lunedì 22 giugno 2015

Memorabilia #15

A volte trovi dei dischi, o sono loro a trovare te, per i quali non serve sprecare parole. E ci sono dischi per i quali basta una sola parola. 
The Man Comes Around è un disco necessario.

Post pubblicato sabato 21 febbraio 2004, alle ore 15:30.

JOHNNY CASH

American IV: The Man Comes Around (American Recordings)

Conoscevo Johnny Cash solo di nome, sapevo che era un’icona del country e che nel 1970 si era esibito in un carcere, esibizione immortalata in un disco dal vivo dal titolo Johnny Cash Sings Folsom Prison Blues. Stop.
Poi una sera vedo il video di Hurt, cover dell’omonima canzone dei Nine Inch Nails e vedere quell’uomo anziano chino sul pianoforte interpretare in modo struggente questo piccolo capolavoro, donandogli ancor più profondità e dolore mi ha fatto venire un nodo alla gola. Il giorno dopo acquisto The Man Comes Around: è’ un disco di cover e oltre alla già citata Hurt ci sono Bridge Over Troubled Water di Simon & Garfunkel con Fiona Apple e Personal Jesus dei Depeche Mode con John Frusciante dei RHCP alla chitarra, per citare le più famose. Chitarra, pianoforte e la profonda e calda voce di Cash che ti entra nel cuore e te lo stringe fino a far male. Non avevo mai sentito una voce esprimere il peso degli anni, degli eccessi e della malattia come quella di Cash in questo disco. Avrò ascoltato l’inedito che dà in titolo all’album un centinaio di volte, e in ognuna di esse, quando quella voce così calda, profonda e quasi paterna fa il suo ingresso, mi trafigge come una pugnalata.
Altre parole non servono: le parole per descrivere dischi come questo sono inutili. 
Bisogna ascoltare.

2 commenti:

  1. Sì, sì, sì! *__*
    L'hai detto benissimo! Questo disco è potentissimo. La cover di Personal Jesus dei Depeche Mode per me è pazzesca, da stordimento *__*

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  2. Tutte le volte che lo ascolto ne esco "devastato". E' emotivamente intenso, a volte pure troppo!

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