venerdì 22 maggio 2015

Memorabilia #5

Per i Muse, Absolution è stato l'album del botto. A me non piacque particolarmente e lo accolsi tiepidamente. Non fecero altrettanto critica e pubblico che decretarono al gruppo del Devon il meritato successo. Ad Absolution preferisco il suo successore: quel Black Holes And Revelations che trasformò il botto in una vera e propria esplosione. Ne hanno fatta di strada i Muse e anche se hanno perso il consenso della critica (ha importanza?) hanno conquistato il grande pubblico (che poi è quello che ti fa lavorare e guadagnare) a colpi di canzoni anthemiche e anche un po' tamarre. Possono non piacere, ma va dato loro atto d'essere una delle ultime grandi rock band da stadio (insieme ai Foo Fighters) che non ha bisogno di badanti e unità di rianimazione al seguito.



Post pubblicato mercoledì 19 novembre 2003, alle ore 13:14

MUSE

Absolution
Ho amato e continuo ad amare l’esordio discografico dei Muse, ritengo Showbiz uno scrigno di emozioni dirompenti che ti avvolgono ad ogni nuovo ascolto lasciandoti senza fiato. Non ho mai ascoltato né il suo successore quel Origin of Simmetry che ha tanto esaltato la critica , (è scandaloso, lo so, ma i soldini sono pochi e devo attendere che qualche anima pia me lo impresti),
né l’esperimento/colonna sonora Hullabaloo, quindi posso paragonare questo Absolution solo al loro primo lavoro senza avere una visione d’insieme del percorso artistico intrapreso da Bellamy e soci.
Diciamo subito che Absolution non è un brutto disco, ma c’è qualcosa che non quadra!
Pur mantendo le proprie peculiarità il suono del gruppo inglese si è indurito parecchio, a tratti i riffs sfiorano l’heavy metal (il riff iniziale ed il break centrale del singolo Stockolm Syndrome,alcune parti di Hysteria e Tsp) e qua e là spuntano azzeccati arrangiamenti orchestrali come nell’unica vera sopresa del disco: Blackout, sorta di ballata dal gusto retrò anni 50. Ma le emozioni dove sono?
Per carità questo disco è pieno di belle canzoni come Apocalypse Please, Sing for Absolution, Hysteria, Blackout e Thoughts of a Dying Atheist (la mia preferita), intense ed a tratti emozionanti, ma sono le uniche a lasciarti un qualcosa dopo un po’ di ascolti. Purtroppo, però, sono emozioni flebili che svaniscono al primo soffio di vento come anche la ballata, concedetemi il termine, “sperimentale” Endlessy che lancia il sasso e poi nasconde la mano, quasi che i Muse abbiano paura di osare.
Il disco così risulta a tratti un po’ pesante e monocorde e, onestamente, trovo che la voce di Bellamy in qualche episodio salga un po’ troppo sopra le righe.
Secondo me è giunta l’ora per i Muse di una svolta perché mi dispiacerebbe molto se facessero la fine degli Oasis. 

6 commenti:

  1. Ah i Muse!
    Uno dei loro album più belli, almeno per me! :)

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    1. E qui non siamo d'accordo! :) Ma d'altronde com'è che si dice? Non tutti i gusti sono alla menta!

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  2. Concordo assolutamente con quanto hai scritto: li ho adorati con Showbiz, che per me è IL loro disco, perfetto. Origin lo salvo per alcuni brani, ai tempi ascoltavo la cover ben riuscita di Feeling Good; Hullabaloo è un "bah"; Absolution ha rappresentato un punto di rottura tra me e loro :D Che poi, a me pare un percorso fin troppo noto, tipico di molto band :P

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    1. ShowBiz è uno di quei dischi da isola deserta! Muscle museum ebbe su di me un impatto devastante. Non li seguo più come allora perché dopo Black Holmes li lasciati andare ma comunque anche se sono approdati al Maistream hanno mantenuto una loro dignità artistica e anche un certo coraggio...

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  3. I Muse sono sempre una band decorosissima, ci mancherebbe!
    Muscle museum rimane uno dei brani per me imprescindibili, quelli che si hanno sempre con sé, anche se non li si ascolta da un decennio ;)

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  4. Muscle Museum è da top ten forever and ever!!!!

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