Post

Visualizzazione dei post da Dicembre, 2018

Musiche Belle del 2018 #1.

Immagine
Signore e signori, vi ringrazio per avermi seguito fino a qui.
Questi sono i vincitori. So che molti storceranno il naso e non gradiranno, altri approveranno e altri ancora non sanno nemmeno chi siano i Ghost. Tranquilli, a breve conquisteranno il mondo!

Ghost: Prequelle.
Ho sempre sostenuto, e continuo a farlo tutt'ora, che i Ghost siano i Kiss del nuovo millennio.
Come i loro antenati si nascondono (più o meno) dietro a maschere.
I loro spettacoli sono barocchi, kitsch e spruzzati di blasfemia pop. Sono controversi e fanno business, dalle magliette e i pupazzi fino ad arrivare ai sex toys.Dividono gli appassionati e la critica, chi li trova geniali e chi li bolla come spazzatura. Tutte cose già viste e più di una volta nel magico rock and roll circus.
Ma è la musica (quella che più interessa da queste parti) a dettare la formula vincente: un metal pop di pregevole fattura che ricorda le epoche gloriose in cui il coro da stadio era considerato una virtùe non declassificato a mer…

Musiche Belle del 2018 #2.

Immagine
Molto probabilmente sono i vincitori morali di questa classifica, perché con quasi cinquant'anni di carriera sulle spalle, solo i fuoriclasse possono fare un disco come questo. Una medaglia d'argento dai riflessi dorati.

Judas Priest: Firepower.
Altro disco di cui ho ampiamente parlato e che ha lasciato tutti, me compreso, a bocca aperta.
Come quei film in cui una banda di ragazzini prende di mira dei nonnetti, credendo di aver gioco facile e invece finisce dritta al pronto soccorso con fratture multiple.
Senza tanti fronzoli e ammennicoli: un bel diretto in pieno setto nasale, di quelli che ti fanno girare la testa e dire machecazzèsuccesso?
Solo sano e fottuto heavy metal. Sarà anche vecchia scuola ma la nuova, come si dice dalle mie parti, ne deve ancora mangiare di pagnotte prima di raggiungere questi livelli!
D'altronde se sei un Metal God, un motivo ci sarà, no?


Musiche Belle del 2018 #3.

Immagine
Entriamo in zona calda con il gradino più basso del podio. Un terzo, meritatissimo posto che fa ben sperare per il futuro.

Marmozetz:Knowing What You Know Now.
Non voglio aggiungere molto di più di quanto ho già detto qui. Soltanto che se non ci fossero state altre due uscite (per me) davvero fenomenali, il gradino più alto del podio sarebbe stato loro.
Non che il gruppo britannico non sia fenomenale. Per essere bravi lo sono e molto. Le canzoni di Knowing What You Know Now potrebbero essere tutte dei singoli. Non ci sono cadute di tono e tutto suona fresco e giovane. Ma quando scoprirete le prime due posizioni, forse anche voi la penserete come il sottoscritto. Sono convinto che nelle varie classifiche che circoleranno in rete in queste settimane, dei Marmozets purtroppo ci saranno pochissime tracce, mentre sarà un florilegio di lodi a quell'inutile cover band dei Led Zeppelin che viene salutata come novella salvatrice del rock.
Spero di sbagliarmi, ma ci credo poco.
I Marmozetz n…

Musiche Belle del 2018 #4.

Immagine
La medaglia di legno. Ai piedi del podio un'opera inclassificabile e difficile, affascinante oltremisura ma che non sono ancora riuscito a metabolizzare del tutto.


Low: Double Negative.
Quando ne ho parlato ero preda di un entusiasmo che raramente mi ha pervaso. A distanza di mesi, riascoltandolo in questi giorni, non posso far altro che confermare quanto detto.
Double Negative non solo è tra i migliori dell'anno ma lo sarà anche per i prossimi, quando finalmente si capirà, perché ancora mica l'abbiamo capito, che ci troviamo di fronte
a un'opera che detterà gli stilemi del pop a venire. Ma allora perché è al quarto posto e non al primo? Semplicemente perché se questa fosse una classifica oggettiva sarebbe così, ma dal momento che trattasi di classifica umorale e completamente soggettiva, Double Negative è al quarto posto. Pur non negandone il valore artistico, quest'anno ci sono dischi con cui sono entrato maggiormente in sintonia. Ma è certo che questo rimarrà a …

Musiche Belle del 2018 #5.

Immagine
Superata la metà, iniziamo a scoprire le ultime cinque posizioni con l'unico gruppo italiano in classifica.

Messa: Feast For Water.
L'Italia vanta una tradizione rock di tutto rispetto, con buona pace degli esterofili. Se poi ci inoltriamo nelle atmosfere dark, l'asticella si alza ulteriormente.
Feast For Water è un ottimo esempio.
Se già con il precedente Belfry il gruppo veneto ha dimostrato di avere classe da vendere, con il nuovo lavoro  non confermano
queste impressioni ma addirittura le confutano: guardate che quello era solo un antipasto e sappiamo fare molto di più! Come dicono i giovani d'oggi: tanta roba.
Sicuro, molte cose, ma non basta avere un sacco d'idee e buttarle giù alla rinfusa. Bisogna plasmarle e dar loro forma compiuta. Perché il rischio di cucinare un minestrone
insipido e mal digeribile, specialmente in un genere come il Doom, è sempre dietro l'angolo. Per fortuna non è il caso dei Messa che, al contrario, propongono un piatto di alta scu…

Musiche Belle del 2018 #6.

