giovedì 3 maggio 2012

Il Circolo SandWitch. Prologo.

«C'incontreremo qui tutti i giovedì alle venti, compatibilmente con gli impegni famigliari, lavorativi eccetera. Se non potete esserci, avvisate almeno un giorno prima. Siete d'accordo?»
Tutti d'accordo
«Adesso dobbiamo trovare un nome alla cosa.»
«Un nome? Perché? Ci troviamo una sera alla settimana per fare quattro chiacchiere, per staccare un po' dalle solite cose bevendoci un paio di birre, mica siamo una loggia massonica?»
«Chi lo sa? Potremmo sempre diventarlo.»
«Preferisco una setta. Ne fondiamo una nuova di zecca, freghiamo un sacco di bambocci creduloni spillandogli tutti i soldi e poi ce ne andiamo su qualche isoletta a goderci il sole.»
«Sai che palle. Avere i milioni e nascondersi a sudare.»
«No dai, è una cazzata ma è simpatica. Come quei circoli ottocenteschi in cui gli uomini si ritrovavano per bere e fumare e intrattenersi in chiacchiere più o meno futili.»
«Qui nessuno fuma.»
«Però beviamo.»
«Io no.»
«Che vita triste, la tua.»
«Bene, vedo che come al solito, non siamo d'accordo nemmeno sul colore del vino rosso. Dal momento che c'incontriamo a casa mia, mi sento legittimato a prendere la decisione. I nostri incontri del giovedì sera devono avere un nome.»
«Che palle!»
Con queste parole è ufficialmente nato il circolo SandWitch. E' un nome del cavolo, lo sappiamo, ma ci piaceva e così abbiamo deciso di tenerlo. Evoca il ben noto Circolo Pickwick (così ci diamo anche un tono erudito), il ben più prosaico panino di cui siamo tutti teneri amanti e getta lo sguardo anche al mondo dell'horror di cui siamo strenui appassionati. Una breve ricerca con Google ci ha fatto scoprire che un delizioso chioschetto con questo nome si trova nientemeno che in Asbury Park e dopo aver deciso di andarci in pellegrinaggio in un futuro speriamo non troppo remoto, auspicando che nel frattempo non ci facciano causa per l'omonimia, abbiamo deciso di tenerci stretto questo nome cui già siamo affezionati.
Per il momento siamo in quattro.
Simon Templar, piccolo imprenditore. I complotti sono la sua passione e Roger Moore il suo stilista.
Mana Cerace, magazziniere. Gli assomiglia, non poteva non chiamarsi così. Onnivoro per quanto riguarda l'orrore con una predilezione per il sangue a fiumi. E' l'unico astemio.
Masca Micilina, programmatore per disperazione, non per vocazione. La passione per la stregoneria è seconda solamente all'innata acidità che elargisce sempre con generosità.
Bela Lugosi, bancario. Nome quasi obbligato a causa del suo perenne pallore e la passione per i vampiri. Forse anche per la professione.
«Scusate, perché noi tre abbiamo tutti soprannomi di mostri e lui invece quello di un fico?»
«Perché è l'unico con i soldi»

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