lunedì 17 settembre 2012

Glenn Cooper: La Mappa Del Destino

Per gli abitanti di Ruac non è certo la prima volta. Capita che qualche turista si avventuri tra le montagne del Périgord. E che trovi le dieci caverne segrete ricoperte di pitture rupestri. Questa volta, però, non possono liberarsi di Luc Simard con un colpo di fucile, come hanno fatto gli altri. Perché lui ha già avvertito le autorità e sta organizzando una campagna di scavi archeologici. Il mistero della decima stanza sta per essere svelato... 

Con Glenn Cooper ci troviamo di fronte ad un altro "autore" che dovrebbe andare a rinfoltire i ranghi della truppa degli scrittori (molto) sopravvalutati. Inutile girarci intorno, i romanzi di Cooper volano via leggeri come quella brezza marina che a luglio ti solletica la pelle e magari ti provoca un brivido leggero, ma dopo cinque minuti sei già di nuovo lì che sudi e del venticello leggero oltre alle sue tracce si è perso anche il ricordo. I Romanzi di Cooper sono come quel venticello. Li leggi e dopo un'ora che li hai chiusi e riposti nella libreria (o sepolti in cantina), li hai già dimenticati. A mio cugino è successo che, dopo aver letto proprio La Mappa Del Destino, dovendo scegliere un nuovo libro ha ripreso lo stesso romanzo! E l'ha riletto tutto! Allora per non incappare nuovamente in questo spiacevole e anche un po' inquietante equivoco, ha appiccicato un bel post-it sulla copertina con su scritto: questo libro l'ho già letto.
Che sia una strategia per vendere più copie? Magari uno dimentica pure di averlo e ne compra altri due o tre.
Non è del tutto vero. Ne La Mappa Del Destino c'è un personaggio che rimane impresso. E' il protagonista Luc Simard: simpatico come un calcio nei denti e credibile come le piramidi su Marte.

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