venerdì 1 settembre 2017

Meme On The Beach: Top 5 Summer 2017.

Andare via così, senza dire nulla.
Lasciare il blog a galleggiare nell'afa per oltre un mese.
Tornare con un meme fuori tempo massimo perché scaduto il 31 agosto.
Anarchia un tanto al chilo.
Bentornati su Silverfish Imperetrix!

Dopo i convenevoli torniamo alle cose serie: La Nostra Libreria chiama e io rispondo sempre molto volentieri. Qualche volta in ritardo, ma sono sicuro che mi perdoneranno.
D'altronde per essere veramente (un)fashion, perché pubblicare un meme ferragostano a Ferragosto? Meglio a settembre, no?

1. La mia canzone dell'estate:
Sono molte le canzoni che hanno popolato la mia estate. Sceglierne una è veramente difficile. Ci ho pensato parecchio alla fine ho scelto questa:


Nonostante non ami particolarmente i Thegiornalisti ed il testo sia qualcosa di così trash da sfiorare il sublime (Sotto il cielo di Berlino mangio mezzo panino, Dylan rosica!!!) l'ho scelta perché su e con questa canzone abbiamo riso molto e abbiamo trascorso dei bei momenti. Inizio già a ricordarla volentieri.
Inoltre consiglio caldamente la parodia de Le Coliche che trovate qui.

2. La mia ricetta:
1 Blopresid 32/125 mg al mattino.
1 Lobivon alla sera.
Xanax a garganella.

3. Il mio consiglio di lettura:
Questa è stata l'estate in cui ho recuperato alcuni classici che non avevo ancora letto. Quello che mi ha colpito più di tutti è stato Furore di John Steinbeck.
Non è una lettura molto estiva, perché non è affatto allegra e consolatoria.
E nonostante sia stato pubblicato quasi ottant'anni fa è ancora troppo e purtroppo attuale.
Dopo averlo letto, la prima cosa che mi è saltata in mente è stata: dopo tutti questi anni non siamo andati avanti di un metro.
Doloroso ma necessario.

4. I miei prescelti:
Come al solito, da buon rompiballe, nomino nessuno.

5. Condivisioni e avvertimenti vari:
Solo un saluto e un caloroso grazie a chi, dopo le vacanze, torna a gironzolare da queste parti.
Buon Autunno!

giovedì 27 luglio 2017

Liebster Award 2017

I sempre troppo generosi Glò, Michele e PiGreco de La Nostra Libreria mi fanno dono di un Liebster Award
Fa piacere alleggerire un po' il carico e quindi accetto volentieri.
E come al solito, anche se non dovrei farlo, non nonmino nessuno anche perché quelli che vorrei nominare lo sono già stati e anche più di una volta
Ma rispondo molto volentieri alle undici domande.

Prima di iniziare vi comunico che anche io aderisco all'iniziativa:
un Award è tale solo se è invernale!


1 - Guardi dalla finestra: cosa vedi?
Un pino e il cielo azzurro.

2 - Ti svegli e hai un motivetto in testa... qual è?
Raramente mi sveglio con una musica in testa e quello che penso appena apro gli occhi non è ripetibile. A volte però succede, l'ultima è stata Despacito...

3 - Sfida in cucina con Gordon Ramsey: presentaci il piatto che ti riesce meglio (in alternativa, se non cucini, quello preferito).
Cucino poco per mancanza di tempo. Se ne avessi, non mi dispiacerebbe cimentarmi in modo più serio. Molto gettonati sono i miei esperimenti di street (e un po' junk) food: hot dog, hamburger, panini e piadine con varianti particolari. Ma non potrei presentarli a Gordon perché mi massacrerebbe. Ripiegherei quindi sulla cucina tradizionale. Il piatto che mi riesce meno peggio è la pasta al salmone con profumo d'arancia.
Presenterei quello.

4 - Una pellicola per amica: che sia grande o piccolo schermo, consigliaci!
Scott Pilgrim Vs. The World
Uno dei film più sottovalutati della storia del cinema. Un piccolo gioiello un po' naïf che non mi stanco mai di vedere.

5 - Il cartaceo profuma, l'elettronico sbrilluccica, avere librerie (in entrambi i casi) ricolme è il nostro sogno di uber-lettori: quale preferite e perché?
Preferisco le parole, fossero anche graffiti, perché diamo troppa importanza al medium e al senso del possesso. La mia libreria preferita è quella che ho in testa.

