mercoledì 21 settembre 2016

Un post un po' triste.

Ascoltare i Type O Negative e uscirne indenni non è semplice. Complice l'ascolto del loro disco più cupo e nichilista (World Coming Down), i pensieri che affiorano non sono dei più allegri. 
Non potrebbe essere altrimenti, se si ascolta un album il cui singolo di punta s'intitola Everything Dies...

All things must pass, cantava George Harrison. Tutte le cose, prima o poi, finiscono e bisogna passare oltre. Ma il buon George era un ottimista e chiosava che comunque il sole sorge tutti i giorni e porta con sé nuove cose. Uno che invece aveva chiuso l'ottimismo in un cassetto per poi ingoiarne la chiave era Peter Steele, che con i suoi Type O Negative cantava semplicemente che tutto muore. E basta.
Lungi da me lanciarmi in un triste soliloquio sulla caducità delle umane cose, ma ultimamente, in modo devo dire alquanto sereno, malinconico ma sereno, sto constatando che, per citare nuovamente il grande Peter, il mio mondo sta crollando.
In questi giorni è venuto a mancare l'ex bibliotecario della mia città. Una persona come poche, che aveva ancora degli ideali che cercava di portare avanti con costanza e coerenza. Ormai in pensione, continuava a essere la persona gentile che sedeva dietro la scrivania della biblioteca. Se l'avevi frequentata, anche solo per poco tempo, e per caso dopo svariati anni lo incontravi per strada lui ti salutava. Sempre per primo. Mentre tu titubavi nel dubbio del lo saluto o no, sono passati oltre vent'anni dall'ultima volta che ho messo piede in biblioteca, lui ti aveva già salutato con un sorriso solo accennato perché altrimenti gli sarebbe caduta la pipa.
Frequentando quasi quotidianamente la biblioteca, fino al termine degli studi, la sua discreta presenza è stata un piccolo tassello della mia vita e di quella di centinaia di ragazzi della mia generazione. Per questo motivo, il cordoglio suscitato dal sua scomparsa è stato profondo, anche da parte di chi non lo conosceva bene ma solo per il suo lavoro. Lontano dalla retorica buonista che solitamente in queste occasioni rende tutti santi anche chi in vita di santo ha avuto ben poco, in questo caso gli elogi sono stati tutti sinceri e meritati.
Non è la prima persona che ha fatto parte della mia vita ad andarsene e purtroppo non sarà l'ultima. A meno che il fato (o chi per esso) decida in tempi brevi che il mio compito su questa terra sia giunto all'epilogo e quindi sia io il primo a togliere il disturbo. In questi anni altre persone, alcune di esse dei veri e propri personaggi, che in modo diretto o indiretto hanno contribuito a scrivere la storia della mia vita, sono passati oltre. 
Molto più prosaicamente, se allarghiamo il cerchio dalla quotidianità e ne aumentiamo il raggio,
passiamo dalle persone che ci sono più vicine ai semplici conoscenti fino ad arrivare a quelle persone che non abbiamo mai conosciuto ma che hanno contribuito, alcune volte anche in maniera significativa, a farci diventare quello che siamo. E anche se ci hanno solamente accompagnato per un breve tratto, hanno comunque fatto parte delle nostre vite. Sto parlando dei personaggi del mondo della musica e dello spettacolo e, perché no, anche dello sport.
In questi anni è stata una vera ecatombe. Certo, non è paragonabile la perdita di un cantante a quella di un amico e su questo non ci sono dubbi. Sono due piani diversi, ma entrambi hanno contribuito, con le giuste proporzioni, a farci essere quello che siamo. Un esempio? Bud Spencer. Chi, tra quelli che sono cresciuti con i suoi film, non è stato toccato dalla sua morte? E in quanti hanno pensato che con lui se ne sia andata una parte della propria infanzia? Una parte a suo modo importante.
Potrò sembrare immaturo e fuori tempo massimo, ma la dipartita di Lou Reed mi ha fatto male. Come quella di David Bowie, di cui non posso dire di essere un fan tout court, ma che ha contribuito e non poco a incidere la colonna sonora della mia vita.
Come se in un ipotetico puzzle in cui è raffigurata la storia della mia vita, iniziassero a mancare delle tessere. Le tessere più grandi, che abbracciano gli affetti più cari, dai famigliari agli amici più intimi e le tessere più piccole che rappresentano persone e personaggi che hanno, in un modo o nell'altro, incrociato la mia esistenza e hanno lasciato un segno.
Il numero di pezzi che gradualmente stanno scomparendo aumenta vertiginosamente e non vedo chi possa sostituirli. E anche se ci fosse un loro degno erede a livello artistico (cosa che purtroppo in questi tempi mediocri trovo ardua) o umano, non potrebbe mai prendere il loro posto in quello che hanno rappresentato per me. E' semplicemente impossibile.

