mercoledì 22 gennaio 2014

Ipse Dixit VI

Da Al Bano a John Maynard Keynes, passando per Miley Cyrus. Ha un suo perché. O forse no. Poco importa, perché Antonio Razzi mette tutti d'accordo. Ipse Dixit, nudo e crudo.

"[...] il libro ha spesso costretto, “per scrivere un libro”, a stirare in lunghezze ridondanti buone riflessioni da cinquanta pagine, se non dieci."
Luca Sofri.

"Personalmente, dopo il raccapriccio e l’incredulità dei primi minuti e dopo aver assistito a scene di un trash nemmeno misurabile secondo standard umani, mi sono lasciato prendere dal clima di revival e al momento dell’attesissima reunion tra Al Bano e Romina mi sono persino emozionato. Sono pronto alla lapidazione pubblica, al processo su internet del Tribunale Speciale per la salvaguardia del Radical Chic, ma devo confessarlo. A me stesso, prima che agli altri. E mi sono divertito come un bimbo in un Luna Park. Perché ognuno di noi, nonostante gli sforzi che ogni giorno facciamo per apparire ricercati e originali, siamo legati a doppio filo a quel retaggio, al quel patrimonio culturale. Prendiamone atto. Tutti."
Domenico Naso sulla reunion di Al Bano e Romina.

"C’è un pezzo di mondo letterario italiano che è sprofondato in un abisso di autoreferenzialità e narcisismo. Le posizioni che difende sono quelle di una patetica retroguardia elitaria. Farebbero quasi tenerezza, se non avessero sempre un tono sprezzante e un lessico concepito per escludere gli altri. Se fosse per loro, se l’unica espressione della civiltà letteraria fosse quella che incarnano, non bisognerebbe leggere mai più un libro nemmeno per sbaglio. Mai più."
Matteo Bordone.

"Noi (l’industria musicale) abbiamo creato Miley Cyrus, ragazzi, è colpa nostra. Lei è solo un caz*o di accumulo del porn* internet, di quel caz*o di hip-hop , di quel fott*to mondo dela Disney . Lei è solo un fott*to incubo del ventunesimo secolo"
I diplomatici Kasabian.

"Nel 1930, John Maynard Keynes prevedeva che entro la fine del secolo la tecnologia sarebbe progredita abbastanza da permettere a paesi come il Regno Unito o gli Stati Uniti di approdare alla settimana lavorativa di quindici ore. Aveva ragione: in termini di tecnologia, saremmo perfettamente in grado di riuscirci. Eppure non è ancora successo. Anzi, semmai la tecnologia è stata arruolata per inventare nuovi modi di farci lavorare tutti di più. A tale scopo sono stati creati lavori che sono di fatto inutili. Enormi schiere di persone, soprattutto in Europa e Nordamerica, trascorrono tutta la loro vita professionale eseguendo compiti che segretamente ritengono inutili. I danni morali e spirituali che derivano da questa situazione sono profondi. È una cicatrice sulla nostra coscienza collettiva. Eppure non ne parla praticamente nessuno."
L'antropologo americano David Graeber lo spiega in questo consigliatissimo articolo.
 
"[...] noi siamo anziani, e i saggi sono importanti. Controlleremmo il lavoro dei deputati che sono spesso giovani, inesperti, nemmeno conoscono la Costituzione... Vabbè, quella non la conosco nemmeno io..."
Il senatore Antonio Razzi.

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