6 - Sei un lettore "seriale" (tendi a leggere tutto di un autore, di un genere) oppure ti piace sperimentare?
Ho i miei generi preferiti ma adoro sperimentare. Conoscere cose nuove per me è uno dei condimenti della vita. Quindi leggo di tutto e di tutti.
In alcuni casi, quando affronto un autore che non conosco, se mi prende allora devo assolutamente leggere tutto di lui. A volte addirittura immediatamente come successe con Stephen King, Jonathan Coe, Irvine Welsh e Danilo Arona dei quali ho letto di fila tutta la bibliografia. 

7 - Quali sono le qualità che deve avere un libro per essere definito un capolavoro? Un esempio?
Non ho le facoltà per giudicare come tale un libro. E poi sono molto emotivo ed umorale e tendo forse a sopravvalutare il ruolo che le emozioni giocano nel contesto della lettura a discapito della tecnica.

8 - Hai ricevuto il famosissimo Liebster Award anche perché hai meno di 200 iscritti: quando ne avrai il numero giusto per non riceverlo più, cosa farai?
Dunque, con il ritmo con cui si aggiungono seguaci penso che Vi osserverò dal mio attico all'inferno (persona Kattiva, sono :-)) e alzerò un calice in vostro onore.

9 - Banalità: normalmente un blogger non è uno scrittore, eppure la sua finalità è essere letto (commentato è una speranza XD), dunque in qualche misura si ritrova nei panni dello scribacchino. Cosa ne pensi?
La mia finalità è solo ed esclusivamente questa:



10 - Un motivo per cui seguire il tuo blog.
Non ce ne sono. E mi sembra un ottimo motivo.

11 - SPAM selvaggio: linkaci il post/pagina che ti è piaciuto di più scrivere e che non può e non deve essere tralasciato da chi viene a farti visita.
Sicuramente la serie sulle colonne sonore di James Bond perché è stata un'ardua impresa. :-)
E poi la mia serie preferita, quella dedicata al periodo dell'anno che prediligo.

Con questo, direi che è tutto, gente. E mi raccomando adoratemi! :-)

mercoledì 19 luglio 2017

Letale Combo Misantropa: Céline, Afa e Zanzare.

Avvertenza per l'utilizzo di questo post.
Anche se mi riferisco principalmente alla letteratura, il post è da leggersi come attinente a qualsiasi forma d'arte.
Qualsiasi riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale. Se per caso vi sentite chiamati in causa, possiamo parlarne in modo civile. Qui si può.


Ho come l’impressione che i tempi a venire saranno sempre più tristi.
Poco alla volta tutti i simboli e le icone della mia infanzia e della mia adolescenza mi stanno lasciando e, nonostante le loro opere a testimonianza della loro grandezza, rimane l’amarezza di sapere che non ci sono più e che, molto egoisticamente, anch’io sto inesorabilmente invecchiando.
Il mio mondo, per dirla alla Type O Negative, poco alla volta sta venendo giù.
Il cambiamento è nella natura delle cose e bisogna farsene una ragione. Non sono uno di quelli che pontifica sul quando ero giovane si stava meglio. Penso che sia una colossale cavolata. Forse si stava meglio o forse peggio. Era diverso, tutto qui. A quelli che dicono che andare in giro a suonare i campanelli per poi scappare, cosa che ho sempre trovato idiota, era più divertente che giocare col telefonino, non perdo nemmeno un secondo del mio prezioso e non infinito tempo per replicare.

