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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2018

Aspettando il Grande Cocomero: il Sentiero della Masca Micilina.

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Qualche anno fa vi parlai di Micilina.
Un'iconica figura della zona in cui vivo, realmente esistita, ma che la fantasia e la cattiveria popolare hanno rivestito con gli abiti della strega. O della Masca, come diciamo noi.
Per un breve approfondimento sulla storia della povera Micilina vi consiglio di leggere questo post, vi aiuterà a comprendere meglio quello che vi sto per raccontare.

La Masca Micilina ha sempre suscitato un certo fascino. Il fatto che sia realmente esistita e che da piccoli fosse una costante minaccia per farci star buoni, se non stai bravo viene la Masca Micilina a prenderti, ha sicuramente giovato a far crescere nella mia generazione il seme di un'attrazione unita a timore reverenziale.
Ma non è solo quello.
E' che nei luoghi dove ha vissuto, tutt'ora visitabili, succedono cose davvero strane.
Accadono raramente e se ne parla poco. Qui certe cose è meglio tenerle per sé. Magari confidarle ai propri cari, per metterli in guardia, per dirgli di fare at…

Saranno la nuova Next Big Thing? Marmozets: Knowing What You Know Now.

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Ho iniziato questo post tre volte. Mi tuffavo a bomba nelle parole. Scrivevo, scrivevo e scrivevo.
Poi mi fermavo e quello che leggevo non mi piaceva.
Non riuscivo a centrare l'obiettivo che mi ero prefissato: convincere il lettore del fatto che Marmozetz è un gruppo fenomenale.
La prima stesura aveva il tono di un imbonitore, sembravo un venditore di pentole e mancava solo la bicicletta omaggio.
La seconda invece aveva il tono di chi aveva avuto un'illuminazione divina, avesse scoperto il Sacro Graal e la prova inconfutabile della presenza degli extraterrestri. Tutto insieme.
La terza infine era frutto di un viaggio nel tempo che mi ha riportato all'adolescenza, non solo il tono ma anche la scrittura era quella di un quindicenne dall'italiano zoppicante.
Capirete che a quasi mezzo secolo di vita esprimersi con ficata e spacca di brutto non sia proprio il massimo. E nemmeno svolazzare pindaricamente in fronzoli e orpelli barocchi ostentando una preparazione e un subst…

Quando ha senso parlare di disco epocale. Low: Double Negative.

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E' possibile che nel 2018 qualcuno riesca ancora a creare qualcosa di nuovo?
Una nuova pietra angolare che detti i parametri per la musica che verrà?
Domande a cui non è facile dare una risposta, forse impossibile. Adesso.
Perché, come succede ad ogni precursore, i giudici non sono mai stati la critica o il pubblico: l'unico, insindacabile giudice è stato il tempo.
Quanti artisti sono stati definiti seminali? Artisti che hanno gettato il seme che ha generato nuova musica, ma durante la loro vita, artistica e non, hanno raccolto poco o nulla per poi
essere santificati a posteriori?
Un nome su tutti? Ramones. Il gruppo che ha venduto più magliette di dischi.
Non sono molti gli artisti che hanno visto riconoscere questi meriti quando erano ancora in salute.

Mi sto addentrando in un campo minato, lo so. Ma prima di scrivere queste righe ci ho pensato a fondo e più ci penso, più sono convinto di quello che sto per scrivere.
Double Negative è un anno zero.
E' uno di quei dischi …

L'Ennesima Apologia del Libro Cartaceo.

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Sottotitolo: ma anche basta!

Ho letto un paio di articoli riguardanti il libro e la lettura in generale che mi hanno lasciato un po' perplesso. E anche qualche dubbio.
La faccio breve e dico subito che il tono generale era questo: il libro digitale è destinato a morire, quello di carta durerà in eterno.

"Sempre sostanzialmente uguale nei secoli, non è migliorabile e non è sostituibile. Quindi eterno. Dureranno nel tempo il cucchiaio e il martello, e durerà, tranquilli, anche il libro cartaceo."

