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Visualizzazione dei post da Maggio, 2018

Tomie: la Sottile Arte del Disagio.

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Attenzione!
Questo post contiene immagini che potrebbero urtare la sensibilità di qualche lettore.
Io vi ho avvisato.

Ho sempre pensato che i giapponesi, in quanto a storie dell'orrore, non abbiano epigoni.
Questo non significa che le loro storie siano migliori o peggiori di quelle inglesi, americane o italiane. E non significa che facciano più paura.
Personalmente ritengo che le più inquietanti siano quelle italiane, ma è un'opinione del tutto sindacabile. Un argomento, però, che meriterebbe un approfondimento.
Se le storie anglosassoni sono più romantiche, nell'accezione più pura del termine, quelle nipponiche trovo che abbiano un elemento di morbosità difficilmente riscontrabile altrove.
Una morbosità che ha un qualcosa di, oserei dire, sessuale al suo interno. Forse perché, nella maggior parte delle storie che ho letto e visto, la paura (e il raccapriccio) deriva dalla metamorfosi del corpo umano.
Soprattutto nei manga, abbondano corpi che subiscono orrende mutazioni…

La Fine di 'sto C***o di Mondo.

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You want me to lie not break your heart
I want you to fly not stop and start
We want us like everything else
Maybe we didn't understand
Not just a boy and a girl
Its just the end of the
end of the world

(The Cure - The End of the World)



Se The End of The Fucking World, TEOTFW per gli amici, fosse stato concepito in Italia, l'avrebbero intitolato così?
La Fine di 'sto Cazzo di Mondo.
Ve l'immaginate in vetrina, nella libreria della vostra città, a far bella mostra di sé agli ignari passanti durante le loro vasche in centro, nel fine settimana?

Non sarebbe stato un bel colpo d'occhio?
O meglio: un bel pugno nello stomaco?
Invece è stato pensato, scritto e disegnato in America.
Ha avuto un meritato successo e fortunatamente è stato tradotto nella nostra lingua.
Tranne il titolo.
Quello no. E' rimasto in inglese.
Così lo si può mostrare in vetrina, per non sconvolgere le anime belle, quelle che aborrono il parlar volgare.
Perché TEOTFW è un fottuto calcio nelle …

Gli Sleep Contro il Logorio della Vita Moderna.

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A volte il telefono mi cazzia perché dice che devo essere più attivo. Lo dice lui. Mica è sempre con me! Di passi, durante la giornata, ne faccio e pure troppi per i miei gusti. Mi sparo anche un discreto numero di chilometri in auto. E con il lavoro che faccio, purtroppo il mio povero cervello è costretto ad essere sotto un costante ribollire di sinapsi. Tutto ciò è fermamente contrario alla mia indole, che è adepta al sacro e immortale culto della pigrizia, va detto.
Datemi un divano e mi renderete un uomo felice.
Alla fine, viene fuori che sono un ossimoro vivente: vorrei vivere spiaggiato su di un sofà e invece corro da mattina a sera, festivi compresi. Quando poi mi ritrovo con qualche ora a disposizione, vado nel panico: che cosa faccio prima? Sfoltisco la pila dei libri da leggere che sta assumendo dimensioni inquietanti? Vado avanti con le serie tv, che ho lasciato chissà dove, mesi fa? Quale disco ascolto per primo? Scrivo un post per il blog? Ragazzi, l'ansia da tempo l…

L'importanza di metterci la faccina.

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Ho un'indole autolesionista.
Uso poco Twitter, quasi mai. Se su Facebook si strilla e ci si azzuffa, nel posto dei cinguettii lo si fa a velocità supersonica. E non mi piace. Non riesco a starci dietro e, sinceramente non ne ho voglia. Preferisco impegnare il mio poco tempo libero in attività più costruttive.
Tipo questa:


Poi succede che mi parte l'embolo e decido di fare un tweet (per me) ironico.
Commettendo due errori:
1) Parlare di politica.
2) Non mettere la faccina.

Che diavolo mi è saltato in mente?
Non avevo ancora finito d'inviarlo che già lampeggiava la notifica delle risposte.
Non entro nei dettagli, ma al mio tweet che credevo ironico ma evidentemente lo era solo per me, e qui sorge un altro problema che prima o poi dovrò affrontare, è immediatamente seguita una risposta piccatissima. L'impostazione era piò o meno sul genere: non capisci una fava, svegliati!
Fortunatamente il tono non era aggressivo e non c'erano insulti (la fortuna del principiante), …