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Visualizzazione dei post da Maggio, 2015

Memorabilia #10

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In piena trance agonistica m'imbarcai nella non semplice impresa di stilare un piccolo elenco di gruppi rock che, in un modo o nell'altro, avevano a che fare con uno dei miei autori preferiti: H.P.Lovecraft. Consapevole che ne sarebbe uscito un elenco approssimativo e naturalmente incompleto, mi gettai nell'impresa con tutto l'entusiasmo derivato dall'ancor giovane età, sia anagrafica sia di blogger. Iniziai a ravanare in rete e trovai il mondo. C'era così tanta roba che dovetti tagliare impietosamente e ridurre il tutto al maxi post che trovate qui sotto. Anche perché il mio povero modem 56K ormai stremato, chiedeva umilmente pietà.
Per evitare di spaventare l'eventuale lettore di fronte a questo piccolo mostro, decisi di pubblicarlo in tre parti. Fu la mia prima non recensione e, nonostante i limiti e una certa ingenuità di fondo, ebbe un discreto successo.


Post pubblicato in tre parti :
giovedì 11 dicembre 2003 alle ore 23:12 
martedì 30 dicembre 2003 a…

Memorabilia #9

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Non posso dire d'essere un amante del rock progressivo. Ma si tratta comunque di un genere che non escludo a priori. Infatti, prevaricando gli stili, uno dei miei dischi preferiti in assoluto è Black Opera degli italianissimi Presence. Progressivo e duro quanto basta, con quel tocco di oscurità che agli occhi dell'umile blogger ne aumenta il valore aggiunto.



Post pubblicato venerdì, 5 dicembre 05 2003 alle ore 12:49.



PRESENCE Black Opera (Black Widow)
Dopo essere stato folgorato dai due fondamentali …E tu vivrai nel terrore e Not of this earth, dove esponenti dell’underground italiano e non, si cimentavano nella rilettura delle colonne sonore di film horror e sci-fi, ho deciso di saccheggiare il catalogo della label genovese ricavandone grandi soddisfazioni. E’ difficile trovarsi fra le mani una “sola” quando si compra un disco targato BW (di questa stupenda realtà italica ve ne parlerò prossimamente) e la Black Opera dei Presence non fa eccezione. Si potrebbero dire un s…

Memorabilia #8

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Questo post riletto a distanza di molti anni non riesce a non farmi sorridere. Sorrido perché tra le righe riesco a (ri)leggere l'entusiasmo che ancora permeava la mia passione di semplice fruitore di musica. La delusione derivata dall'ascolto di un disco che si era aspettato per molto tempo e per il quale si era spesa un discreta sommetta è palese e forse fa perdere un po' di quella lucidità necessaria per confezionare una recensione super partes. Peccati di gioventù!


Post pubblicato domenica 30 novembre 2003, ore 00:20



AMORPHIS
Far From The Sun (Virgin)

Gli Amorphis appartengono a quella schiera di gruppi che esordirono una decina d’anni fa nel movimento Death/Doom metal nel quale militavano nomi come Tiamat, Paradise Lost, My Dying Bride e Anathema (ho volutamente estromesso i Cathedral decisamente più doomy e scevri da qualsiasi velleità death) che, col passare degli anni, hanno intrapreso percorsi artistici differenti allontanandosi decisamente dalle origini.
I My…

Memorabilia #7

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Intransigenza: parola d'ordine per King Diamond. O lo si ama incondizionatamente (come me) o il solo udire il suo falsetto può generare feroci travasi di bile ed eruzioni cutanee di vasta entità. Potrei dire che chi vuol bene all'horror deve per forza voler bene al Re Diamante poiché le sue storie in musica sono dei piccoli gioielli di genere. Ammetto però che il Re non è adatto a tutti i timpani.


Post pubblicato lunedì 24 novembre 2003, alle ore 23:10


KING DIAMOND
The Puppet Master (Massacre Records)
Lo ammetto: ho un debole per King Diamond.
Quando, nel 1988, ascoltai per la prima volta quel capolavoro di horror metal che s’intitola Them rimasi folgorato e andai a recuperare tutti i lavori del Re post Mercyful Fate. Scoprii, così, l’altro capolavoro del Re Diamante: Abigail.
E da allora attendo con trepidazione ogni nuova storia che King mette in musica.
Da quel lontano 1988 in poi il barbuto singer danese ha avuto una rispettabile carriera costellata di buoni successi co…

Memorabilia #6

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Non posso dire d’essere cresciuto con i Type O Negative per meri motivi anagrafici, ma posso dire di aver fatto un lungo pezzo di strada insieme a loro. Una strada che avremmo potuto continuare a percorrere se solo il destino avesse deciso diversamente, permettendo a Peter Steele di stare ancora un po’ in questo dannato mondo. Molto probabilmente lui sarà contento di non essere più tra noi; misantropo com’era certamente non gli manchiamo. Io, invece, non sono contento perché il suo macabro umorismo e la sua musica mi mancano. Molto.