In questi giorni, complici il caldo condito da sempre troppe zanzare e una lettura di Céline bella ma emotivamente impegnativa, il bicchiere è mezzo pieno.
Di ragnatele.
E' vero: leggere Céline non aiuta a risollevare il morale nel caso quest'ultimo, l'ultima volta che l'hai visto, stava scavando un buco in giardino. Ma non voglio dare la colpa (solo) allo scrittore d'oltralpe perché il grosso della mia dubbiosa incertezza sui giorni che verranno, deriva da quello che leggo/vedo/sento in giro. E non sto parlando esclusivamente del web e del mondo social, sto parlando anche del cosiddetto mondo reale. Che poi, vogliamo smetterla una volta per tutte con questo distinguo? Il mondo dei Social e il cosiddetto Popolo del Web (ma che roba triste) non è un mondo a se stante, è solamente un'appendice della vita reale. Il web è l'amplificatore di quello siamo, come se vivessimo con un microfono incorporato. Prima del disgraziato avvento dei social network i deliri dei troll rimanevano circoscritti alle mura domestiche o a quelle del bar sotto casa. Con la rivoluzione dell'internetto, purtroppo i muri sono stati abbattuti e così ora tutto il mondo può godere degli schiamazzi di quelle personalità la cui grandezza è inversamente proporzionale al tono di voce.
Non voglio parlare di questo perché Internet non è il male, viene solo usato male. Abbiamo tra le mani uno dei più grandi strumenti che l'uomo abbia mai inventato per trasmettere (anche) la conoscenza e metterci in contatto senza barriere e noi come lo usiamo?
Devo rispondere?
Internet non è il male, ma sembra aver estrapolato dall'essere umano la parte peggiore. Siamo sempre stati così: fondamentalmente meschini. Internet ci ha solo dato la possibilità di dimostrarlo al mondo intero.
Secondo voi sto esagerando?
Se rispondere affermativamente allora non frequentate i Social. :-)


Tornando all'apertura di questo post, stavo dicendo che tutto il mio mondo sta lentamente crollando.
Poco alla volta i miei miti lasciano questa valle di lacrime per un (spero) posto migliore. Questo mi mette un po' di malinconia e mi rattrista anche se rimangono le loro opere immortali a farmi compagnia. Ma non è questo il motivo per cui vedo un futuro grigio. Il motivo è che non vedo nessuno che possa prendere il loro posto. Forse qualcuno, ma pochi.
Vedo tanta, troppa mediocrità assurta a genialità. Personaggi che di geniale hanno solo l'abilità di mettersi in luce nonostante la cronica mancanza di talento. Fenomeni improvvisi che spariscono in breve tempo, lasciando ai posteri solo l'olezzo di stantio.
E nonostante oggi sia più semplice rispetto a vent'anni fa promuoversi grazie al web, il marasma è così vasto che si fa fatica a districarsi. Coloro che riescono ad emergere dalla marea di talenti fotocopia che cavalcano l'onda del momento, devono far fronte al più difficile degli ostacoli: l'utente.
Ormai l'utente non è solo il fruitore ultimo dell'opera perché, per imposizione divina, è diventato scrittore, saggista, critico (di tutte le arti), compositore, opinionista, tuttologo e allenatore di calcio o qualsiasi altro sport. L'utente sa e ha sempre ragione.
Gode (penso anche fisicamente, a questo punto) nel demolirti, nel ridurti ai minimi termini cercando anche il più microscopico degli errori per alzare l'indice e, con quell'aria da Puffo Saccente, dirti: eh ma a pagina 34 hai scritto po' senza l'apostrofo. E nonostante tu abbia scritto un romanzo di 1500 pagine, con una struttura narrativa granitica, una trama fissata con i rivetti in titanio da cui non passa uno spiffero, facendo esibire  i membri dell'Accademia della Crusca in una standing ovation con 97 minuti di applausi, dopo aver appeso la tua effige vicino a quella del Papa e del Presidente della Repubblica, Joyce75 dice che il tuo romanzo fa cacare perché c'è quel refuso a pagina 34 e tu sei un incapace perché hai permesso a quell'accento di sparire. Sissy82 invece dice che il tuo romanzo fa vomitare perché è troppo lungo. Non brutto, eh! Solo lungo. Ma se fosse stato di 50 pagine, stai sicuro che avrebbe fatto vomitare perché troppo corto. Ma almeno Joyce e Sissy l'hanno letto il tuo romanzo, perché ci sarà anche un Mao69 che dirà che il tuo romanzo fa schifo e che tu sei sopravvalutato. D'altronde se c'è chi dice che Melville è sopravvalutato, non vuoi esserlo tu? Ma se andassi a fondo scopriresti che Mao69 il tuo romanzo manco l'ha letto, ma gli stai sul culo perché non sei vegano o tifi Juve. O più prosaicamente, la tua foto sul profilo non è consona ai suoi canoni estetici.
Per non parlare di VolevoEssereHemingway95, che ha scritto un romanzo che nessuno ha mai osato pubblicare, non solo perché scritto da cani (un editor si è cavato gli occhi dopo due capitoli) ma perché la trama è scopiazzata di brutto oppure è un delirio d'inconsistenza. Lui, avendo il dente avvelenato, rosica come un maledetto e sfoga la sua frustrazione su di te che, al contrario, sei bravo.
E non vogliamo parlare di ProteggiamoGaia20? Quella che, se cento persone dicono che la Gioconda è un capolavoro, lei deve assolutamente dire che è un quadretto, anche se in cuor suo la pensa allo stesso modo. Quindi, se sarai osannato da critica e pubblico, stai sereno che ci sarà sempre una ProteggiamoGaia20 che dirà peste e corna di te, senza contestualizzare le critiche o adducendo fatti evidenti e alla portata di tutti, ma lanciandosi in voli empirici degni del Conte Mascetti o in veri e propri deliri da ricovero coatto (lo spessore della carta era eccessivo e il libro troppo pesante oppure la carta non profumava di carta). Poverina, non è colpa sua, c'è qualcosa nella sua testolina (una voce?) che le dice di andare controcorrente. Sempre e comunque.
E se, disgraziatamente, il tuo cammino incrocia quello di un blogger, caro il mio artista, sei fritto. Perché si sa, nell'era del Web 2.0, quando un uomo con un libro incontra un uomo con un blog, l'uomo con il libro è un uomo morto. Blogger che per il dolce sapore di qualche click in più non ci pensano due volte a sparare sterili polemiche da discount.
Aperta parentesi.
Se i blog sono i declino e i blogger visti come esseri reietti e livorosi, giornalisti mancati senza una vita degna d'essere vissuta, la colpa è soprattutto vostra.
Chiusa parentesi.