Il tempo passa, non guarda in faccia nessuno e sta facendo crollare il mio mondo.

giovedì 15 settembre 2016

Piani che finiscono nel nulla o mezza pagina di righe scarabocchiate.

Desperate Blogger.
E' trascorso oltre un mese dall'ultimo post. In questi tempi dove si spaccia (erroneamente) la frenesia per qualità, un mese senza post, è considerata da molti una mezza tragedia. Già blogghi senza seguire le regole Seo, se a questa mancanza aggiungi una lunga latitanza, un guru del web che si rispetti ti direbbe: ma che blogghi a fare?
Bella domanda. Qui si blogga esclusivamente per diletto e per il piacere d'esser letti. A questo proposito, chi afferma che la sua massima aspirazione sia solamente la scrittura e non gli importa d'esser essere letto, mente senza pudore. Se pubblichi sul web, GODI quando la gente ti legge e apprezza ciò che scrivi. Altrimenti scrivi su un blocchetto che tieni al sicuro nel cassetto della tua cameretta e vivi felice e contento uguale.
Piace scrivere e piace essere letti. Nulla di male. Ci sono peccati più gravi da confessare.
Non essendo vincolato nella gestione del blog, la pianificazione dei post è sempre stata un po' ballerina. A ritmi regolari si sono alternati lunghi silenzi e periodi di bulimia tutti legati all'andamento della mia vita professionale e famigliare  Non penso serva aggiungere altro.
Questa profusione di parole (leggasi: pippone) per dirvi che, siccome nei prossimi mesi avrò pochissimo tempo libero a disposizione e in quel poco tempo sarò intellettualmente al livello di una medusa (il mio cervello è limitato e si stanca presto), difficilmente potrò seguire con regolarità e in maniera approfondita il blog. E' da un mese che non apro un libro e la cosa mi pesa dannatamente. Ascolto musica in macchina tra un viaggio e l'altro con la testa immersa in mille pensieri. A casa c'è un mucchio di polvere in cui dovrebbe essere sepolto l'impianto stereo. Devo controllare. A fine luglio, dopo oltre dieci anni, ho comprato due dischi in vinile. Non sono ancora riuscito ad ascoltarne uno.
A fine giornata, quando posso finalmente rilassarmi, magari leggendo o scrivendo un post, le forze sia fisiche che mentali vengono meno e mi limiti a vegetare sul divano con la televisione accesa su un canale che non mi piace ma che non ho la forza di cambiare perché il telecomando è laggiù, sul tavolo ma il tuo culo è improvvisamente diventato dannatamente pesante. Allora me ne sto lì per qualche minuto, il tempo di un giro sui Social, finché i sensi non mi abbandonano e cado nell'oblio di un sonno agitato e senza sogni. Sad but true, come cantano i Metallica.
Sicuramente per un po' di tempo non si parlerà in modo approfondito di libri, forse qualche disco riuscirò ad ascoltarlo come si deve e allora ne scriverò, ma i post che verranno saranno alla stregua di questo. Perché per scrivere bene di un qualsiasi argomento bisogna pianificare, documentarsi e approfondire. Non ho il tempo per farlo e ritengo che pubblicare post superficiali, raffazzonati e scritti in corsa, sia irrispettoso nei confronti dei miei lettori. Anche se ne avessi solo uno, non meriterebbe di leggere immondizia. Quindi cambio (temporaneamente) rotta. Post leggeri, che forse serviranno più a me, per scaricare la tensione, che a voi. Un modo come un altro per fare due chiacchiere pacate, lontano dal frastuono dei social networks e per non far languire il blog. Se vi garba, siete i benvenuti.
Naturalmente a chi piace il brivido oppure la propria indole masochista impone pratiche insane, può sempre seguirmi su Facebook.

giovedì 11 agosto 2016

Spring PlaylUst 2016.

Che cosa faccio a Ferragosto? Semplice, pubblico la playlist lussuriosa delle canzoni più gettonate della scorsa primavera.
Lo so, gettonato non si usa più dal 1987, ma viviamo in un periodo dove tutto quello che è uscito in quegli anni (film, dischi, libri, videogiochi) viene rivalutato anche in modo esagerato e quindi utilizzare termini ormai desueti, ma che si rifanno a quell'epoca, mi sembrava togo.
Il prossimo passo sarebbe il mullet, ma mi manca la materia prima. Vorrà dire che ripiegherò su una giacchetta con spalline a la Robocop.

1) The Stone Roses - All For One.
Sugli Stone Roses non sono lucido, quindi non commento.
2) Banks and Steelz - Giant.
Ma questo pezzo, tamarro forte, è piaciuto solo a me?
3) Blues Pills - Lady In Gold.
Il blues mantiene sempre vivo il suo fascino, se poi è cantato in questo modo...
4) Daggher Moth - Ghost.
Non è musica di facile presa. Ma quando ti prende non ti molla più.
5) Cult Of Luna & Julie Christmas - A Greater Call.
Digerite anche le pietre? Bene, questa è roba per voi.
6) John Carpenter - Distant Dream.
Carpenter, per sua stessa ammissione, non sa suonare. Ma lo fa dannatamente bene.
7) Zakk Wylde - Sleeping Dogs.
Io cerco di continuo, vago per i generi anche i più ostici, ma a volte la semplicità è quella che riesce a sorprendermi.

