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Greta Van Fleet: Portabandiera dei Nostri Tempi.

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La prima volta che ho sentito una canzone dei Greta Van Fleet (GVF, per comodità) ho pensato che avessero tirato fuori da un polveroso cassetto, un inedito dei Led Zeppelin. Una bella canzone, con un classico riff di Jimmy Page e un Robert Plant in gran spolvero. Solo che non erano i Led Zeppelin ma un gruppo d'imberbi americani.  Impressionante, devo dire. La voce di Joshua Kiszka non assomiglia a quella di Plant: è identica!  E suo fratello Jacob, smanetta sulla chitarra quasi come Page. Non mi stupirei venisse fuori che siano loro cloni.
E' una cosa abbastanza inquietante.
Detto questo, pur non mettendo in discussione la loro bravura, perché sono bravi, molto bravi, i Greta Van Fleet non stanno facendo del bene al rock. Stavo per scrivere che ne sono la rovina, ma forse è esagerato. Diciamo che mentre il Rock è rantolante a terra, loro se ne stanno a guardare e non fanno niente per aiutarlo.

Prima di loro c'erano le cover band.
In origine erano gruppi di ragazzini all…

Cells at Work! (Lavori in Corpo).

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Un titolo che ultimamente mi ha incuriosito è Cells at Work! (Lavori in Corpo).
Si tratta di un manga di Akane Shimizu, pubblicato in Giappone dal 2015 e che ora ha visto la luce anche in Italia. I più attempati ricorderanno sicuramente l'ormai mitica serie a cartoni animati francese dal titolo Siamo Fatti Così*. Era quella dedicata al funzionamento del corpo umano, in cui si narravano, a scopo didattico, le vicissitudini di batteri, anticorpi e cellule dall'aspetto antropomorfo.
Ecco, Lavori In Corpo è la versione Manga e la Star Comics ha pubblicato da poco i primi due volumi.
La storia è semplice: nel corpo umano ci sono miliardi di cellule che vivono più o meno tranquille e svolgono i propri compiti in maniera precisa e puntuale per mantenere in salute l'organismo. Però ci sono anche virus e batteri che possono essere dei semplici rompiscatole, come il raffreddore o possono essere qualcosa di più grave e non facile da sconfiggere.
In entrambi i casi, sono sempre dell…

Breve Apologia dello Sportivo da Salotto.

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In questi giorni mi sto cimentando in una lettura abbastanza impegnativa, in termini di corposità, che sta assorbendo la quasi totalità delle mie risorse alquanto esigue. Considerando inoltre che sono iniziati i Mondiali di calcio, che seguo quando posso e a cui do la priorità, la lettura procede molto a rilento.

Ebbene sì, mi piace lo sport. Non lo pratico quasi più ma lo seguo assiduamente. Dal calcio al curling, dal nuoto sincronizzato alle freccette e non sto scherzando.
Trovo che ci sia qualcosa di profondamente epico nel gesto sportivo, nella competizione, nel superare i propri limiti e gli avversari che mi affascina da sempre. Forse anche perché io ne sono esente. Pur avendo praticato in gioventù qualche sport, anche con discreti risultati, sono perennemente in lotta con la mia atavica pigrizia che non mi permette di entrare appieno nell'ottica della competizione. Ho sempre gareggiato per divertirmi, e questo divertimento non aveva nulla a che spartire con il migliorare le mi…

La Pagina Facebook di Silverfish Imperetrix.

Non ci sono gattini. Non ci sono fake news. Non ci sono video di battesimi, comuinioni, cresime e matrimoni. Non ci sono kondividi se 6 indignato !!1! Non ci sono meme.  Non ci sono tribune politiche. Non ci sono polemiche. Ci sono cose che qui non trovate.  Per chi è curioso e non si accontenta delle solite cose. La pagina Facebook di Silverfish Imperetrix è un luogo tranquillo. Approfittatene.

Tomie: la Sottile Arte del Disagio.

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Attenzione!
Questo post contiene immagini che potrebbero urtare la sensibilità di qualche lettore.
Io vi ho avvisato.

Ho sempre pensato che i giapponesi, in quanto a storie dell'orrore, non abbiano epigoni.
Questo non significa che le loro storie siano migliori o peggiori di quelle inglesi, americane o italiane. E non significa che facciano più paura.
Personalmente ritengo che le più inquietanti siano quelle italiane, ma è un'opinione del tutto sindacabile. Un argomento, però, che meriterebbe un approfondimento.
Se le storie anglosassoni sono più romantiche, nell'accezione più pura del termine, quelle nipponiche trovo che abbiano un elemento di morbosità difficilmente riscontrabile altrove.
Una morbosità che ha un qualcosa di, oserei dire, sessuale al suo interno. Forse perché, nella maggior parte delle storie che ho letto e visto, la paura (e il raccapriccio) deriva dalla metamorfosi del corpo umano.
Soprattutto nei manga, abbondano corpi che subiscono orrende mutazioni…

La Fine di 'sto C***o di Mondo.

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You want me to lie not break your heart
I want you to fly not stop and start
We want us like everything else
Maybe we didn't understand
Not just a boy and a girl
Its just the end of the
end of the world

(The Cure - The End of the World)



Se The End of The Fucking World, TEOTFW per gli amici, fosse stato concepito in Italia, l'avrebbero intitolato così?
La Fine di 'sto Cazzo di Mondo.
Ve l'immaginate in vetrina, nella libreria della vostra città, a far bella mostra di sé agli ignari passanti durante le loro vasche in centro, nel fine settimana?

Non sarebbe stato un bel colpo d'occhio?
O meglio: un bel pugno nello stomaco?
Invece è stato pensato, scritto e disegnato in America.
Ha avuto un meritato successo e fortunatamente è stato tradotto nella nostra lingua.
Tranne il titolo.
Quello no. E' rimasto in inglese.
Così lo si può mostrare in vetrina, per non sconvolgere le anime belle, quelle che aborrono il parlar volgare.
Perché TEOTFW è un fottuto calcio nelle …

Gli Sleep Contro il Logorio della Vita Moderna.

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A volte il telefono mi cazzia perché dice che devo essere più attivo. Lo dice lui. Mica è sempre con me! Di passi, durante la giornata, ne faccio e pure troppi per i miei gusti. Mi sparo anche un discreto numero di chilometri in auto. E con il lavoro che faccio, purtroppo il mio povero cervello è costretto ad essere sotto un costante ribollire di sinapsi. Tutto ciò è fermamente contrario alla mia indole, che è adepta al sacro e immortale culto della pigrizia, va detto.
Datemi un divano e mi renderete un uomo felice.
Alla fine, viene fuori che sono un ossimoro vivente: vorrei vivere spiaggiato su di un sofà e invece corro da mattina a sera, festivi compresi. Quando poi mi ritrovo con qualche ora a disposizione, vado nel panico: che cosa faccio prima? Sfoltisco la pila dei libri da leggere che sta assumendo dimensioni inquietanti? Vado avanti con le serie tv, che ho lasciato chissà dove, mesi fa? Quale disco ascolto per primo? Scrivo un post per il blog? Ragazzi, l'ansia da tempo l…