lunedì 13 maggio 2013

Weed Priest

Tre oscuri tizi che arrivano dall'Irlanda e dalla Lituania hanno dato vita alla loro creatura la notte del 31 ottobre 2008. Dichiarano di avere come fonte d'ispirazione i Black Sabbath e tutto quello che ne è derivato, con l'intento di predicare il sermone del Doom alle umane genti. Saranno in grado di compiere la loro missione?
 

Iniziamo dalla fine e teniamo in caldo il boccone più prelibato per dopo. Perciò saltiamo a piè pari la prima canzone dell'omonimo album di debutto dei Weed Priest e parliamo di tutto il resto.
Tutto il resto è doom.
Non proprio quello canonico perché lo sludge fa capolino qua e là e pure l'heavy classico fa un'improvvisata nella seconda canzone del lotto, una Erichtho che cambia marcia pur rimanendo sempre su un riffing pesantissimo ma meno catacombale quasi volesse uscire dalla fanghiglia doom con un incalzante finale in crescendo.
Se, però, prendiamo pezzi come Walpurgia siamo sugli standard doom da manuale anche se impreziosito da un assolo arrivato per posta prioritaria temporale direttamente dagli anni sessanta più acidi. E se volessimo finalmente capire che cosa significa canzone malata? Ebbene, basta ascoltare Weed Priest e soprattutto Thy Kingdom Gone che sembrano state scritte a tal proposito.
I Weed Priest sono meno acidi e maligni degli Electric Wizard da cui comunque hanno assimilato parecchio (Day of Reckoning) ma riescono a essere più gotici là dove il Mago Elettrico sguazza nel pulp. E a parte la già citata Erichtho che accelera un po' i battiti, le altre canzoni si muovono lente ma inesorabili sul sottile confine tra doom e sludge con imponenti vocals quasi marziali che ben si adattano a declamare l'oscura litania del sacerdote della malerba. 
L'uso degli effetti sulle chitarre (soprattutto eco e wah wah) è cospicuo ma riesce a non essere ingombrante, anzi dona al suono del gruppo irlandese un qualcosa di onirico che ne aumenta il fascino. Il riffing è pura scuola Black Sabbath e potrebbe essere altrimenti? La peculiarità dei Weed Priest rimane quella degli assoli: belli, mai banali, sempre funzionali alla struttura dei pezzi e sorprendentemente melodici. Uno su tutti quello presente sul finale di Thy Kingdom Gone.
Tutto molto gustoso.
Finalmente possiamo assaggiare la portata principe che risponde al nome di Final Spell.
Solo poche parole per un pezzo che si muove sinuoso e ti ghermisce lentamente invitandoti a seguirlo. Tu non riesci a dir di no, anche se sai che è sbagliato perché c'è qualcosa di dannatamente sbagliato in quel flusso di note, ma il fascino (maligno) che emana ti ha come ipnotizzato e non puoi fare altro che lasciarti cullare sperando di uscirne sano di mente.
Semplicemente spettacolare!
Io non l'avrei messa all'inizio ma l'avrei lasciata in fondo per sorprendere l'ascoltatore che, ormai assuefatto dal trip doom, si ritroverebbe in groppa a un onirico mastodonte sonoro diretto verso i più nascosti recessi dell'incubo.
A parte queste leggere speculazioni i Weed Priest sono un gruppo da cui è lecito aspettarsi molto. Se sapranno lasciare alle spalle le ingombranti influenze (Electric Wizard su tutti) e seguiranno l'itinerario che hanno tracciato con la superba Final Spell, allora sarà un (maledetto) piacere ancora più grande ascoltare i sermoni del Prete delle Erbacce.
In questo modo la loro missione potrà dirsi pienamente riuscita.





Weed Priest - Final Spell [official video]

venerdì 3 maggio 2013

OccultoRock

Oggi ci dedichiamo al rock occulto, che non significa nascosto ma che va a braccetto con l'esoterismo, la magia et similia. Figlio dei tardi anni sessanta (Coven, Black Widow) ha trascorso qualche decennio nascondendosi (o dovrei dire occultandosi?) in qualche anfratto per poi risorgere a nuova vita. Volendo fare i pignoli potremmo dire che, nel bene o nel male, il rock, specialmente quello pesante, ha sempre fatto comunella con l'occulto. O mi confondo con l'horror? :-) Comunque sia, sembra proprio che i rituali magici messi in musica e farciti con immagini in stile b movie stiano tornando di moda. Personalmente, li trovo affascinanti
Basta una ricerchina su Google e troverete di che sbizzarrire le vostre velleità magicke.
Intanto vogliate gradire questa piccola entrée.

