giovedì 18 aprile 2013

Master Musicians of Bukkake: la via della dissolvenza del corpo.

Levatevi dalla faccia quei sorrisini maliziosi ed evitate della facile ironia su come il sottoscritto abbia conosciuto i Master Musicians of Bukkake.
Non sono affari vostri.
Quello che interessa sapere è che fanno un genere con non è facilmente catalogabile. Qualcuno la chiama musica No Age, invece loro si definiscono semplicemente un gruppo che suona musica cerimoniale collettiva.
In questo calderone indefinibile sono confluiti membri di gruppi come Earth, Burning Witch, Grails e The Accüsed, solo per citarne alcuni.
Sono in circolazione dal 2003 e dopo il debutto Visible Sign of the Invisible Order, hanno partorito una trilogia (Totem1, Totem2 e Totem3) che voglio vedere se avete il coraggio di ascoltare e un tris tra singoli e live.
Per loro stessa ammissione la serie Totem è un'escursione elettrica ritualistica che fonda le proprie basi sulla potenza elettrica di chitarre "psicotiche", canti di synth analogici ed esotiche ma pesanti percussioni.
Una specie di rovescio della medaglia della musica New Age. Da qui l'appellativo di No Age.
A maggio uscirà il nuovo disco Far West che viene descritto come un disco di folk progressivo ispirato dalla colonna sonora di The Wicker Man, dalla scena folk-prog di Canterbury, le colonne sonore dei nostrani Goblin ed Ennio Morricone, le orchestrazioni dark di Gerry Goldsmith e infine il folk rock del Nordovest del Pacifico (!). 
L'approccio a tutte queste influenze è stato terreno ma al tempo stesso sciamanico ed è stato tutto infuso con delle pulsioni Krautrock intrecciate a chitarre acustiche e ritmi stratificati e intricati.
Una vera esperienza psichedelica in cui gli audiofili potranno dissolvere il proprio corpo. 
Almeno così dicono loro.
Se siete ancora lì con il sorrisino ebete, date un'occhiata al video di White Mountain Return. Ci penserà lui a farvi passare la voglia di ridere.
Un video che mi ricorda molto i messaggi onirici inviati dal futuro de Il Signore Del Male di John Carpenter.
Un consiglio: arrivate fino alla fine, che ne vale la pena.

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