sabato 15 agosto 2015

Memorabilia #22

Il web è colmo di emuli di Lester Bangs. Con risultati raramente sopra la decenza. Il fatto è che Lester era e sarà irraggiungibile. Non perché ha vissuto nell'epoca d'oro del rock o perché era innovativo nell'approccio, nella forma e nella sostanza. Non è inarrivabile perché scriveva dannatamente bene. Ma è (stato) unico perché aveva il coraggio di dire in faccia quello che pensava anche alla più grande delle rock star. Punto.


Post pubblicato domenica 13 novembre 2005, alle ore 12:01


Caro Lester, ma quanto abbiamo ancora bisogno di te!

Sono rimasto folgorato sulla Via di Damasco della critica rock.
Conoscevo Lester Bangs di fama, ma non avevo mai letto nulla di suo finché non è giunto in Italia il fondamentale Guida Ragionevole Al Frastuono Più Atroce (che titolo, signori!) ovvero una raccolta dei suoi articoli/recensioni scritti negli anni settanta e all’inizio degli ottanta per riviste come Rolling Stone, Creem, New Musical Express e Village Voice più una manciata di appunti sparsi.
A prescindere dal fatto che Bangs scriveva dannatamente bene, è stato giustamente definito come uno scrittore travestito da critico rock, che quando era preda di qualche pasticca la sua mente volava insieme alla sua penna in territori di difficile comprensione e che non mi sarei mai fidato di una sua recensione per comprare un disco, (filosofie estetiche troppo differenti le nostre, caro Lester), ciò che mi ha folgorato è stata la sua ATTITUDINE. Lester Bangs era un giornalista che non guardava in faccia nessuno, solo se stesso e i proprio gusti. E neppure di fronte alle rock star abbassava lo sguardo per scrivere una marchetta e a tal proposito i pezzi su Lou Reed sono a dir poco spettacolari. La sua perenne battaglia con lo star system, i rockers diventati dei bambini viziati smarrendo la giusta visione delle cose e soprattutto il rispetto verso chi li ha innalzati a quello stato privilegiato: il pubblico. Il coraggio di saper mandare a fare in culo una stella della musica o semplicemente dire a chiare lettere che un disco fa cagare senza fare alcun distinguo tra i Led Zeppelin o l’ultimo dei gruppetti più sfigati. Bisogna avere le palle e Lester le aveva, eccome! Chi al giorno d’oggi oserebbe tanto? Lo immagino mentre sta sghignazzando chissà dove e scuotendo il capo mormorare: ragazzo mio, ma cosa te ne frega, tanto sono tutte stronzate è solo del fottuto rock and roll. E probabilmente avrebbe ragione.
Per questo quaggiù abbiamo ancora tanto bisogno di te, caro Lester. Anche solo per poter ridimensionare le cose…
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Lester Bangs
Guida Ragionevole Al Frastuono Più Atroce
Minimum Fax

4 commenti:

  1. Ciao Diego, ti cito

    Bisogna avere le palle e Lester le aveva, eccome! Chi al giorno d’oggi oserebbe tanto?

    e ti rispondo. NESSUNO!
    Ormai si dice quello che la gente vuol sentire e se è di moda un gruppo, un cantante un attore, qualunque schifezza faccia è "stupenda"!
    Evviva Lester allora (che tra l'altro non conoscevo)
    Ciaooooo

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  2. Il bello è che se hai le palle e osi vieni bollato, se ti va bene, come invidioso e rancoroso, come uno che non capisce niente eccetera eccetera. Inoltre se lo fai di mestiere rischi pure di veder saltare future interviste, contatti con le case discografiche, antemprime e copie promozionali. Quindi o fai un marchettone spudorato a la "Che Tempo Che Fa" oppure sono dolori. Per non parlare de fans che arrivano addirittura, in alcuni casi, alle minacce di morte...
    E' un mondo alla rovescia!

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  3. Eh sì... aver opinioni proprie e dichiararle oggi più che mai è rischioso. Del resto impera la tuttologia qualunquistica in ogni settore :P
    Mi segno il titolo! *__*

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  4. Ah i tuttologi! Il cielo me ne scampi!

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