L'arte tutta è purtroppo in balia di questi pseudo critici. Ma i critici, quelli veri, quelli che hanno titoli e competenze per esserlo, esistono ancora? Quei professionisti che leggevano un romanzo, ascoltavano un disco o vedevano un film e poi lo recensivano con ???? magari sviluppando intorno all'opera, un contesto dialettico non banale, anche acceso ma sempre costruttivo, si sono estinti e sono stati sostituiti da stagisti passacarte abili solo a fa copia incolla dei comunicati stampa forniti dalle case editrici o, nella migliore delle ipotesi, a parlare sempre bene di tutto e tutti, per non inimicarsi nessuno e tenere ben saldo il sedere sulla poltrona?
Ma che domande faccio? A che servono i critici di professione quando ci sono i Sotuttoio dell'internetto? Dimissioni e tutti a casa, Ka$ta maledetta!
Quindi, caro il mio artista, a te va il mio plauso per il coraggio che dimostri nel buttarti in quel mare popolato da squali assetati del tuo sangue. Anche solo per questo, ti stimo.
Però anche tu, dal canto tuo, non sei esente da colpe. Perché hai comunque un bel caratterino, mal sopporti le rare critiche circostanziate e magari severe ma giuste. Credi di aver partorito il romanzo (disco o film) che ridefinisce il genere, il capolavoro delle nuove generazioni. Manchi un pochino di umiltà. Rispondi piccato, quando lo fai, e forse si tratta di una forma di difesa, non so, ma a volte arrivi anche all'insulto. Così facendo scavalchi il labile confine che ti separa dall'altro lato della barricata e ti unisci alla folla urlante. Segno inequivocabile che in fondo siamo tutti uguali. A volte manchi di coraggio e continui a proporre sempre le stesse cose anche quando potresti fare qualcosa di diverso. Lo so, ti sto già sentendo che dici: eh, la fai facile tu, prova a fare tu qualcosa di nuovo con quei piranha là sotto, che se anche solo osi cambiare la pettinatura del protagonista sono pronti a spolparti.
Hai ragione.
Non vedo una via di uscita.

L'internetto è diventato il medium attraverso il quale anche il anche più sconosciuto tra gli sconosciuti può finalmente farsi sentire dal mondo intero e in un modo o nell'altro diventare popolare o famoso, anche solo per mezza giornata.
Personalmente commento raramente e molto più raramente leggo i commenti. Se avessi potere decisionale eliminerei la possibilità di farlo da tutti i Social Network. Volete pontificare, litigare, coprirvi d'insulti? Siete liberissimi di farlo, ma in privato.
Non sono un critico e non arrogo il diritto di esserlo. Al massimo esprimo un giudizio se la cosa è di mio gradimento o no. Se l'ho trovata bella o interessante in alcuni casi la consiglio e se non mi è piaciuta la consiglio ugualmente perché magari al mio interlocutore può piacere.
Ma dov'è che voglio andare a parare con questa filippica? Semplice. In un contesto simile in cui ogni cosa è pretesto per attaccar briga e fare rissa, c'è ancora spazio per qualcosa di nuovo?
C'è spazio per gli eredi, sempre che ce ne siano, di coloro che se ne stanno andando?