Immagine
Al sesto posto... ma che ve lo dico a fare!

Voivod: The Wake
Ne ho già parlato e non penso serva aggiungere molto altro. I Voivod sono di un altro pianeta. Troppo oltre per essere compresi appieno dal nostro limitato intelletto. Forse il tempo
darà loro il giusto tributo e, come troppo sovente accade in questo triste mondo, gli allori arriveranno postumi, quando il gruppo avrà lasciato il nostro pianeta per tornare a casa.
Ho ascoltato The Wake una sacco di volte e ci ho sempre trovato qualcosa di diverso. A volte non sembra nemmeno lo stesso disco che ho ascoltato la volta precedente.
Ho sempre paragonato l'ascolto di un loro ad una scalata: ostica, faticosa ed estenuante. Ma quando arrivi in cima lo spettacolo è così emozionante da togliere il fiato.


Musiche Belle del 2018 #7.

Immagine
Posizione numero sette. Inizio a pensare che certi gruppi piacciamo solo a me. Non è giusto perché meriterebbero un pubblico migliore.

Film School: Bright To Death.
L'elenco dei gruppi ignorati dal pubblico e dalla critica che meriterebbero molto di più di quando hanno miseramente raccolto nella loro carriera è molto lungo. Come purtroppo è lungo quello dei gruppi che avrebbero meritato di suonare esclusivamente nella cantina del loro condominio, con porte e finestre murate. Ma si sa, il mondo sa essere decisamente stronzo. Anche se è una cosa che non riesco a capire.
Prendiamo i Film School. Fanno dischi belli, non banali, cambiano il giusto di volta in volta in modo che non ci sia l'impressione del già sentito ma senza snaturare il loro suono e che succede? Nessuno li considera.
Non dev'essere molto gratificante, tutto ciò. Quindi non è che li si possa biasimare se spariscono dalla circolazione per un bel po' di anni.
Adesso ci riprovano, sempre con stile, buon gusto …

Musiche Belle del 2018 #8.

Immagine
Ottavo gradino. Stiamo salendo, ma il disco di cui parliamo oggi più che a un'ascesa sarebbe adatto a una discesa. Verso gli inferi.

Thou: Magus.
Più che un disco, una Via Crucis.
Lenta e disperata.
Il Doom e lo Sludge nella loro forma più profonda e ortodossa avvelenati da frecce Black dove non sono previsti compromessi.
Chi non è doom non potrà capire che cosa ci possa essere di bello nell'avventurarsi in un buco nero fatto di disperazione e dolore, in cui anche la catarsi non riesce ad emergere. Può essere un ascolto salvifico? Non credo.
E allora che cosa spinge ad ascoltare un macigno simile? E perché inserire Magus, un monolite nerissimo, nella classifica delle cose più belle dell'anno?
Non ve lo posso spiegare perché, come diceva un mio amico: il doom o ce l'hai dentro o non lo capirai mai.


Musiche Belle del 2018 #9.

Immagine
Al nono posto un debutto. Sbucato dal nulla, dalla terra d'Albione, ecco a voi: 

Isaac Gracie: Isaac Gracie.
Che ci fa da queste parti un imberbe cantautore? Bè, è meno strano di quanto possa sembrare, non è che qui si pasteggi esclusivamente a rock duro e pesto. Anzi.
Ma non è questo il punto. Il punto è che facendo zapping mi sono imbattuto nel video di uno dei singoli, Terrified, e sono rimasto folgorato.
E quando mi succede (raramente, per fortuna), succede che non ho orecchie per altro e parto con una heavy rotation che assume livelli preoccupanti. Poi mi passa, ma per alcuni giorni è così.
Dopo aver ascoltato Terrified fino alla nausea, ho provato a buttare un orecchio sull'intero disco credendo di trovarmi al cospetto del solito one hit wonder.

Sbagliato. Tutto è, meno che un crogiolo di riempitivi atti a far luccicare quella perla di singolo.
Ci sono tante idee, magari non tutte completamente a fuoco e qualche ingenuità. Ma è il bello d'esser giovani e tutto somma…

Musiche Belle del 2018 #10.

Immagine
Quest'anno voglio fare uno strappo alla regola. Sebbene le classifiche di fine anno non incontrino il mio favore, questa volta ho deciso di pubblicarne qualcuna. Un po' perché a causa della solita cronica mancanza di tempo e, devo ammettere, di argomenti, il blog è in agonia da oltre un mese e un po' perché mi va di rendervi partecipi di quello che durante quest'anno mi è piaciuto di più. Così, giusto per fare due chiacchiere tra amici.
Iniziamo con la musica e iniziamo a bomba. E' proprio il caso di dirlo perché al decimo posto troviamo un vero e proprio ordigno bellico.

Septic Tank: Rotting Civilization.

Rotting Civilization sembra un disco nato vecchio e fuori tempo massimo.
Fosse uscito trent'anni fa ne staremo ancora parlando, invece è uscito nel 2018 ed è passato ingiustamente inosservato.
A qualcuno potrà sembrare figlio di quel revivalismo nostalgico che sta inquinando il modo dell'arte e forse lo è. Ma mai come oggi, Rotting Civilization po…