Come funziona? E' semplice. Se cliccate su play ve la beccate tutta di seguito. Se invece cliccate in alto a sinistra, si aprirà l'elenco di tutti i video inclusi nella playlist e potete scegliere quelli che più vi aggradano.
Sempre che ci sia qualcosa che vi piaccia, naturalmente.


martedì 9 agosto 2016

Top 5 Summer 2016.

Non potevo dir di no a Glò de La Nostra Libreria.
Per questo motivo partecipo molto volentieri a questo meme musicale nato da un'idea del blog Elisabetta Grafica.

Ecco a voi l'elenco dei cinque brani che stanno allietando la mia estate. Un'estate divisa in due a causa di ferie rateizzate in due tronconi, di cui uno già allegramente consumato. In attesa della sospirata seconda parte, tra una gara olimpica e una buona lettura ci si dedica anche a del sano far niente condito da quella che per me è bella musica.

Siccome sono molto pigro e mi stanco già tanto a seguire le olimpiadi in tv, non ho voglia d'inserire tutti i video, anche perché il copia/incolla è davvero faticoso con 'sta calura. Quindi beccatevi la playlist.
Come funziona? E' semplice. Se cliccate su play ve la beccate tutta di seguito. Se invece cliccate in alto a sinistra, si aprirà l'elenco di tutti i video inclusi e potete scegliere quelli che più vi aggradano.

1) The Holydrug Couple - Baby, I'm Going Away
Il dream pop aiuta a combattere l'afa. Se poi, come fanno gli HC, ci mettete anche un po' di psichedelia si riesce a raggiungere uno stato di percezione alterata che permette di sentire fresche brezze anche con il 90% di umidità.

2) Tetrolugosi - All The Monsters
La musica de paura fa sempre piacere, anche d'estate.

3) Suicidal Tendencies - Clap Like Ozzy
E nell'apatica calura si riescono anche ad avere spunti di vitalità che sì, consumano le poche energie rimaste, ma fortificano lo spirito!

4) La Roux - In For The Kill
Un figlio degli anni ottanta non può rinnegare le proprie radici. E poi perché è una gran bella canzone!

5) Simple Minds - Someone, Somewhere, In Summertime
E all'imbrunire, assaporando una birra fresca, ci si delizia con il cielo limpido che va popolandosi poco alla volta di stelle e inevitabilmente affiorano i ricordi. Dolci malinconie estive.

Rimanendo in attesa delle vostre reazioni di sdegno, vi auguro delle buone vacanze.




venerdì 5 agosto 2016

Sulla città a misura di libro, alla crisi del settore passando per le letture da spiaggia.

L'anno scorso, nella cittadina in cui vivo, il numero dei prestiti effettuati dalla biblioteca civica è stato quasi pari al numero degli abitanti. 29.524 i volumi erogati a fronte di poco più di 30.000 cittadini. Un bel traguardo, in netta controtendenza con le medie nazionali e alla faccia della crisi della lettura. Un obiettivo raggiunto soprattutto per merito delle scuole che stanno attuando un'encomiabile opera di sensibilizzazione nei confronti della lettura. La metà dei prestiti è andata infatti ai giovani fino ai 16 anni di età. L'educazione alla lettura inizia fin dalla scuola dell'infanzia, attraverso incontri e letture animate e prosegue per tutto il ciclo della scuola primaria. Complice una struttura ideale per i bambini che diventa anche luogo d'incontro e di svago, s'impara fin dalla tenera età che lettura non è affatto noiosa ma, al contrario, è una porta verso interi mondi da esplorare con la fantasia.
Ma non solo scuola. In alcuni locali pubblici tramite l'iniziativa “Un libro al bar”, promossa sempre dalla biblioteca comunale, è possibile consultare e prendere in prestito i volumi e sono inoltre in fase di avvio alcuni interessanti servizi di BookCrossing. Infine il Salone del Libro per Ragazzi, una manifestazione annuale che riscuote sempre un grande successo.

Un'isola felice? Mi piace pensarlo, anche se i numeri, a volte, devono essere interpretati. Aver erogato quasi 30.000 prestiti non vuol dire che ci siano altrettante "letture". Togliamo da questa cifra gli over 16 che, si spera, se prendono in prestito un libro poi lo leggano. Su quelli che rimangono, circa la metà, qualche dubbio può essere legittimo dal momento che il prestito avviene tramite la scuola e i ragazzi sono quasi obbligati a portarsi a casa un libro. Che poi leggano è un altro paio di maniche.
Sono speculazioni, lo so, ma non penso siano campate per aria anche perché, ripeto, un conto è snocciolare bei numeri per le pubbliche relazioni, un altro conto è quanto questo dato sia oggettivamente affidabile. La statistica ed io non siamo mai andati d'accordo.
Comunque voglio essere ottimista e pensare che almeno il 70% dei miei concittadini abbia letto almeno tre libri durante l'anno. E' troppo? Oppure troppo poco?