E su questo si può essere sostanzialmente d'accordo, anche se come teoria mi sembra un po' tirata per i capelli. Ma c'è una cosa che non mi piace: qui si afferma, non troppo velatamente, che il cartaceo e nettamente superiore al digitale.
Secondo questi signori l'oggetto libro è paragonabile a qualsiasi oggetto di uso comune e quindi insostituibile. Non sarebbe nemmeno migliorabile. Addirittura!
Siamo sicuri? Tavoletta, codex, papiro, pergamena e carta non sono fo…

Non di questo mondo. Voivod: The Wake

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Lavorate da oltre trent'anni.
Sfornate tredici dischi che si attestano su livelli che la maggior parte dei gruppi non riesce nemmeno a sognare.
Girate il mondo in tour che sono lontani anni luce dagli sfarzi di colossi come Metallica, Maiden e Slayer, suonando in piccoli club e racimolando, nelle migliori occasioni, un migliaio di persone.
Vendete tanti dischi quanto vi serve per pagare i conti e forse nemmeno quelli.
Eppure tutti parlano benissimo di voi, a ragione.
I Voivod sono geniali, sono dei precursori, dei profeti, eccetera, eccetera. Tutti i dischi sono eccezionali. Sì, anche quelli che, quando sono usciti, hanno fatto tappare il naso ai puristi, per poi essere rivalutati a capo chino. Angel Rat chiede ancora giustizia.

Però.
Però sono difficili.
Non sono orecchiabili, sono contorti e impegnativi.
Per riuscire a capirci qualcosa ti devi concentrare non poco e devi sorpassare un paio di mal di testa. Certo, poi dopo è una goduria, ma chi ha voglia di sbattersi?
Già era di…

La PlaylUst di fine estate o, se preferite, d'inizio autunno.

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L'elenco delle canzoni che hanno accompagnato i mesi estivi riflette alla perfezione l'umore portante degli ultimi tempi: una malinconia agrodolce, che non sfocia mai nella tristezza e che alla fine risulta anche piacevole.
Ma non c'è solo quello, naturalmente. C'è della rabbia, della serenità e anche della sana goliardia.
Perché l'ironia è un bene prezioso, va tenuto stretto e soprattutto usato bene.
E a guardarla bene, la playlist che condivido, sembra più a suo agio con il calare delle foglie che con il frinire delle cicale.
Buon ascolto.

Marmozets: Major System Error e Play
Li ho scoperti all'inizio dell'estate e il loro secondo disco, Knowing What You Know Now pubblicato all'inizio del 2018, è diventato una vera droga.
Trovo che il rock dei giovani fratelli Macintyre sia decisamente fresco e che trasudi quell'energia ingenua ma genuina che troppi sembrano aver dimenticato.
Sicuramente tra i migliori dell'anno.

Crippled Black Phoenix: Great E…

Wake Me Up When September Ends.

Here comes the rain again
Falling from the stars 
(Green Day)
Il blog è stato in vacanza per oltre tre mesi.
Lui.
Io purtroppo no.
Non archivierò l'estate 2018 tra le più belle ma nemmeno tra le più brutte: è stata un'estate strana.
Sicuramente non spensierata.
Un meme che circolava qualche mese fa recitava: l'estate esiste solo fino alla quinta superiore.
Questa è una vera verità.

Il caldo, che non sopporto, il lavoro e preoccupazioni varie, hanno portato via, oltre al tempo libero, anche la voglia di leggere e soprattutto di scrivere.
In tre mesi ho letto due libri. Uno dei miei minimi storici.
Erano due tomi da mille pagine, ma per i miei standard sono comunque pochi.
Ho ascoltato solo un disco. Ma l'ho fatto almeno cento volte.
Non ricordo da quanto tempo non mi capitava una cosa simile: rimanere folgorato da un album. Doverlo ascoltare quasi tutti i giorni anche più volte.

Però c'è stata una cosa che ho fatto più sovente del solito.
Bazzicare i Social Network.
No, il caldo n…