mercoledì 18 gennaio 2017

Dieci Dischi per il 2016: #10 Blues Pills.

Dieci mini post per dieci dischi che hanno sonorizzato il mio 2016.
Sono quelli che ho ascoltato di più e che mi hanno regalato emozioni, quelli che mi hanno lasciato soddisfatto ad ogni ascolto e con la voglia di un nuovo ascolto. Non esiste un ordine, non c'è un peggiore e un migliore: per me sono tutti ugualmente belli.


Blues Pills: Lady in Gold.
E' stato il disco di fine estate e inizio autunno. Hard Blues suonato alla grande, con una stratosferica Elin Larsson alla voce. Nell'anno appena trascorso ho ascoltato molta musica non canonica o cosiddetta sperimentale ma ritornare alle radici è sempre bello. E a volte è anche necessario.
Le serate trascorse in terrazza a chiacchierare con il blues del gruppo svedese in sottofondo e sorseggiando una buona birra, sono uno dei ricordi più piacevoli del 2016.

martedì 17 gennaio 2017

Dieci Dischi per il 2016: #9 Sophia.

Dieci mini post per dieci dischi che hanno sonorizzato il mio 2016.
Sono quelli che ho ascoltato di più e che mi hanno regalato emozioni, quelli che mi hanno lasciato soddisfatto ad ogni ascolto e con la voglia di un nuovo ascolto. Non esiste un ordine, non c'è un peggiore e un migliore: per me sono tutti ugualmente belli.
 

Sophia: As We Make Our Way (Unknown Harbours).
Good Vibrations cantavano i Beach Boys. Ne abbiamo davvero tanto bisogno di buone vibrazioni. I Sophia andrebbero prescritti dal medico perché fanno bene alla salute. E pensare che non è che siano degli allegroni, anzi. Però chissà come, riescono sempre a farti rilassare nonostante le loro storie siano dannatamente tristi. Un po' come quando raggiungi la consapevolezza che tanto non ci puoi fare nulla e tanto vale non prendersela.
Come scrissi nel post dedicato, un disco per anime inquiete. E il 2016 è stato parecchio agitato.

lunedì 16 gennaio 2017

Dieci Dischi per il 2016: #8 Nocument.

Dieci mini post per dieci dischi che hanno sonorizzato il mio 2016. 
Sono quelli che ho ascoltato di più e che mi hanno regalato emozioni, quelli che mi hanno lasciato soddisfatto ad ogni ascolto e con la voglia di un nuovo ascolto. Non esiste un ordine, non c'è un peggiore e un migliore: per me sono tutti ugualmente belli.

Nocument: Carpe Diem.
Ne ho parlato a suo tempo in questo post.
Se dovessi scegliere un solo disco, Carpe Diem sarebbe l'eletto. Ormai è diventata una storia d'amore e quando c'è di mezzo l'amore, difficilmente riesci a trovare le parole per descrivere ciò che provi.
Ogni ascolto è una miscela di emozioni e ricordi, malinconica e piacevole, che mi fa stare bene.

domenica 15 gennaio 2017

Dieci Dischi per il 2016: #7 Tetrolugosi.

Dieci mini post per dieci dischi che hanno sonorizzato il mio 2016. 
Sono quelli che ho ascoltato di più e che mi hanno regalato emozioni, quelli che mi hanno lasciato soddisfatto ad ogni ascolto e con la voglia di un nuovo ascolto. Non esiste un ordine, non c'è un peggiore e un migliore: per me sono tutti ugualmente belli.

Tetrolugosi: Tetrolugosi II.
L'amore per il macabro deve avere la giusta colonna sonora. Tetrolugosi II è uscito solo da un paio di mesi ma è stato uno dei dischi che ho ascoltato di più. Quasi ogni sera i Tetrolugosi sono il sottofondo alle mie letture e sovente, il secondo capitolo della discografia del gruppo marchigiano, è l'ultimo ascolto prima di addormentarmi. Una macabra e affascinante ninna nanna diventata quasi una dipendenza.

sabato 14 gennaio 2017

Dieci Dischi per il 2016: #6 Neurosis.

Dieci mini post per dieci dischi che hanno sonorizzato il mio 2016. 
Sono quelli che ho ascoltato di più e che mi hanno regalato emozioni, quelli che mi hanno lasciato soddisfatto ad ogni ascolto e con la voglia di un nuovo ascolto. Non esiste un ordine, non c'è un peggiore e un migliore: per me sono tutti ugualmente belli.

Neurosis: Fires Within Fires.
Riuscire a padroneggiare il caos e dargli un senso. Per me è sempre stata questa la chiave di lettura di ogni opera dei Neurosis.
La loro musica mi fa venire in mente un interminabile e inarrestabile flusso magmatico che travolge e infiamma tutto quello che incontra sul suo cammino.
E nonostante sia un evento terrificante, contiene una bellezza senza epigoni.
Ascoltare un disco del gruppo di Oakland è come assistere a un'eruzione vulcanica nella notte.

venerdì 13 gennaio 2017

Dieci Dischi per il 2016: #5 Dagger Moth.

Dieci mini post per dieci dischi che hanno sonorizzato il mio 2016. 
Sono quelli che ho ascoltato di più e che mi hanno regalato emozioni, quelli che mi hanno lasciato soddisfatto ad ogni ascolto e con la voglia di un nuovo ascolto. Non esiste un ordine, non c'è un peggiore e un migliore: per me sono tutti ugualmente belli.

