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Visualizzazione dei post da Maggio, 2014

Coldplay: Ghost Stories.

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Qualche tempo fa qualcuno disse: i Coldplay sono uno di quei gruppi che tutti ascoltano, ma fa fico parlarne male.
Io non sono tra questi. Mi sono sempre piaciuti e non ne ho mai fatto mistero. Che, poi, come facciano a piacermi contemporaneamente la cricca di Chris Martin  e i Burning Witch è un segreto che custodisco gelosamente insieme al mio terapeuta.
Dopo Mylo Xyloto ho seguito con curiosità le mosse del gruppo londinese per capire che cosa avrebbero potuto ancora fare dopo un disco che (per me) ha rappresentato una vetta creativa in abito della musica pop di questi tristi anni 10. Dite quel che volete, ma nessuno potrà farmi cambiare idea: fino ad ora i Coldplay sono stati uno dei più grandi gruppi pop e chi li ha visti dal vivo lo potrà confermare facilmente.
Tutto questo prima dell'uscita di Ghost Stories.
Perché ora la musica è (davvero) cambiata.
La faccio breve e vi dico subito che, dopo aver ascoltato il disco per un intero fine settimana, Ghost Stories non mi piace.

Gruppo Italiano: Tropicana

Alla fine è venuta fuori una trilogia. Tre post aventi come comune denominatore canzoni che all'apparenza parlano di traumi amorosi, invece, grattando la superficie ci si trova a dover fronteggiare l'esplosione di una centrale atomica, oppure ci tocca andare al mare sotto un bombardamento di onde radioattive. Non era mia intenzione dilungarmi così. E' che, spulciando in rete cercando informazioni a riguardo, mi sono imbattuto prima nei Righeira, da par loro abbastanza insospettabili e poi nel Gruppo Italiano!
La maggior parte di voi si starà sicuramente chiedendo chi caspita sono 'sti tizi?
Me lo sono chiesto anch'io. Poi ho fatto un ripassino:




Gli imberbi non possono ricordare, ma noi che abbracciamo gli anta, questa la ricordiamo sicuramente. Purtroppo, aggiungerei.
Bene, dopo aver risolto il mistero riguardante il Gruppo Italiano, un altro interrogativo sorge spontaneo: ma che c'entra Tropicana con la Paura Nucleare degli anni ottanta?
Basta leggere il testo…

Ipse Dixit X

Ci sono settimane pacate in cui le dichiarazioni degne di nota sono rare come i tartufi. In altre, invece, è un vero e proprio diluvio. Questa settimana piovono trifole.
"Un dato impressionante è che nel 10 per cento delle famiglie italiane non ci sono libri. Dobbiamo sfidare le televisioni. Avete fatto talmente tanti danni che adesso dovete risarcire parlando di libri, Nelle fiction non c'è mai un personaggio che legge fanno di tutto ma non hanno mai un libro in mano"
Dario Franceschini, ehm.. Ministro della Cultura."Quando sei ad un festival e vedi che tutti sono eccitati riguardo la programmazione del palco Dance anzichè quello Rock, capisci che c’è un qualcosa che puzza di muffa nella scena rock. Una natura quasi conservatrice si è insinuata nella musica rock, e non parlo del sound, ma proprio dell’atteggiamento dei musicisti.
Personalmente, ho l’impressione che molte band moderne si auto-condizionino a suonare in un modo che gli permetta di ottenere recensioni ca…

Righeira: Vamos A La Playa.

Qualche post fa si parlava di canzoni che non raccontano quello che ci si aspetta. Si parlava di Dancing With Tears In My Eyes degli Ultravox che, invece di lacrime su una pista da ballo ripensando a qualche amore perduto, racconta di un'imminente apocalisse nucleare.
L'apocalisse nucleare era la grande paura degli anni ottanta. Una paura che non s'insinuò solo nei paesi anglosassoni, ma anche nei più solari e spensierati paesi mediterranei. Come l'Italia. Proprio così, perché un'altra canzone insospettabile, anch'essa legata al timore di una catastrofe  atomica, questa volta a differenza della canzone degli Ultravox, già avvenuta, è Vamos A La Playa dei Righeira. È stato il primo vero tormentone italico. La si sentiva dappertutto e in ogni momento. Non era mai capitato, almeno in Italia, che una canzone venisse trasmessa in una rotazione così massiccia: un vero e proprio fenomeno virale ante litteram. Da bambino qual ero, lungi da me anche solo l'idea di …

Stefano Di Marino: Il Palazzo dalle Cinque Porte

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Sebastiano "Bas" Salieri è un illusionista e uno studioso di tradizioni occulte e di misteri. E al suo arrivo a Venezia per prendere possesso di un'eredità, i misteri certo non mancano. Prima di tutto il Palazzo dalle Cinque Porte, lasciatogli dallo zio Mattia, di porte ne ha quattro. La stessa morte accidentale dello zio solleva parecchi dubbi, e all'incidente non crede neanche il vicequestore Panitta, uomo pratico e con i piedi per terra. Poi intorno a Bas compare una folla di personaggi bizzarri, inquietanti, e tutti sembrano suggerire che nel palazzo sia nascosto un segreto. Quando Maddalena, amica di Bas, cerca di salvarlo da un complotto ai suoi danni, la mano di un assassino colpisce con inaudita ferocia. Così Bas stringe un'improbabile alleanza con il vicequestore e con l'affascinante Martina, fotografa sempre alla ricerca di uno scoop. In una Venezia invernale, umida e avvolta nella nebbia, la loro indagine li porterà all'opera di Betto Angiolier…