle mia storia, perché Damnation è stato il mio ultimo ascolto. Non sono andato oltre.


Post pubblicato lunedì 26 gennaio 2004, alle ore 12:41

OPETH Damnation (MFN/Audioglobe) Agli Opeth va dato un gran merito: il death metal progressivo del combo svedese è riuscito ad avvicinare molte persone ad un genere musicale estremo da molti etichettato come puro rumore privo di tecnica, una tesi purtroppo avvalorata dalla miriade di dischi insulsi che ogni anno invade il mercato. Una perizia tecnica e compositiva sopraffina ed il gusto per la melodia hanno contraddistinto la carriera artistica dei nostri sin dallo storico esordio Orchid. Da allora è stato un susseguirsi d’uscite discografiche memorabili, fino a questa spiazza…

Memorabilia #13

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Ah! I Warlocks, uno dei mie grandi amori. All'inizio del 2004 fu un fiorire di gruppi che riportarono in auge la psichedelia. Tra di essi i Warlocks, che con Phoenix fecero il cosiddetto salto di qualità ed ebbero un fugace momento di successo. Durò poco, anche perché (come se mi avessero ascoltato) in seguito decisero di abbandonare la psichedelia dall'ascolto facile per perdersi in un puro, estatico ed estasiante delirio sonoro.


Post pubblicato domenica 11 gennaio 2004 alle ore 23:16

THE WARLOCKS
Phoenix (Birdman/Mute)
Nel background musicale dei The Warlocks da Los Angeles, California ci devono essere massicce dosi dei Velvet Underground: questo è stato il mio primo pensiero dopo aver ascoltato l’esordio dei nostri. D’altronde in questa new wave della psichedelia non potrebbe essere altrimenti. I sette di L.A., però, partono dalla lezione del velluto sotterraneo per esplorare il mondo lisergico in modo personale e divertente, anche se non troppo originale. Ascoltando me…

Memorabilia #12

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Per il sottoscritto, la Black Widow Records è un'istituzione. Ogni appassionato di dark rock (ma non solo) degno di questo nome, dovrebbe almeno una volta nella vita, fare un pellegrinaggio in Via Del Campo a Genova.

Post pubblicato giovedì 8 gennaio 2004 alle ore 22:53


TRIBUTO ALLA BLACK WIDOW RECORDS Premessa: questo non vuole essere uno spot pubblicitario (alla Black Widow non hanno la più pallida idea di chi io sia) ma un piccolo omaggio ad una realtà italiana che, lavorando sodo, sta donando molte soddisfazioni alla musica underground.



Circa dieci anni or sono la mia passione per la musica si scontrava con la misera decade che il distretto militare ci elargiva: stavo facendo il servizio civile. Quelle misere centottantamila lire bastavano a malapena a pagarsi i viaggi in treno, una pizza per levarsi di bocca il sapore di rancido della mensa e quando andava di lusso un disco.
Mi trovavo a Genova. Ero lontano da casa e da buon piemontese bugianen, nelle prime terribili s…

Memorabilia #11

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C'era un tempo in cui i vampiri erano vampiri e non degli hispter con un gatto morto in testa o una barba che manco Rasputin... C'era un tempo in cui i vampiri facevano i vampiri e non si struggevano tra i miasmi ormonali degli adolescenti. Poi arrivò Twilight...
Prima di questa tragedia la figura del vampiro mi affascinava. Ora, al solo sentirne parlare mi viene la pelle d'oca. E non per la paura.
Alcune cose però non sono date infettate dal morbo Meyeriano. Come lo stupendo disco degli Abiogenesi, recensito di seguito.


Post pubblicato lunedì 22 dicembre 2003, alle ore 23:41.



ABIOGENESI
Abiogenesi (Black Widow)
Un appassionato di musica è un individuo che si sbatte. Si sbatte per cercare il disco d’esordio di uno sconosciuto gruppo lo-fi canadese che troverà solo come import ad un prezzo allucinante o attende settimane l’arrivo di una ristampa di qualche oscuro gruppo progressivo inglese. L’appassionato di musica gironzola (virtualmente) per il mondo alla ricerca di em…