Che si legga sempre meno ormai è assodato e non si scopre nulla di nuovo. I mesi estivi, complici le vacanze, sono quelli in cui la percentuale dei lettori aumenta in modo sensibile grazie alle classiche letture da spiaggia. Come dicevo nei post precedenti, in vacanza ho la (brutta) abitudine di guardare quello che la gente legge. Si tratta di pura curiosità; un po' come chiedere al tuo vicino d'ombrellone per che squadra tifa.
Quest'anno, ho notato alcune novità:
-          L'aumento sensibile degli ebook reader. In passato erano rarissimi, al massimo un paio d’esemplari, quest'anno ne ho contati almeno una decina.
-          La scomparsa della rivista di pettegolezzi. Non ne ho viste. E pensare che un tempo era tutta una fioritura di Novella 2000 e roba simile.
-          Il declino del quotidiano: qualche copia sparuta e principalmente di stampo sportivo.
Poi ci sono state le conferme:
-          Le donne sono in netta maggioranza
-          Il genere che tira di più è il thriller
-          Agli adolescenti piace leggere, soprattutto grazie alle saghe fantasy e/o distopiche

Naturalmente le percentuali rimangono sempre molto piccole.
D’altronde i dati dell’Istat relativi al 2015 parlano chiaro:
Il 42% delle persone al di sopra dei 5 anni hanno letto almeno un libro nell’anno precedente per motivi non strettamente scolastici o professionali.
Il numero dei lettori risulta superiore al 50% della popolazione solo tra gli 11 e i 19 anni e nelle età successive tende a diminuire; in particolare, la fascia di età in cui si legge di più è quella dai 15 ai 17 anni.
I lettori forti, cioè le persone che leggono in media almeno un libro al mese, sono il 13,7% dei lettori (14,3% nel 2014) mentre quasi un lettore su due (45,5%) si conferma lettore debole, avendo letto non più di tre libri in un anno.
Infine il dato più triste: l’8,2% della popolazione complessiva (4,5 milioni di persone pari al 14,1% delle persone che hanno navigato in Internet negli ultimi tre mesi) hanno letto o scaricato libri online o e-book negli ultimi tre mesi.

Fonte dei dati: Istat.

mercoledì 3 agosto 2016

Le Venti Cose Che (non) Faccio in Vacanza: la Spunta della Lista.

E la foto del mare al tramonto, non la vogliamo fare?
Chi bazzica normalmente da queste parti avrà sicuramente capito che qui è tempo di cazzeggio estivo. Questi post dimostrano ampiamente che per il sottoscritto il cazzeggio non è sinonimo di perdita di tempo ma è una vera e propria arte, utile a drenare le tossine psicologiche accumulate durante i tempi ordinari.
Dopo aver pubblicato l'elenco dei buoni propositi, delle cose da fare e che avrei fatto e di quelle che mi sarebbero accadute è giunto il tempo di spuntarla e vedere com'è andata. Solitamente mi attesto intorno al settanta percento di punti rispettati. Sarà così anche quest'anno?
Scommetto che non state più nella pelle... 



1) Dimenticare a casa qualcosa di cui avrò sicuramente bisogno.
Incredibile ma vero: quest'anno ho dimenticato nulla. Anzi, ho portato un sacco di cose che non ho utilizzato. Dopo aver dimenticato telefono, caricabatteria, scarpe e anche mutande, la prudenza non è mai troppa.

2) Promettere di fare (più) attività fisica e puntualmente desistere dopo i primi cento metri di corsa.
Ho promesso, come sempre. Quest'anno però non ci ho nemmeno provato, nemmeno per cento metri. Nella vita la coerenza è tutto.

3) Trascorrere almeno quattro ore al giorno in posizione verticale.
Fatto! Raramente sono stato "svaccato" per più di un'ora al giorno. In quelle poche pause solitamente perdevo i sensi o rimanevo in coma vigile, preda di stati allucinatori.

4) Battere il record di trattenuta addome per nascondere il frutto delle attività enogastronomiche invernali.
Dopo i primi cinque minuti, mi sono unito al club amici della panzetta (che ha come presidente nientemeno che Mike Patton) e ho mostrato, quasi ostentato, orgogliosamente il frutto dei miei bagordi invernali!

