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Musiche Belle del 2018 #7.

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Posizione numero sette. Inizio a pensare che certi gruppi piacciamo solo a me. Non è giusto perché meriterebbero un pubblico migliore.

Film School: Bright To Death.
L'elenco dei gruppi ignorati dal pubblico e dalla critica che meriterebbero molto di più di quando hanno miseramente raccolto nella loro carriera è molto lungo. Come purtroppo è lungo quello dei gruppi che avrebbero meritato di suonare esclusivamente nella cantina del loro condominio, con porte e finestre murate. Ma si sa, il mondo sa essere decisamente stronzo. Anche se è una cosa che non riesco a capire.
Prendiamo i Film School. Fanno dischi belli, non banali, cambiano il giusto di volta in volta in modo che non ci sia l'impressione del già sentito ma senza snaturare il loro suono e che succede? Nessuno li considera.
Non dev'essere molto gratificante, tutto ciò. Quindi non è che li si possa biasimare se spariscono dalla circolazione per un bel po' di anni.
Adesso ci riprovano, sempre con stile, buon gusto …

Musiche Belle del 2018 #8.

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Ottavo gradino. Stiamo salendo, ma il disco di cui parliamo oggi più che a un'ascesa sarebbe adatto a una discesa. Verso gli inferi.

Thou: Magus.
Più che un disco, una Via Crucis.
Lenta e disperata.
Il Doom e lo Sludge nella loro forma più profonda e ortodossa avvelenati da frecce Black dove non sono previsti compromessi.
Chi non è doom non potrà capire che cosa ci possa essere di bello nell'avventurarsi in un buco nero fatto di disperazione e dolore, in cui anche la catarsi non riesce ad emergere. Può essere un ascolto salvifico? Non credo.
E allora che cosa spinge ad ascoltare un macigno simile? E perché inserire Magus, un monolite nerissimo, nella classifica delle cose più belle dell'anno?
Non ve lo posso spiegare perché, come diceva un mio amico: il doom o ce l'hai dentro o non lo capirai mai.


Musiche Belle del 2018 #9.

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Al nono posto un debutto. Sbucato dal nulla, dalla terra d'Albione, ecco a voi: 

Isaac Gracie: Isaac Gracie.
Che ci fa da queste parti un imberbe cantautore? Bè, è meno strano di quanto possa sembrare, non è che qui si pasteggi esclusivamente a rock duro e pesto. Anzi.
Ma non è questo il punto. Il punto è che facendo zapping mi sono imbattuto nel video di uno dei singoli, Terrified, e sono rimasto folgorato.
E quando mi succede (raramente, per fortuna), succede che non ho orecchie per altro e parto con una heavy rotation che assume livelli preoccupanti. Poi mi passa, ma per alcuni giorni è così.
Dopo aver ascoltato Terrified fino alla nausea, ho provato a buttare un orecchio sull'intero disco credendo di trovarmi al cospetto del solito one hit wonder.

Sbagliato. Tutto è, meno che un crogiolo di riempitivi atti a far luccicare quella perla di singolo.
Ci sono tante idee, magari non tutte completamente a fuoco e qualche ingenuità. Ma è il bello d'esser giovani e tutto somma…

Musiche Belle del 2018 #10.

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Quest'anno voglio fare uno strappo alla regola. Sebbene le classifiche di fine anno non incontrino il mio favore, questa volta ho deciso di pubblicarne qualcuna. Un po' perché a causa della solita cronica mancanza di tempo e, devo ammettere, di argomenti, il blog è in agonia da oltre un mese e un po' perché mi va di rendervi partecipi di quello che durante quest'anno mi è piaciuto di più. Così, giusto per fare due chiacchiere tra amici.
Iniziamo con la musica e iniziamo a bomba. E' proprio il caso di dirlo perché al decimo posto troviamo un vero e proprio ordigno bellico.

Septic Tank: Rotting Civilization.

Rotting Civilization sembra un disco nato vecchio e fuori tempo massimo.
Fosse uscito trent'anni fa ne staremo ancora parlando, invece è uscito nel 2018 ed è passato ingiustamente inosservato.
A qualcuno potrà sembrare figlio di quel revivalismo nostalgico che sta inquinando il modo dell'arte e forse lo è. Ma mai come oggi, Rotting Civilization po…

Aspettando il Grande Cocomero: il Sentiero della Masca Micilina.

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Qualche anno fa vi parlai di Micilina.
Un'iconica figura della zona in cui vivo, realmente esistita, ma che la fantasia e la cattiveria popolare hanno rivestito con gli abiti della strega. O della Masca, come diciamo noi.
Per un breve approfondimento sulla storia della povera Micilina vi consiglio di leggere questo post, vi aiuterà a comprendere meglio quello che vi sto per raccontare.

La Masca Micilina ha sempre suscitato un certo fascino. Il fatto che sia realmente esistita e che da piccoli fosse una costante minaccia per farci star buoni, se non stai bravo viene la Masca Micilina a prenderti, ha sicuramente giovato a far crescere nella mia generazione il seme di un'attrazione unita a timore reverenziale.
Ma non è solo quello.
E' che nei luoghi dove ha vissuto, tutt'ora visitabili, succedono cose davvero strane.
Accadono raramente e se ne parla poco. Qui certe cose è meglio tenerle per sé. Magari confidarle ai propri cari, per metterli in guardia, per dirgli di fare at…

Saranno la nuova Next Big Thing? Marmozets: Knowing What You Know Now.

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Ho iniziato questo post tre volte. Mi tuffavo a bomba nelle parole. Scrivevo, scrivevo e scrivevo.
Poi mi fermavo e quello che leggevo non mi piaceva.
Non riuscivo a centrare l'obiettivo che mi ero prefissato: convincere il lettore del fatto che Marmozetz è un gruppo fenomenale.
La prima stesura aveva il tono di un imbonitore, sembravo un venditore di pentole e mancava solo la bicicletta omaggio.
La seconda invece aveva il tono di chi aveva avuto un'illuminazione divina, avesse scoperto il Sacro Graal e la prova inconfutabile della presenza degli extraterrestri. Tutto insieme.
La terza infine era frutto di un viaggio nel tempo che mi ha riportato all'adolescenza, non solo il tono ma anche la scrittura era quella di un quindicenne dall'italiano zoppicante.
Capirete che a quasi mezzo secolo di vita esprimersi con ficata e spacca di brutto non sia proprio il massimo. E nemmeno svolazzare pindaricamente in fronzoli e orpelli barocchi ostentando una preparazione e un subst…

Quando ha senso parlare di disco epocale. Low: Double Negative.

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E' possibile che nel 2018 qualcuno riesca ancora a creare qualcosa di nuovo?
Una nuova pietra angolare che detti i parametri per la musica che verrà?
Domande a cui non è facile dare una risposta, forse impossibile. Adesso.
Perché, come succede ad ogni precursore, i giudici non sono mai stati la critica o il pubblico: l'unico, insindacabile giudice è stato il tempo.
Quanti artisti sono stati definiti seminali? Artisti che hanno gettato il seme che ha generato nuova musica, ma durante la loro vita, artistica e non, hanno raccolto poco o nulla per poi
essere santificati a posteriori?
Un nome su tutti? Ramones. Il gruppo che ha venduto più magliette di dischi.
Non sono molti gli artisti che hanno visto riconoscere questi meriti quando erano ancora in salute.

Mi sto addentrando in un campo minato, lo so. Ma prima di scrivere queste righe ci ho pensato a fondo e più ci penso, più sono convinto di quello che sto per scrivere.
Double Negative è un anno zero.
E' uno di quei dischi …