Iniziamo con gli Year Of The Goat  e la loro Spirits of Fire. Sono tra i miei preferiti anche perché mi ricordano i mai troppo amati Blue Oyster Cult.
 

A seguire i bravissimi Blood Ceremony che ci danno un assaggio di quello che sarà il nuovo album The Eldritch Dark di cui se ne parla già un gran bene e che uscirà alla fine del mese. Vedremo se riusciranno a superare il già ottimo Living With The Ancients del 2011. La sottostante Goodbye Gemini promette davvero bene.

 
Ci allontianiamo dalle atmosfere JethroTulliane ma non ci discostiamo dai Black Sabbath. Gli Orchid con questa Wizard Of War sembra che abbiano clonato tutto. Look, songwriting, testi e pure il video sembrano arrivare direttamente dalla Birmingham degli anni 70. Però lo fanno bene e a noi piacciono.

 
Learning On a Bear è il primo singolo della nuova promessa: i Purson. Nome impegnativo per la band londinese che ha da poco pubblicato The Circle & The Blue Door sotto Rise Above, sinonimo sempre di grande qualità. Ditemi voi se non sembrano un pastiche tra Uriah Heep e Atomic Rooster con venature acide.


I Devil, nel 2011 con il debutto Time To Repent fecero, quello che in gergo "tecnico" si chiama botto. Adesso ci riprovano con Gather The Sinners che, dicono loro, abbandona le atmosfere e la pesantezza doom dell'esordio per un più classico heavy metal. Sarà anche vero, ma la sottostante Southern Sun, che è un gran bel pezzo, sembra smentire in parte le dichiarazioni del gruppo norvegese.


Sugli Uncle Acid and The Deadbeats non spendo una parola. Se non li conoscete correte subito a recuperare Blood Lust che una roba di doom, rock, beat (sì anche quello) e acido che non si sentiva dai bei tempi che furono. Mind Control è il disco nuovo. E questa bella mela avvelenata è tutta per voi.


Chiudiamo in bellezza (!) con la sacerdotessa del rock occulto. Jex Thoth presenta un nuovo brano: Keep Your Weeds. Rimaniamo senza parole in muta ammirazione.

martedì 30 aprile 2013

Lovecrafteria XII

Dopo una breve pausa torna la rubrica dedicata alle curiosità che ruotano intorno al mondo dalle geometrie non euclideee di Howard Phillips Lovecraft.
Che i Magri Notturni possano vegliare sul vostro sonno.



Sembra che il nostro amato HPL avesse un vero debole per il caffè.
S.T. Joshi, uno dei più autorevoli biografi lovecraftiani ne parla in H.P. Lovecraft: A Life e I Am Providence: The Life and Times of H.P. Lovecraft), in cui rivela che Lovecraft consumasse grandi quantità della nera bevanda con delle massicce dosi di zucchero.
In onore a questa passione sono numerosi in rete i siti che vendono tazze dedicate a Lovecraft, come Cafe Press.





Oppure questa tazza artigianale decisamente suggestiva, utilizzabile anche come portamatite.








Per un Lovecraftiano caffeinomane una miscela ad hoc sarebbe un bel regalo. Qui di fianco trovate il layout per una confezione arabica molto speciale.







Tempo fa Valerio Evangelisti scrisse un interessante articolo dal titolo Attualità di Lovecraft. Lo trovate qui.




Come al solito terminiamo con qualche video.
A Lovecraft dream è un breve ma suggestivo cortometraggio animato realizzato da un ragazzo italiano.





Mentre The Black Book è un altro corto animato che s'ispira al racconto incompiuto di HPL The Book e racconta di un giovane che trova un antico e pericoloso libro che gli dona il potere di visitare strane dimensioni.




