mercoledì 19 gennaio 2011

Glenn Cooper: La Biblioteca Dei Morti

Questo romanzo comincia nel dicembre 782 in un’abbazia sull’isola di Vectis (Inghilterra), quando il piccolo Octavus, accolto dai monaci per pietà, prende una pergamena e inizia a scrivere un’interminabile serie di nomi affiancati da numeri. Un elenco enigmatico e inquietante. Questo romanzo comincia il 12 febbraio 1947, a Londra, quando Winston Churchill prende una decisione che peserà sulla sua coscienza sino alla fine dei suoi giorni. Una decisione atroce ma necessaria. 
Questo romanzo comincia il 10 luglio 1947, a Washington, quando Harry Truman, il presidente della prima bomba atomica, scopre un segreto che, se divulgato, scatenerebbe il panico nel mondo intero. Un segreto lontano e vicinissimo. 
Questo romanzo comincia il 21 maggio 2009, a New York, quando il giovane banchiere David Swisher riceve una cartolina su cui ci sono una bara e la data di quel giorno. Poco dopo, muore. E la stessa cosa succede ad altre cinque persone. Un destino crudele e imprevedibile.


ATTENZIONE SPOILER!
Un critico di un quotidiano nazionale ha definito La Biblioteca Dei Morti come il romanzo meglio congegnato che gli sia capitato di leggere. Con tutta l'umiltà di cui sono capace, verrebbe da ribattere che il critico deve aver letto ben pochi romanzi. Perché l'unica cosa che si salva in questo thriller, che in quanto a costruzione e congegni narrativi naviga sullo standard andante, è l'idea: una biblioteca che contiene le date di nascita e morte di tutte le persone che sono passate, passano e passeranno su questa terra. Intrigante. Che poi essa sia sviluppata in modo mediocre seguendo i canoni che ultimamente stanno andando molto di moda (tempo presente intervallato da flashback nel passato) e soprattutto che questa biblioteca sia utilizzata da un impiegato nerd sfigato per una mera frode assicurativa non è banale: è ridicolo.

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