martedì 21 ottobre 2014

Aspettando Il Grande Cocomero: La Musica di Erich Zann.

La Musica di Erich Zann è uno dei migliori racconti brevi partoriti dalla fervida mente di H.P.Lovecraft.
Gli appassionati non avranno bisogno che gli rinfreschi la memoria, ma per chi, disgraziatamente non l'avesse mai letto è mia premura fornirvi una breve sinossi, mentre voi cercate un'ottima scusa che giustifichi le vostre gravi mancanze.

In una non meglio precisata città francese vive Erich Zann, un suonatore di viola muto. Abita in una vecchia mansarda in Rue d'Auseil. Tutte le notti l'artista suona il suo strumento, eseguendo i brani con un'insolita forza espressiva. Un inquilino, arrivato da poco nella stessa casa del musicista, incuriosito dalle strane e inquietanti melodie cerca di scoprire che cosa si nasconda dietro la misteriosa musica.

Come suo solito, il Solitario di Providence sviluppa il racconto in un crescendo emotivo, in questo caso oserei dire wagneriano, attraverso l'utilizzo dei barocchismi letterari che ne hanno decretato la fama e anche qualche critica. Ma non è questa la sede adatta per discutere dei pregi e dei difetti dell'autore americano poiché in questo post vogliamo solo che la musica del musicista maledetto prenda forma.
In molti hanno raccontato attraverso la musica la storia del maledetto musicista tedesco, soprattutto in ambito rock. Tra tutti spicca l'epocale concept album dei tedeschi Mekong Delta, intitolato, appunto The Music Of Erich Zann e pubblicato nel 1988. Un disco imprescindibile per gli amanti dell'heavy metal e per chi, saggiamente, ama la musica in tutte le sue declinazioni, senza pregiudizio alcuno.
Se il metal, con Lovecraft e il suo universo, ha sempre avuto un buon rapporto, pescando a piene mani nella sua produzione per trasporre in suoni i suoi racconti, anche artisti apparentemente distanti ne hanno approfittato, come il re dell'avanguardia jazz John Zorn o il menestrello gotico per antonomasia Paul Roland.
E se il rock ha sì raccontato la vicenda di Erich Zann, non ha mai cercato (se non indirettamente) di comporre le melodie maledette che il musicista tedesco provava e riprovava nell'oscurità di quella soffitta in Rue d'Auseil.
A farlo ci ha pensato Alex Voytenko, un giovane compositore e musicologo ucraino (classe 1981) che ne ha scritte due versioni, una per contrabbasso e una per violino.
Personalmente preferisco la prima, per una semplice questione di suoni dato che amo i toni più bassi. La cupezza del violoncello e del contrabbasso riescono a rendere l'atmosfera più inquietante rispetto al violino, anche se quest'ultimo, con il suo incedere nervoso e quasi isterico, dona la giusta enfasi per una più corretta interpretazione di una musica maledetta. Gusti a parte, direi che il giovane compositore sia riuscito a cogliere le atmosfere lovecraftiane senza gettarsi a capofitto in una poco digeribile cacofonia sonora d'avanguardia che sarebbe risultata addirittura scontata.
Nel racconto, lo strumento utilizzato da Zann è una viola. Non trovate strano e vagamente inquietante che Voytenko non faccia eseguire la sua composizione esclusivamente da quello descritto da Lovecraft, ma si avvale di altri strumenti?

E lì, sull'angusto pianerottolo davanti alla porta sprangata e col buco della serratura tappato, più volte udii suoni che mi colmarono di un terrore indefinibile, un terrore di occulti prodigi e celati misteri. Non che quei suoni fossero spaventosi, tutt'altro; essi però contenevano delle vibrazioni che non facevano pensare a cose di questa terra. In certi passaggi, assumevano una qualita sinfonica che mi riusciva arduo concepire come il prodotto di un solo esecutore. 
Erich Zann era davvero un genio di potenza singolare.


Alex Voytenko La musica di Erich Zann per contrabbasso solista (2010)


Alex Voytenko La musica di Erich Zann per violino solista (2009)

2 commenti:

  1. Lovecraft, il mio primo amore letterario, mi rendo conto che è parecchio che non lo rileggo.
    Adesso corro a recuperare....

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  2. Il primo amore non dev'essere mai dimenticato! :-)

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