venerdì 19 aprile 2013

Johnny Depp e i Sea Shanties

Sapete meglio di me che Johnny Depp, oltre ad essere un ottimo attore, è anche musicista. Ha collaborato con artisti del calibro di Oasis, Tom Petty, Lemonheads e Marilyn Manson e non è difficile vederlo salire su qualche palco a strimpellare la chitarra ospite di qualche peso massimo del rock. Ha suonato anche in un "suo" gruppo, chiamato semplicemente P in cui hanno militato anche Gibby Haynes, dei Butthole Surfers, Flea, bassista dei Red Hot Chili Peppers e Steve Jones, chitarrista dei Sex Pistols. Un solo omonimo album all’attivo, uscito nel 1995.
Quando uscì il primo capitolo della fortunata serie dedicata ai Pirati dei Caraibi, la passione per la musica ha portato il nostro a creare e curare una raccolta di canzoni legate al mare, i cosiddetti Sea Chanty che i marinai cantavano durante il duro lavoro sulle navi.
Rogue's Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys uscì nell’estate del 2006. Sono due dischi, facilmente reperibili e vi consiglio di farlo anche perché trovate gente come
Nick Cave, Virgin Prunes, Sting, Rufus Wainwright, Brian Ferry, Antony, Jarvis Cocker e Lou Reed.
Scusate se è poco.
Nulla a che fare con il rock poiché Rogue's Gallery è una raccolta di canzoni folk della tradizione marinara anglosassone ri-arrangiate per l'occasione ma senza tradirne lo spirito originale.
A febbraio di quest’anno è uscito il secondo volume Son of Rogue's Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs and Chanteys, sempre curate da Johnny Depp insieme al regista Gore Verbinski e al produttore Hal Willner. La combriccola marinara questa volta è composta, tra gli altri, da Broken Social Scene, Tom Waits, Keith Richards, Courtney Love, Michael Stipe, il recidivo Nick Cave, Iggy Pop e Michael Gira.
Quello che segue è un piccolissimo assaggio.


giovedì 18 aprile 2013

Master Musicians of Bukkake: la via della dissolvenza del corpo.

Levatevi dalla faccia quei sorrisini maliziosi ed evitate della facile ironia su come il sottoscritto abbia conosciuto i Master Musicians of Bukkake.
Non sono affari vostri.
Quello che interessa sapere è che fanno un genere con non è facilmente catalogabile. Qualcuno la chiama musica No Age, invece loro si definiscono semplicemente un gruppo che suona musica cerimoniale collettiva.
In questo calderone indefinibile sono confluiti membri di gruppi come Earth, Burning Witch, Grails e The Accüsed, solo per citarne alcuni.
Sono in circolazione dal 2003 e dopo il debutto Visible Sign of the Invisible Order, hanno partorito una trilogia (Totem1, Totem2 e Totem3) che voglio vedere se avete il coraggio di ascoltare e un tris tra singoli e live.
Per loro stessa ammissione la serie Totem è un'escursione elettrica ritualistica che fonda le proprie basi sulla potenza elettrica di chitarre "psicotiche", canti di synth analogici ed esotiche ma pesanti percussioni.
Una specie di rovescio della medaglia della musica New Age. Da qui l'appellativo di No Age.
A maggio uscirà il nuovo disco Far West che viene descritto come un disco di folk progressivo ispirato dalla colonna sonora di The Wicker Man, dalla scena folk-prog di Canterbury, le colonne sonore dei nostrani Goblin ed Ennio Morricone, le orchestrazioni dark di Gerry Goldsmith e infine il folk rock del Nordovest del Pacifico (!). 
L'approccio a tutte queste influenze è stato terreno ma al tempo stesso sciamanico ed è stato tutto infuso con delle pulsioni Krautrock intrecciate a chitarre acustiche e ritmi stratificati e intricati.
Una vera esperienza psichedelica in cui gli audiofili potranno dissolvere il proprio corpo. 
Almeno così dicono loro.
Se siete ancora lì con il sorrisino ebete, date un'occhiata al video di White Mountain Return. Ci penserà lui a farvi passare la voglia di ridere.
Un video che mi ricorda molto i messaggi onirici inviati dal futuro de Il Signore Del Male di John Carpenter.
Un consiglio: arrivate fino alla fine, che ne vale la pena.

mercoledì 17 aprile 2013

Abra Kadavar!

Oggi facciamo un salto in Germania a trovare i Kadavar.
Il nuovo disco, bello fresco, s'intitola Abra Kadavar e farà la felicità di chi non ama i riffoni troppo pesanti e il lento incedere del doom ma preferisce il rock duro senza compromessi. I berlinesi lo farciscono con un po' di psichedelia. Non troppa, ma quanto basta a divertire senza aprirsi in due il cervello.
Hanno cambiato un po' il suono pulendolo e buttandogli sopra un po' di acido. A mio parere un'ottima mossa.
Questa è All Our Thoughts tratta dall'album di debutto del 2012.


