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Vent'anni a Osservare Treni.

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Costò una cifra ma ne valse la pena! Sick Boy era coperto di sudore; tremava tutto. Io me ne stavo lì schiaffato davanti alla tele, cercando di non dargli retta, a quel coglione. Mi buttava giù. Provai a concentrarmi sulla cassetta di Jean-Claude Van Damme. Come in tutti i film del genere, l'inizio era drammatico: era quasi obbligatorio. Poi, nel pezzo che veniva dopo c'era un grande sforzo per creare atmosfera, facendo tra l'altro entrare in scena il cattivo, e per far stare in piedi una trama proprio scacata. Comunque, Jean-Claude sembrava pronto a menare le mani da un momento all'altro. Nel 1996 uscì Trainspotting , quello che da molti è considerato il capolavoro di Danny Byole . Un regista che avevo già avuto occasione d'apprezzare fin dall'esordio dietro la macchina da presa con quella piccola perla nera che risponde al nome di Piccoli Omicidi Tra Amici . Il suo secondo film, Trainspotting appunto, è la trasposizione cinematografica di una...