martedì 25 gennaio 2011

Michael White: Equinox

Oxford, Inghilterra. La prima vittima ha la gola squarciata e il torace aperto: il cuore è stato asportato e al suo posto c'è una moneta d'oro con incisa una scena egizia. Dodici ore dopo, il secondo omicidio: ancora una studentessa. All'interno del cranio, dove il cervello è stato rimosso, brilla una moneta, questa volta d'argento...La polizia brancola nel buio. 
La ritualità degli omicidi suscita l'interessa di Laura Niven, presente per caso sulla scena dei crimini. Giornalista di nera al New York Post ed esperta di storia medievale, Laura inizia a fare ricerche nella Biblioteca Bodleriana ell'Università, consultando libri di numismatica, astrologia e scienze occulte. Le sue indagini la portano indietro nel tempo, a fatti oscuri accaduti nella cittadina universitaria nel 1851, e prima ancora, nel XVII secolo, presso la Royal Society, sede degli esperimenti alchemici di Isaac Newton. Le analogie cominciano a delinearsi e intanto l'assassino continua a colpire. Laura ormai ha capito che non si fermerà prima di aver completato il suo diabolico piano. Lei sola può fermarlo e riscrivere il finale. Scienza, storia e occultismo si fondono magistralmente in questo thriller entusiasmante, che squarcia il velo sui misteri dell'alchimia.


***Attenzione! Eventuali Spoiler!***

Inizia bene Equinox, anche se segue lo schema ormai trito della "contemporaneità" di eventi presenti e passati che s'incrociano nella narrazione e che sono ormai diventati il leitmotiv dei thriller di ultima generazione. Inizia bene, continua benino ma finisce male. E non perché il finale non sia lieto (in questi romanzi il finale è di solito lieto e lascia aperta una porticina per un eventuale seguito) ma perché piano piano si trasforma in una parodia di Indiana Jones! Posso passare sopra al fatto che i protagonisti siano sempre delle personalità geniali in grado di risolvere in breve tempo enigmi insoluti da eoni, posso passare sopra al fatto che le personalità dei personaggi siano intagliate con un'accetta che gli scrittori si passano l'un l'altro, ma lasciar passare che i due protagonisti di Equinox si trasformino in emuli di Indiana Jones infilandosi in grotte sconosciute, affrontando e superando ostacoli, trabocchetti ed enigmi come il migliore Indy, proprio non ce la faccio.
Sarò eccessivamente pignolo, ma la deriva da Predatori Dell'Arca proprio non l'ho digerita. Aggiungiamo un'altra tacca al "poteva essere meglio".

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