E questo è il singolo tratto da Abra Kadavar. La differenza c'è e si sente!



martedì 16 aprile 2013

ORCHID: piccoli figli dei Black Sabbath


Quanti saranno i figli, legittimi e non, dei Black Sabbath?
Migliaia? Milioni? Miliardi?
Ma soprattutto è importante?

Se fossero tutti come gli Orchid no. Ben venga dunque chi, pur proponendo nulla di nuovo, riesce a produrre musica di qualità.

Rispetto al già notevole Capricorn, pubblicato nel 2011,  le sonorità sono cambiate e risultano meno pesanti e più acide. Come se la band di San Francisco avesse voluto staccarsi (leggermente) dalle origini sabbatiane e avvicinarsi ai Pentagram. Non si va molto lontano, ma anche le passeggiate brevi hanno il loro fascino.


Il nuovo lavoro uscirà a fine aprile e s'intitola The Mouths Of Madness.
Mi ricorda vagamente qualcosa...


Qui sotto trovate il lyric video ufficiale del singolo Wizard Of War e il secondo singolo The Mouths Of Madness.


        :

mercoledì 13 febbraio 2013

Due Minuti A Mezzanotte: Nativity


Mi cospargo il capo di cenere e mi metto in ginocchio sui ceci.
Chiedo umilmente perdono e faccio penitenza per non aver parlato di Due Minuti A Mezzanotte all’atto della sua nascita.
E tu, lettore, ti starai chiedendo: che cos’è Due Minuti A Mezzanotte?
E io ti rispondo: 
1) E’ un classico degli Iron Maiden
2) E’ una round robin supereroistica ideata nel 2012 da Alessandro Girola

Ci concentriamo sul secondo punto.
Dice Wikipedia: in narrativa una storia round-robin, o semplicemente round robin, è un tipo di narrativa collaborativa nella quale un certo numero di autori scrive alternandosi in turni un capitolo o un brano di una storia. 
Sicuramente ora, lettore, avrai le idee più chiare ma ti starai chiedendo: perché non ne hai parlato?
E io ti rispondo: perché ero molto scettico.
Poiché molte cose che nascono in rete si risolvono in troll, scazzi e lazzi, diatribe e discussioni all'infinito, specialmente nei progetti a sfondo letterario qual è 2MM, converrai con me che lo scetticismo ci stava tutto.
Figuriamoci poi una scrittura collettiva a base di Super Eroi!
La cosa, però, m’intrigava perciò mi ci sono buttato a bomba.
E ho fatto bene.
2MM si è conclusa qualche mese fa e non ci sono state le cose brutte di cui sopra. E se ci sono state, perché qualche troll è sicuramente apparso, sono state bellamente ignorate dai partecipanti e dai lettori che hanno convogliato le energie nella scrittura, nella critica costruttiva e nel confronto civile.
Tutta merce molto rara nel web di questi (tristi) giorni.
Parliamoci chiaro, 2MM non è un capolavoro e non è priva di difetti ma è una lettura piacevole e avvincente, oltre ad essere il primo esperimento di letteratura super eroistica in terra italica (correggetemi pure se sbaglio, ma mi sa che non sbaglio). 
Oggi parte la seconda stagione che mi vedrà protagonista verso la metà di maggio insieme ad altri ventisei autori.
Deux ex machina del progetto è sempre Alessandro Girola che ha aperto le danze con il primo capitolo.
I capitoli saranno pubblicati ogni mercoledì.

Qui trovate l’ordine d’ingaggio.
Qui trovate l’eBook ufficiale della prima stagione.
E questo è il blog ufficiale della round robin con il prologo di Nativity.
Il banner ufficiale è di Giordano Efrodini.

P.S.
Non sorridete sarcasticamente alzando gli occhi al cielo quando vedete la parola “letteratura” poiché essa è la sintesi organica dell'anima e del pensiero d'un popolo. Non lo dico io ma questo signore qui che non è mica un fesso qualunque.


martedì 5 febbraio 2013

Allacciate Le Cinture Di Sicurezza

A Fun Cool e Ritorno

E' dunque terminata l'avventura con il FunCool.
Qui trovate la classifica. Per una migliore consultazione vi consiglio di guardarla a testa in giù oppure di girare il monitor o il device.
Prima di avventurarvi in sarcastici commenti vi rammento che è palese che il mio genio sarà riconosciuto solo dai posteri.
Che, tra l'altro, sono miei (intimi) amici.