5) Rompere almeno un paio d'infradito e farlo nei luoghi più impensabili. (sia ben chiaro, io le infradito le uso esclusivamente al mare! :-))
Dopo averle sfasciate in bicicletta, lungo la promenade durante una tranquilla passeggiata, perse in mare (eh sì, e non chiedetemi come), oppure vittime di abduction, quest'anno sono tornate a casa sane e salve. In compenso ho macchiato tutto quello che si può macchiare con il cibo: magliette, pantaloni, costumi, anche le infradito.
 
6) Saccheggiare la libreria del luogo di villeggiatura nonostante ti sia ripromesso di dare solo un'occhiata.
Incredibile ma vero! Sono entrato in libreria ho gironzolato e ho comprato nulla! Penso sia la prima volta in vita mia. Che sia un segno dell'inevitabile declino senile?

7) Spiare le letture della gente in spiaggia (anche voi avete questo vizio?)
Una droga di cui non riesco a fare a meno. Purtroppo con l'aumentare degli ebook reader, ce n'erano parecchi, l'opera di spionaggio si sta facendo complicata.

8) Esclamare con convinzione il primo giorno: eh però quest'anno non stiamo fermi sempre nello stesso posto, giriamo anche un po'! E arrivare all'ultimo giorno e non ricordarsi, non solo dove avevi parcheggiato e quando sei arrivato, ma il colore e il modello della tua macchina.
Prima di partire avevo pure preparato dei mini tour. Al mare non ci sono mai arrivati.

9) Fare finta d'essere interessati alla vita, alla morte e ai miracoli della vita della famiglia XY che hai la fortuna di avere come vicini d'ombrellone. Esibire sorrisi di circostanza, intercalati da cenni d'assenso e complimenti esibiti rigorosamente in modo casuale.
Con mia grande e misantropica soddisfazione, solo due ombrelloni intorno al mio erano occupati. Dietro, una famiglia che non parlava nemmeno tra sé, figuriamoci con gli sconosciuti. A fianco, una signora in età avanzata che odiava qualsiasi essere umano che desse un segno di vita. Ciclicamente si alzava dalla sdraio per pettinare la sabbia intorno al suo spazio vitale e renderla liscia in modo assurdo. Nemmeno al Roland Garros pettinano i campi così.

10) Circumnavigare tutta la costa per evitare d'essere intercettati dalla famiglia XY che dovrà assolutamente ammorbarti con l'ennesimo capitolo delle sue avventure.
Quest'anno non ce n'è stato bisogno.

11) Soddisfare la propria indole autolesionista provocandosi devastanti mal di testa seguiti a ruota da terrificanti mal di pancia, ingurgitando bevande aventi temperatura a ridosso dello zero assoluto a fronte dei quaranta gradi ambientali.
"Più invecchi e più diventi bambino." Ve l'hanno mai detto?

12) Promettere almeno una volta di stare leggero a pranzo e poi rischiare di fare la stessa fine della prima vittima di Seven.
Una buona pratica quotidiana.

13) Evitare di usare l'Hokuto Hyakuretsu Ken (Il Pugno Che Crea Cento Lacerazioni) sull'ennesimo animatore straccia testicoli che ti chiede almeno 500 volte in un minuto e in modo per nulla insistente di andare a fare acquagym, ballilatinoamericani, risvegliomuscolare, babydance, yoga e torneo di calciobeachvolleypingpong.
Stranamente ho trovato animatori non insistenti. "Quando si avvicinano metti su una faccia che manco il Joker del Cavaliere Oscuro... fai paura." Sarà stato quello?

14) Esclamare almeno quattro volte al giorno (due al mattino e due alla sera): m*****a, 'sto caldo proprio non lo sopporto.
Invece no! Caldo ma non caldissimo e soprattutto niente afa. Un paradiso!

15) Partire con il buon proposito di starsene tutto il santo giorno in stato semicomatoso sulla sdraio e invece non riuscire a sedersi nemmeno per un'ora in tutta la vacanza.
C'erano delle sdraio?

16) Trovare millanta idee per i post del blog e pubblicarne nemmeno una.
Dallo straniero sceso in terra italica che, come una spugna, assorbe le peggio cose di noi italiani e si comporta in modi che mai oserebbe nel suo paese a come riconoscere un nerd al mare, passando per la musica trasmessa dagli stabilimenti balneari. E altre chicche che qui non leggerete mai!

17) Esclamare perentorio: che tristezza girare per i centri commerciali d'estate, mai lo farò!  E al più piccolo accenno d'afa, fiondarsi nel primo supermercato dotato di aria condizionata.
Se volete, posso fare una mappa di quelli con i saldi più convenienti.

18) Quest'anno tinteggio le pareti, sicuro.
De-eh-ih-ih-oh-oh!

19) Tornare dal mare più pallido di quando sono partito.
Causa un inaspettato clima quasi primaverile che ha reso sopportabile l'esposizione al sole della mia epidermide lunare, ho assunto una colorazione tendente al beige come quella degli orrendi pantaloni che si portavano negli anni settanta.

