lunedì 28 maggio 2012

Alan Moore: Neonomicon


Un linguaggio con gli effetti di una droga, un agente federale sotto copertura che si perde nei meandri della propria psiche fino a diventare un efferato agente del caos, un culto segreto che venera creature che sembrano venire da un aldilà scomodamente vicino e il ritorno di Cthulhu nella nostra realtà.

Prima di "giudicare" positivamente Neonomicon ci ho pensato parecchio. Ed è stato proprio il fatto di averci pensato a convincermi che "l'osare" di Moore andasse premiato. Mai l'aggettivo disturbante è stato così calzante. Neonomicon non scivola via ma ti rimane addosso. Inquietante e morboso. Dopo averlo letto ti viene voglia di farti una doccia. Lovecraft probabilmente non avrebbe apprezzato gli espliciti riferimenti sessuali ma questa è un'altra epoca. Probabilmente Moore ha spalancato una porta mai aperta verso una nuova dimensione degli orrori Lovecraftiani e, forse, chi la varcherà senza le adeguate conoscenze riuscirà solo a fare danni, motivo per cui è lecito domandarsi se quella porta dovrebbe rimanere ben chiusa.

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