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Visualizzazione dei post da Aprile, 2014

Alessandro Girola: Ciclo Narrativo I Robot Di La Marmora.

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I Robot Di La Marmora.
1864: Un’astronave-colonia degli alieni Nekton è naufragata sulla Terra, nel cuore dell’Impero Austriaco.
Lontani anni luce dal loro pianeta, i Nekton hanno scelto di allearsi con gli Asburgo, ricevendo ospitalità in cambio di tecnologia. Grazie a questo patto, gli Austriaci dispongono ora di mostri guerrieri, di carri corazzati e di altre prodigiose armi con cui sfidare il mondo.
Ma non tutti i Nekton hanno accettato la decisione del loro ammiraglio.
Una minoranza di alieni, ritenendo tale strategia contraria alle direttive della missione, ha chiesto asilo politico nel vicino Regno d’Italia.
La dote che questi disertori han portato con sé è quella dei Giganti: enormi automi pilotabili dagli esseri umani, unico baluardo contro le preponderanti forze nemiche.

I Mecha Di Napoleone III.
Primavera del 1871. Infuria la guerra Franco-Prussiana. I mostri-guerrieri al seguito degli eserciti germanici sono sempre più forti, più grandi e più resistenti. A essi Napoleone…

Ipse Dixit IX

Prese così come sono, senza filtri e censure. Le dichiarazioni ospitate in Ipse Dixit sono nude e crude(li). E se qualcuno, per caso, trova in giro un Vasco Rossi, ce lo faccia sapere!

"(Il Cinema Italiano n.d.r.) E’ ridotto ad un commediola di corto respiro, ricicla le stesse quattro formulette, interpretate dai soliti cast da un lato, e dall’altro al cinema d’autore afflitto da enormi difficoltà. Si punta a blandire il pubblico, che non è in grado di distinguere la qualità né di capire se un attore è bravo oppure è un cane… quando ho cominciato io si facevano 350 film all’anno, si rende conto? 350, e lavoravano tutti, e probabilmente i registi attivi erano ancora in numero maggiore, dato che non la totalità dei cineasti gira un film all’anno. Oggi se ne girano 60 se va bene, sempre con dei nomi di spicco (fa riferimento a Zalone, Bisio, De Luigi) e con uno sguardo rivolto al botteghino. Su 350 pellicole, capisce, 10 potevano essere capolavori, è una percentuale accettabile. Ma …

Credevo Si Trattasse Solo di Corna!

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Vienna degli Ultravox è stata eletta Canzone preferita degli anni Ottanta in Gran Bretagna. Non la migliore, non la più bella ma la preferita. Agli inglesi continua a piacere e piacque anche nel 1981, l'anno in cui uscì, tanto che arrivò al secondo posto della classifica britannica dietro a Woman di John Lennon.
Gli Ultravox sono stati uno dei baluardi del synth pop degli anni ottanta e anche in Italia fecero breccia per qualche tempo, sia con la già citata Vienna che con quello che reputo il loro pezzo migliore: Dancing With Tears In My Eyes. Era il secondo singolo dell'album Lament uscito nel 1984 ed ebbe il meritato successo raggiungendo il terzo posto nella classifica UK.
Se dovessi stilare una classifica delle dieci canzoni più rappresentative degli anni ottanta, Ballando Con Le Lacrime Agli Occhi sarebbe sicuramente ai primi posti.
A quei tempi la ritenevo una semplice canzone d'amore: la solita storia del tipo mollato dalla ragazza di turno che cerca di distrarsi in…

Roba Nuova In Circolazione.

Trascorrono mesi in cui esce nulla che mi faccia venir voglia di metter mano alla tastiera e poi, di botto, iniziano a fiorire singoli e video che mi solleticano e stuzzicano le papille gustative.
Ce n'è per tutti i gusti o quasi. 

Ho avuto bisogno di qualche ascolto supplementare per decidere che Watch So You Now Know, il nuovo singolo di casa The Horrors, mi piace. Parecchio. I cinque di Southend-On-Sea continuano imperterriti il loro cammino, iniziato dal Garage Rock alla Fuzztones e che, ora, sembra li faccia dirigere verso una darkwawe di stampo prettamente elettronico. Contrariamente agli sproloqui della critica che li ha sempre massacrati fin dall'esordio dalle mie parti continuano a piacere.



Torna il Senatore A Vita del Gotico! Nuovo disco, Lion in uscita ai primi di giugno, per sua oscura maestà Peter Murphy. Il singolo Hang Up è già in circolazione e vede il nostro ritornare alle sonorità della casa madre. Una carriera solista sempre di altissimo livello. Immenso. 



Davide Mana: La Notte Dei Cacciatori.

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Un uomo in fuga nella Valle Belbo dell'immediato dopoguerra.  Un killer in cerca della sua preda, fra casolari abbandonati e cittadine alluvionate.
E un progetto mostruoso.
Per preparare la strada ai Padroni.
Ai Grandi Antichi.
Coloro che si Muovono negli Interstizi.
Quando le stelle sono al posto giusto. 






Non sono avvezzo alle polemiche. In questo paese ce ne sono troppe e troppo poche sono costruttive. Esiste nel web 2.0 una frustrazione (chiamiamola così) di fondo che non permette di apprezzare le cose belle e sinceramente non ho ancora capito il perché. Forse, un giorno, qualcuno mi aiuterà a svelare questo mistero. Sembra che ultimamente lo sport nazionale sia quello di sparare ad alzo zero verso gli scrittori che si autopubblicano, i quali, poverini, non hanno nemmeno il libro cartaceo a far loro da scudo (se non l'avete capita, scrivetemi in privato che ve la spiego). In soldoni, molti scrittori con l’esse maiuscola, quelli cioè che si definiscono tali per…