20) Ah ma quando si rientra cambiamo tutto: non si corre più, non ci si affanna e si butta via l'ansia. Prendiamo la vita in modo diverso. E puntualmente ricominciare tutto come prima.
Un minuto prima che suonasse la sveglia del primo giorno lavorativo ero già isterico. 



Parità. Per la prima volta da quando questo stupido giochetto allieta le mie vacanze, non oltrepasso la quota del cinquanta percento.
Sono cose belle.
Una curiosità. Un amico, dopo aver letto il post, mi ha chiesto se è una cosa che faccio veramente o una sorta di boutade. Un riempitivo estivo per il blog, come l'ha definito lui.
Secondo voi?

lunedì 1 agosto 2016

Le Venti Cose Che (non) Faccio in Vacanza.

Foto con luna sul mare? Fatto!

Ebbene, la prima parte delle agognate vacanze è terminata. Come tutte le cose belle, sembrano arrivare mai e poi volano via in un attimo. Non ti sei ancora reso conto d'essere in vacanza che devi già tornare. Non è un bel momento quando realizzi tutto ciò.
Da qualche anno, prima di partire, ho l'abitudine di fare una piccola lista, non delle cose da portare, ma l'elenco delle cose da fare o che capiteranno durante le ferie.
Alla fine, spunto l'elenco verificando quante ne ho azzeccate.
Di solito ottengo una buona percentuale. E' un giochino stupido ma che mi diverte parecchio.






Ecco l'elenco di quest'anno:

1) Dimenticare a casa qualcosa di cui avrò sicuramente bisogno.
2) Promettere di fare (più) attività fisica e puntualmente desistere dopo i primi cento metri di corsa.
3) Trascorrere almeno quattro ore al giorno in posizione verticale.
4) Battere il record di trattenuta addome per nascondere il frutto delle attività enogastronomiche invernali.
5) Rompere almeno un paio d'infradito e farlo nei luoghi più impensabili. (sia ben chiaro, io le infradito le uso esclusivamente al mare! :-))
6) Saccheggiare la libreria del luogo di villeggiatura nonostante ti sia ripromesso di dare solo un'occhiata.
7) Spiare le letture della gente in spiaggia (anche voi avete questo vizio?)
8) Esclamare con convinzione il primo giorno: eh però quest'anno non stiamo fermi sempre nello stesso posto, giriamo anche un po'! E arrivare all'ultimo giorno e non ricordarsi, non solo dove avevi parcheggiato e quando sei arrivato, ma il colore e il modello della tua macchina.
9) Fare finta d'essere interessati alla vita, alla morte e ai miracoli della vita della famiglia XY che hai la fortuna di avere come vicini d'ombrellone. Esibire sorrisi di circostanza, intercalati da cenni d'assenso e complimenti esibiti rigorosamente in modo casuale.
10) Circumnavigare tutta la costa per evitare d'essere intercettati dalla famiglia XY che dovrà assolutamente ammorbarti con l'ennesimo capitolo delle sue avventure.
11) Soddisfare la propria indole autolesionista provocandosi devastanti mal di testa seguiti a ruota da terrificanti mal di pancia, ingurgitando bevande aventi temperatura a ridosso dello zero assoluto a fronte dei quaranta gradi ambientali.
12) Promettere almeno una volta di stare leggero a pranzo e poi rischiare di fare la stessa fine della prima vittima di Seven.
13) Evitare di usare l'Hokuto Hyakuretsu Ken (Il Pugno Che Crea Cento Lacerazioni) sull'ennesimo animatore straccia testicoli che ti chiede almeno 500 volte in un minuto e in modo per nulla insistente di andare a fare acquagym, ballilatinoamericani, risvegliomuscolare, babydance, yoga e torneo di calciobeachvolleypingpong.
14) Esclamare almeno quattro volte al giorno (due al mattino e due alla sera): m*****a, 'sto caldo proprio non lo sopporto.
15) Partire con il buon proposito di starsene tutto il santo giorno in stato semicomatoso sulla sdraio e invece non riuscire a sedersi nemmeno per un'ora in tutta la vacanza.
16) Trovare millanta idee per i post del blog e pubblicarne nemmeno una.
17) Esclamare perentorio: che tristezza girare per i centri commerciali d'estate, mai lo farò!  E al più piccolo accenno d'afa, fiondarsi nel primo supermercato dotato di aria condizionata.
18) Quest'anno tinteggio le pareti, sicuro.
19) Tornare dal mare più pallido di quando sono partito.
20) Ah ma quando si rientra cambiamo tutto: non si corre più, non ci si affanna e si butta via l'ansia. Prendiamo la vita in modo diverso. E puntualmente ricominciare tutto come prima.

Nei prossimi giorni lo spuntiamo insieme, vi va?

giovedì 14 luglio 2016

Federico Russo: Blestemat: Strigoi, Rumeni e Maledizioni.