Post pubblicato mercoledì, novembre 19, 2003, ore 23:52


TYPE O NEGATIVE Life Is Killing Me
Doveva uscire il 31 ottobre dell’anno scorso, ma i problemi personali di Peter Steele (ha dovuto assistere la madre gravemente ammalata) hanno reso possibile l'uscita del nuovo platter del combo di Brooklyn solo quest’estate. A quattro anni dall’uscita di World Coming Down la depressione che da sempre accompagna il buon Peter lascia spazio al disincanto e al …

Memorabilia #5

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Per i Muse, Absolution è stato l'album del botto. A me non piacque particolarmente e lo accolsi tiepidamente. Non fecero altrettanto critica e pubblico che decretarono al gruppo del Devon il meritato successo. Ad Absolution preferisco il suo successore: quel Black Holes And Revelations che trasformò il botto in una vera e propria esplosione. Ne hanno fatta di strada i Muse e anche se hanno perso il consenso della critica (ha importanza?) hanno conquistato il grande pubblico (che poi è quello che ti fa lavorare e guadagnare) a colpi di canzoni anthemiche e anche un po' tamarre. Possono non piacere, ma va dato loro atto d'essere una delle ultime grandi rock band da stadio (insieme ai Foo Fighters) che non ha bisogno di badanti e unità di rianimazione al seguito.



Post pubblicato mercoledì 19 novembre 2003, alle ore 13:14

MUSE Absolution Ho amato e continuo ad amare l’esordio discografico dei Muse, ritengo Showbiz uno scrigno di emozioni dirompenti che ti avvolgono ad ogni nu…

Memorabilia #4

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All'epoca ero pieno trip doom-dark-gotico e continuavo imperterrito a pubblicare recensioni adatte a un pubblico decisamente di nicchia. Questa recensione, non benevola nei confronti di uno dei miei gruppi preferiti iniziò ad attirare qualche velata critica per un mio presunto integralismo stilistico. Niente di più lontano dalla realtà. I Tiamat non riuscirono a diventare la versione dark degli U2 e dopo un ulteriore trittico di dischi, decisamente più duri e consoni alla propria indole, si sciolsero. Consapevoli di aver detto tutto quello che avevano da dire ma lasciandosi alle spalle un capolavoro (Wildhoney) e un paio di dischi superbi (A Deeper Kind Of Slumber e Skeleton Skeletron)

Post pubblicato giovedì 13 novembre 2003 alle ore 13:19

TIAMAT
Judas Christ Premessa: non ho ancora ascoltato il loro ultimo disco: Prey. Perciò alcune mie considerazioni e sensazioni potranno non corrispondere all'effettivo percorso artistico intrapreso dal gruppo.
I Tiamat si danno al Dark…

Memorabilia #3

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Quando è nato, Silverfish si occupava esclusivamente di musica. Una musica non mainstream (forse l'avete notato) dotata di una certa durezza e goticità che suscitava, e suscita tutt'ora, nel sottoscritto un certo fascino decadente. Un fascino che m'induceva a scrivere perle come questa: Il cuore della sposa morente è un cuore trafitto e sanguinante in cui i soli sentimenti che albergano sono la tristezza e la disperazione, il sole a cui la sposa si rivolge in un ultimo atto di fede e speranza è un sole morto, dal quale non si sprigiona nè luce nè calore e l'amore cantato è un amore ormai perduto.
Ah! Di cosa può esser capace lo spleen romantico!


Post pubblicato mercoledì 12 novembre 2003, ore 01:35

MY DYING BRIDE
Like Gods of the Sun Ho rispolverato un vecchio album dei My Dying Bride: "Like gods of the sun" del 1996.
Pur essendo un estimatore del cupo gruppo inglese, questo lavoro, come il suo predecessore (The angel and the dark river) non mi ha mai particol…

Memorabilia #2

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Mai mettere troppa carne al fuoco perché si rischia di non poter seguire in modo appropriato la cottura. Così i tuoi ospiti potrebbero trovare nel piatto una bistecca adatta ai fan del gore oppure una suola immangiabile. Questo piccola perla di saggezza popolare è applicabile in tutti i campi: meglio fare una cosa alla volta ma farla bene. Anche se a volte si riesce a fare male pure quella. Il frutto di queste elucubrazioni spicciole fu il secondo post che pubblicai: una recensione leggermente più approfondita di un disco uscito ben sei anni prima che ho sempre considerato stupendo ma sottovalutato. Con buona pace dell'essere sul pezzo e del vediamo chi arriva prima. Ma questo non è mai stato un mio problema.
A Deeper Kind Of Slumber fa parte di quei dischi che una manciata di gruppi come My Dying Bride, Paradise Lost e i citati Tiamat, dediti principalmente al Doom/Gothic Metal pubblicarono verso la fine degli anni novanta e che in comune hanno un netto cambio di direzione stilis…

Memorabilia #1