giovedì 8 agosto 2013

Cristiana Astori: Tutto Quel Rosso

Susanna, studentessa fuori corso, si mantiene agli studi lavorando come portinaia in un collegio femminile. Là una notte assiste all'omicidio di una ragazza e scorge in uno specchio la sagoma dell'assassino. Ma quando si rende conto che il delitto ricalca una scena del più famoso film di Dario Argento, argomento fra l'altro della sua tesi di laurea, tutto le appare ancora più raccapricciante. Forse, suo malgrado, sta interpretando un ruolo nel copione che qualcuno sta scrivendo col sangue? Perché la catena delle morti è solo all'inizio. Tormentata da crisi ricorrenti di narcolessia per un trauma nel suo passato, deve vincere l'angoscia e cercare di cambiare un finale già deciso per lei. E l'unico modo per riuscirci è imparare a vedere il rosso. Tutto quel rosso.


Il precedente romanzo, Tutto Quel Nero, non mi era dispiaciuto, però mi aveva lasciato insoddisfatto. Forse perché da Cristiana Astori mi aspettavo di più. Molto di più.
Vi do un consiglio: ripescate Il Re Dei Topi E Altre Favole Oscure, così potrete rendervi conto di cosa sia capace l'autrice Fossanese e capirete che è logico aspettarsi molto da chi è in grado di scrivere brevi romanzi come L'Abisso Di Dora.
Mi sono quindi avvicinato con una certa curiosità al secondo capitolo delle "avventure in giallo" di Susanna Marino. Terminata la lettura, devo ammettere che, anche se le mie aspettative non sono state esaudite completamente, l’Astori sta facendo molti passi avanti. Tutto Quel Rosso è nettamente superiore al suo predecessore, anche se a suo favore gioca il "fattore emozionale" scatenato dal masterpiece di Dario Argento di cui il romanzo è un dichiarato omaggio e tributo. E' stato un rischio buttarsi in un'impresa del genere perché a giocare con i mostri sacri molte volte la brutta figura è in agguato dietro l'angolo. La scrittrice piemontese però non cade nella trappola e riesce a catturare le atmosfere argentiane e a trasferirle nelle sue pagine mantenendole intatte.
Se nel suo precedente lavoro alcune parti mi sembravano un po' forzate se non addirittura fuori luogo, in questo lavoro tutto funziona perfettamente e la lettura ne giova risultando molto piacevole. Onore all’Astori e speriamo che continui su questa strada.

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