Alessandro vive a casa coi genitori, non ha un lavoro e la sua ragazza gli fa le corna. La sola prospettiva nella sua vita è di laurearsi fuori corso in Filosofia e finire a fare il cassiere al supermercato. Ma potrebbe andare peggio: quando insieme a un amico incontra in un casolare abbandonato due belle rumene conosciute su Facebook, la sua vita di merda ha una svolta inaspettata. In fuga nelle campagne pugliesi, tra ulivi e masserie, Alessandro affronta streghe in grado di portare sfiga con la sola forza di volontà e finisce nel mezzo del mondo nascosto del sovrannaturale slavo. Armato del proprio umorismo nero per sdrammatizzare i disastri e con l’aiuto di un giovane macellaio rumeno dall’italiano non proprio impeccabile, Alessandro dovrà aprirsi la strada verso la salvezza a colpi di ferro da cantiere appuntito e bottiglia rotta. 

Blestemat è un romanzo breve e come tale si legge velocemente. Non fa una grinza. In realtà lo si divora poiché tanta è la bravura di Federico Russo nel confezionare un racconto che non concede tregua al lettore già dalle prime pagine. Da subito il lettore precipita nelle strampalate e rocambolesche vicissitudini di Alessandro, vissute nell'arco di un'incredibile notte che porterà i protagonisti, ai quali l'aggettivo strani veste molto stretto, a vivere situazioni degne del personaggio creato da Ponson du Terrail.
Mescolare horror, weird e un pizzico di pulp (ho trovato alcune scene e alcuni dialoghi molto tarantiniani) cucinando un pastiche non pasticciato, non è affatto semplice. Il rischio di proporre ai commensali un minestrone indigesto è molto alto, a meno che il cuoco sappia fare bene il suo mestiere. E questo è il caso di Federico Russo che cucina sapientemente tutti gli ingredienti e porta in tavola un piatto decisamente gustoso. Anche la porzione è perfetta, nonostante sia un romanzo breve il lettore rimane satollo al punto giusto, senza languorini residui o con la brutta sensazione d'avere ancora fame.
La fusione delle tradizioni pugliesi e rumene, scaraventata in situazioni a dir poco grottesche o paradossali può apparire dall'esterno come un azzardo e sintomo di follia. Ed è sicuramente così ma si tratta di una pazzia che non può non piacere perché è geniale, lucida e coraggiosa.
Non penso serva altro per invogliarvi nell'immersione in questa lettura ad alto tasso di divertimento.

martedì 12 luglio 2016

My Brain Is In Drain.

Io in vacanza.
Post di alleggerimento, non a causa del clima estivo che mi rende ulteriormente pigro, ma di un periodo di super lavoro che rosicchia quel poco tempo libero che ho a disposizione.
La pila di fumetti e di libri da leggere sta assumendo dimensioni inquietanti. A breve dovrò transennare l'area per evitare che qualche disgraziato si avvicini troppo e faccia crollare tutto con il rischio di rimanere sepolto. Come se non bastasse, ci sono stati anche gli Europei di Calcio (ebbene sì, mi piace il calcio e quando posso lo seguo) e il Torneo Preolimpico di Basket, uno sport a cui mi sono avvicinato solo da qualche anno ma che mi ha letteralmente rapito. Tenendo conto delle serie tv che ho registrato e che devo ancora smaltire, delle vacanze e delle imminenti Olimpiadi, che hanno il potere di farmi seguire sport di cui non so assolutamente nulla e che mai sognerei di guardare, non penso che rimanga molto tempo da dedicare al blog. Però qualche post sudaticcio ogni tanto comparirà, solo per non farvi perdere la bellissima abitudine di leggere Silverfish Imperetrix che, tra le altre cose, favorisce l'abbronzatura anche se lo state leggendo in cantina, non danneggia la pelle ed è clinicamente testato. Qualcuno dice che abbassi anche il colesterolo, ma al momento non sono ancora stati eseguiti dei test attendibili.

A questo punto potrei intrattenervi sul come trascorre le vacanze un blogger (sai che roba!) oppure sulle cose che compariranno da queste parti in un futuro, spero, non troppo lontano. Ma l'internetto in questo periodo è colmo di queste cose quindi ve le risparmio.
Anche perché il sottoscritto quando parte per le vacanze non porta con sé libri o musica: io in vacanza faccio assolutamente nulla! Come la memoria cache dei vari dispositivi, il mio cervello, una tantum dev'essere pulito, quasi resettato. Buttare via le informazioni inutili e/o nocive e mantenere solo quelle necessarie al corretto funzionamento. M'immergo totalmente nella mediocrità estiva fatta di canzonette inutili e fastidiose, letture che dimentichi ancor prima di arrivare al punto di fine periodo e discorsi da mezza stagione che non c'è più. Uso dello smartphone ridotto al minimo sindacale e la già scarsa attività social ancora più sparuta.
Tabula rasa, per un paio di settimane almeno.
Per poi riemergere con un nuovo afflato e pronto a buttarmi in un altro mare, quello più consono alla mia indole, con rinnovata energia.

venerdì 24 giugno 2016

Sull'Invasione delle Panchine Giganti e Altre Amenità.