Cantavano gli Skiantos:
Largo all’avanguardia 
pubblico di merda 
tu gli dai la stessa storia
tanto lui non c’ha memoria

E succedeva quarant'anni fa, quando di cose ce n'erano ancora da dire e poi sono state dette.
La mia domanda è semplice: dov'è il futuro dell'arte?

Permettetemi un'ultima considerazione. Quando Andy Warhol (o chi per esso) pronunciò la famosa frase sui quindici minuti di celebrità, non stava facendo una previsione. Ci stava lanciando una maledizione.

P.S.
Se tu, lettore, sei arrivato fino a queste righe, ti ringrazio profondamente. Non è da tutti leggere post così lunghi!
Yo Brotha, Maximum Respect! :-)

mercoledì 5 luglio 2017

Giorgio Borroni: Zombie Mutation.

Il virus che trasforma gli uomini in morti viventi ha avuto il sopravvento. Una setta di fanatici religiosi, gli Opliti di Cristo, ha preso il potere e tiene in pugno le istituzioni facendo rivivere una sorta di Medioevo. Nelle campagne del Distretto Sud, Brian Crane, un vecchio bonificatore  sulla via del tramonto, deve vedersela con un ennesimo focolaio, e, come se non bastasse, deve istruire un novellino, Jedediah Braddock, fresco di caserma ma totalmente inesperto. Su uno sfondo post apocalittico e rurale, Zombie Mutation narra una giornata tipo di un cacciatore di zombie che dovrà vedersela con la gretta superstizione dei colleghi, una situazione fuori controllo e si troverà costretto a porre tutta la sua fiducia sulla giovane recluta se vorrà completare la missione. 

Ultimamente la segnalazione di libri e dischi si sta lentamente staccando dalla mera critica, anche se usare la parola critica per i miei pensieri è estremamente generoso. L'opera diventa il pretesto per fare quattro chiacchiere tra amici, su argomenti correlati alla segnalazione. Come ho fatto per i due romanzi di Claudio Vergnani qualche mese fa.
Non so se sia una buona idea ma a me piace.
Inoltre su Silverfish Imperetrix la prassi è quella di segnalare opere che mi hanno fatto trascorrere bei momenti, cose che trovo interessanti o curiose e soprattutto cose che ho letto o che ho ascoltato. Non mi stancherò mai di ripeterlo.
Non parlo di cose che non conosco.
E se ho qualche piccola riserva, sempre soggettiva e opinabile, la metto nero su bianco. Le cose che mi hanno annoiato, non mi sono piaciute o che sono state confezionate in maniera approssimativa, qui non trovano spazio. D'altronde se ho già perso tempo a leggerle o ascoltarle perché perderne altro a scriverne?
Quindi, se sono qui a scrivere di Zombie Mutation è perché mi è piaciuto.
Parecchio.

Si tratta di una novelette zombesca veloce e scritta molto bene che farà gola agli appassionati del genere. La consiglio anche a chi vuole avvicinarsi alla letteratura horror oppure a chi saltuariamente piace avventurarsi in questi sanguinolenti territori. Gli ingredienti del genere ci sono tutti e sono ben dosati; mi ha fatto piacere trovare quella sana spruzzata di splatter e quel gore quanto basta, che ormai sembrano essere finiti in cantina, ma che qualche anima pia a volte va a ripescare e dà loro una bella spolverata. Bravo Giorgio!
Peculiarità di Zombie Mutation è che non si tratta esclusivamente di un ebook perché a corredo dell'opera digitale c'è anche l'audiolibro. E' un prodotto professionale, confezionato molto bene con una narrazione fluida e d'impatto che mantiene elevata l'attenzione dell'ascoltatore. Sì, perché il rischio con gli audiolibri è sempre quello di ritrovarsi ad ascoltare una lettura monocorde che appesantisce e annoia ma grazie all'ottima prova di Edoardo Camponeschi, questo rischio è scongiurato. E con le vacanze alle porte, se viaggiate in auto, non sarebbe male passare un po' di tempo in compagnia di un racconto dell'orrore ben narrato. In autostrada, di notte con una storia di zombi a fare da colonna sonora. Un'esperienza sicuramente da provare. Ma fatelo pure voi, io preferisco farlo barricato in casa sotto la rassicurante luce del sole.
Zombie Mutation è da avere. Punto.