Dagger Moth: Silk Around The Marrow.
Sara Ardizzoni, in arte Dagger Moth, ha confezionato un lavoro in bilico tra avanguardia e sperimentazione di non facile fruizione. Ma il fascino delle canzoni riesce a far superare agevolmente anche il più impervio dei sentieri che compongono il paesaggio sonoro da lei dipinto. Gole e dirupi difficili da scalare, anfratti e strettoie che tolgono il fiato ma che ripagano lo sforzo con inaspettate emozioni.

giovedì 12 gennaio 2017

Dieci Dischi per il 2016: #4 Morkobot.

Dieci mini post per dieci dischi che hanno sonorizzato il mio 2016. 
Sono quelli che ho ascoltato di più e che mi hanno regalato emozioni, quelli che mi hanno lasciato soddisfatto ad ogni ascolto e con la voglia di un nuovo ascolto. Non esiste un ordine, non c'è un peggiore e un migliore: per me sono tutti ugualmente belli.

Morkobot: Gorgo
Quando hai voglia di osare, di fare un salto nel buio e oltrepassare la soglia del mondo conosciuto i messaggeri di Morkobot sono venuti sulla terra per aiutarti. Nomen Omen per il nuovo nato. Mai nome fu più azzeccato. Un vortice di suoni devastante, capace di annichilire l'ascoltatore, di prenderlo e sbatacchiarlo per bene, lasciandolo esausto e senza fiato. Un delirante giro sulle montagne russe della follia.

mercoledì 11 gennaio 2017

Dieci Dischi per il 2016: #3 Ghost.

Dieci mini post per dieci dischi che hanno sonorizzato il mio 2016. 
Sono quelli che ho ascoltato di più e che mi hanno regalato emozioni, quelli che mi hanno lasciato soddisfatto ad ogni ascolto e con la voglia di un nuovo ascolto. Non esiste un ordine, non c'è un peggiore e un migliore: per me sono tutti ugualmente belli.

Ghost: Popestar.
Non è un album ma un Ep di cover, con un solo inedito. Ma l'unica canzone originale vale quanto intere discografie di gruppacci insulsi e boriosi.
I Ghost sono la cosa più bella che potesse accadere alla musica. Fanno sbarellare i puristi del metal che dicono che non sono metal, incarogniscono gli esegeti del rock che dicono che non sono rock, fanno inorridire i cultori del pop che dicono che non sono pop.
Chi invece preferisce il divertimento alla diatriba, gode e non poco di perle come Square Hammer. Che, detto tra noi, non è una canzone ma è la canzone.

martedì 10 gennaio 2017

Dieci Dischi per il 2016: #2 Testament.

Dieci mini post per dieci dischi che hanno sonorizzato il mio 2016. 
Sono quelli che ho ascoltato di più e che mi hanno regalato emozioni, quelli che mi hanno lasciato soddisfatto ad ogni ascolto e con la voglia di un nuovo ascolto. Non esiste un ordine, non c'è un peggiore e un migliore: per me sono tutti ugualmente belli.

Testament: Brotherhood Of The Snake.
Il primo disco in vinile che comprai quando Babbo Natale mi regalò il primo impianto stereo fu un Ep (i soldi erano pochi e solo quello potevo permettermi) dei Testament: Live At Eindhoven.
Significherà qualcosa, no?
E' mia consuetudine incazzarmi almeno una volta al giorno. Sono incazzature brevi ma potenti. Un attimo bello peso e poi magicamente tutto passa. A volte però, la magia non basta e l'incazzatura non passa. Per questo, insieme al Moment, ho sempre con me un disco dei Testament. Nel telefono, nel tablet, nel Kindle e in macchina. Chuck Billy e soci hanno il taumaturgico potere di rilassarmi. Sono il filtro anti particolato della mia rabbia repressa. Evitano che la disperda nell'ambiente, contagiando chi mi sta vicino.
In auto, ho l'intera discografia che è molto gettonata la sera quando esco dall'ufficio.
Quest'anno, Brotherhood Of The Snake, ha salvato la salute di molte persone.

lunedì 9 gennaio 2017

Dieci Dischi per il 2016: #1 Suicidal Tendencies.

Dieci mini post per dieci dischi che hanno sonorizzato il mio 2016. 
Sono quelli che ho ascoltato di più e che mi hanno regalato emozioni, quelli che mi hanno lasciato soddisfatto ad ogni ascolto e con la voglia di un nuovo ascolto. Non esiste un ordine, non c'è un peggiore e un migliore: per me sono tutti ugualmente belli.

Suicidal Tendencies: World Gone Mad.
Quand'ero ragazzino giravo con un paio di bermuda fatte in casa semplicemente tagliando un vecchio paio di jeans appena sopra il ginocchio. Naturalmente niente orlo, perché in quel modo il taglio lentamente si sfrangiava e le bermuda diventavano ficherrime. Ebbene, in quel paio di pantaloni, su una coscia campeggiava il logo dei Testament e sull'altra quello dei Suicidal. Rigorosamente disegnati da me, con una bic che puntualmente scoloriva ad ogni lavaggio. A ogni lavatrice dovevo ripassare tutto per renderlo leggibile. Poi un bel giorno scoprii i colori per tessuto e la mia vita migliorò. Che cosa c'entra tutto questo? Che i Suicidal Tendencies sono uno dei gruppi della mia vita. Uno di quei gruppi che porti con te da sempre. Di quelli che ti parte il trip di riascoltare un loro vecchio disco anche a distanza di trent'anni. E se ne pubblicano uno nuovo che, al netto di qualche momento fuori fuoco, letteralmente spacca, ti viene voglia di strapparti i jeans che indossi e cercare immediatamente una biro.