L'altro giorno si parlava tra blogger, quindi tra gente frustrata, invidiosa e astiosa, di come negli ultimi anni si stia perdendo il concetto di bellezza. Di come le dimensioni, le luci e i colori si siano sostituiti al concetto di linearità e di armonia. Abbiamo notato che ultimamente le cosiddette installazioni artistiche, tendono ad avere grandi e inquietanti dimensioni, tali da essere notate anche a chilometri di distanza.
Hanno iniziato le cosiddette Big Bench, le panchine giganti che poco alla volta stanno conquistando il Piemonte e la Liguria. Si tratta di normalissime panchine di colore rosso ma di grandi dimensioni e installate in luoghi panoramici. La loro funzione, secondo l'intento dell'artista, sarebbe quella di dare a chi vi siede la prospettiva di un bambino in modo da essere nuovamente capace di meravigliarsi della bellezza del paesaggio.
E dipingerla di verde?
Il risultato però è un altro: una serie di brutture rossastre piazzate in luoghi che non hanno bisogno di un nuovo sguardo perché quello che già offrono è pura meraviglia. E se non sei più capace a meravigliarti di fronte agli stupendi panorami che la natura può offrire anche senza salire su una panca gigante, allora hai dei problemi. Inoltre quando piazzi una roba, ehm, installazione artistica simile, in un paesaggio che ha determinati colori e linee, il rischio di deturparlo è molto alto. Il termine tecnico è pugno nell'occhio.
Il concetto di bello, si sa, è soggettivo e scopo dell'arte è colpire, emozionare, far parlare. Ed effettivamente non si può non rimanere a bocca aperta di fronte a opere come la famigerata Illuminata di Cuneo, che fortunatamente è temporanea anche se a cadenza annuale:
Non è Las Vegas è Cuneo
Rimanendo a Cuneo, c'è Piazza Galimberti. Una piazza che adoro per la sua sobrietà, per le sue linee e soprattutto per lo spazio. Una piazza in cui si respira e quando il cielo è terso l'armonia è completa.
Formalmente ineccepibile
Poi, un bel giorno, ci trovi parcheggiata l'auto di Godzilla. E, notate le dimensioni, non è che ti puoi lamentare, puoi solo sperare che finisca in fretta le commissioni e si levi di torno. D'altronde non è che a Godzilla puoi dire più di tanto.
Godzilla is in town!
Va bè si tratta pur sempre di roba passeggera. Quello che però non passa sono le brutture architettoniche spacciate per arte e modelli di design. Nelle Langhe, patrimonio dell'Unesco, si possono trovare anche opere come questa:
Ceci n'est pas une cave
Eh, no! Non sono i pacchi che Godzilla deve caricare sulla sua utilitaria. Si tratta di una Cantina che produce, tra gli altri, un vinello che si chiama Barolo...

Se poi mettiamo da parte l'arte e diamo un'occhiata alle opere che il progresso rende necessarie (è così che dicono da queste parti) in Piemonte siamo bravissimi a sventrare intere montagne per costruire trampolini da sci da usare un mese e poi lasciar marcire e ospedali, in luoghi che ti fanno chiedere: ma con l'interna pianura padana a disposizione proprio lì devono costruire un ospedale?
Certo che 'sto paesello là in cima è proprio inguardabile!
Vogliamo parlare della rinnovata skyline di Torino? No, non vogliamo.
La Mole Antonelliana è vetusta, io la tirerei giù.
Mi fermo qui. Ribadisco la mia impressione e quella di alcuni miei sodali: il concetto di bellezza si sta atrofizzando. Confondiamo il grande, il vistoso e l'ingombrante con il bello e teniamo più conto della contestualizzazione. Se qualcosa luccica non è detto che abbia valore.
Perché io, livoroso e invidioso blogger che si occupa principalmente di fesserie come la letteratura di genere e la musica, mi metto a pontificare sull'arte? Perché forse sono un po' preoccupato di come si stanno riducendo i luoghi in cui vivo e che amo? O forse perché temo di essere io ad avere qualche problema, dal momento che queste opere, che mi fanno venire i brividi, piacciono alla maggior parte della gente?
O forse, più semplicemente, perché in questo blog si parla sovente di horror?

Post Scriptum.
Questo era un post (anche) ironico, se qualcuno si è offeso mi dispiace. Siate magnanimi con un povero blogger frustrato; cercate di non offendervi e fatevi una bella risata che fa anche bene.
Le fotografie sono state prese dall'internetto. Se qualcuno rivendica dei diritti, lo comunichi e provvederò in merito.