Un'ultima considerazione.
Ho sempre pensato che gli audiolibri e i podcast fossero una necessaria meraviglia.
Ovviamente l'utilità per chi ha delle insufficienze visive o è impossibilitato a reperire i libri in modo agevole è fuori discussione, ma in questi tempi in cui siamo sempre di corsa oppure trascorriamo molto tempo in auto ritengo che siano una vera manna. Con i Podcast si possono recuperare trasmissioni che per motivi di orario non si riescono a seguire, salti a piè pari le parti che non interessano e risparmi tempo, evitando di ascoltare cose di cui puoi fare volentieri a meno e che in diretta sei costretto a sorbire. Una bella realtà anche molto ben sviluppata dai grandi network. Radio Rai, sotto questo punto di vista è encomiabile. Custodisco gelosamente i podcast dei Radiodrammi di Dylan Dog, Diabolik e dell'ìnquisitore Eymerich.
Per gli audiolibri vale lo stesso discorso, peccato che sia una strada poco battuta. Molto probabilmente per una questione di costi, le case editrici sono restie alla loro produzione ed è un peccato. Pensavo che con l'arrivo dell'internetto e l'abbandono di supporti ingombranti come il cd a beneficio dello streaming o delle chiavette usb, finalmente l'audiolibro venisse sdoganato, ma al momento, nonostante realtà come Il Narratore, pare un'utopia.
In attesa di tempi migliori, consoliamoci con l'ottimo Zombie Mutation.
Sperando che Giorgio continui su questa strada.



Zombie Mutation
Scritto da Giorgio Borroni
Narrato da Edoardo Camponeschi
Pubblicato da: Giorgio Borroni
Audiolibro + Epub su : Il Narratore Audiolibri
Isbn: 9788894175820
Prezzo: 7.99 euro
Reperibile su Il Narratore, Itunes e Audible. 

L'autore
Giorgio Borroni (1977), dopo la laurea in Lettere presso l’Università di Pisa e il diploma in Fumetto conseguito presso la Scuola Internazionale di Comics di Firenze, ha curato e tradotto le edizioni di Frankenstein di Mary Shelley per Feltrinelli e di Dracula di Bram Stoker per Barbera. Ha inoltre tradotto La Lettera Scarlatta di Hawthorne per Liberamente e Io morirò domani, un thriller di Dawood Ali McCallum edito da Giunti. Sempre per Liberamente ha pubblicato un manuale di Letteratura Italiana per studenti. Da sempre appassionato di fumetti, ha collaborato con BD e J-pop per la traduzione di graphic novel come Parker di Darvyn Cooke, Body Bags di Jason Pearson, Battlechasers di Joe Madureira e della serie manga The legend of Zelda, Warcraft, Starcraft. Come editor associato collabora con la Cagliostro E-Press, casa editrice che pubblica fumetti a tema Weird, Horror e fantascientifico. Come docente ha insegnato “traduzione del fumetto” in un master universitario di II livello a Pisa, ha tenuto corsi di disegno e ha insegnato materie letterarie ai bambini e ai detenuti del carcere di Sollicciano. Due suoi racconti brevi figurano sulle antologie horror La serra trema volume 1 e 2. Dal 2015 a oggi ha prodotto 4 audiolibri tratti da suoi racconti di varia durata in mp3, con all'interpretazione dell'attore e doppiatore Edoardo Camponeschi (Midnight Club, Orrore d’Autunno, Hello Darkness, Zombie Mutation). Come illustratore realizza con tecnica digitale opere fantasy, horror e di fantascienza che compaiono in numerose copertine di Anonima GDR webzine e  sul volume 1 della nuova edizione della antologia digitale Altrisogni, edita da Dbooks. Una sua illustrazione compare nel manuale del gioco di ruolo Charme. Di prossima pubblicazione un suo saggio che indaga sul rapporto tra la follia dei guerrieri berserk del mondo norreno e il paladino Orlando del poema di Ariosto.
(Le note biiografiche sono state fornite dall'autore)