giovedì 27 agosto 2015

Memorabilia #32


Quando i coach non andavano di moda e i motivatori erano una razza sconosciuta e aliena, l'unico modo per tirare fuori gli attributi e spaccare il mondo (o almeno provarci), era spararsi a ripetizione un disco come questo.


Post pubblicato mercoledì 1 giugno 2005, alle ore 21:24

THE BELLRAYS

The Red, White and Black
La vita a volte ti aggredisce, ti prende e ti sbatte a terra lasciandoti senza fiato. E come se non bastasse ti prende anche a calci nelle costole e poi se ne va per i fatti suoi lasciandoti da solo a rantolare. Sono quelle volte in cui vuoi leccarti le ferite da solo, senza contare su nessuno, per prepararti al prossimo faccia a faccia e non farti cogliere di sorpresa. Per poter sperare di suonargliele almeno una volta o, almeno, cadere al tappeto con dignità. Ci sono dei dischi che servono a questo: a prepararsi al prossimo round. Prendi la macchina e guidi senza meta, con l’autoradio al massimo e mandi a fare in culo tutto e tutti.
E almeno per la durata di un disco ti senti come se tutto il mondo con tutti i suoi casini non esistesse.
Tu e la musica, soli. E se potessi affrontare quella maledetta come quei riff di chitarra ti aggrediscono le orecchie e se potessi cantargliele come Lisa Kekaula canta in questo disco, con una veemenza che è a dir poco disarmante e che quasi tramortisce, allora sì che potresti dire la tua e il verdetto non sarebbe così scontato.
Per una quarantina di minuti si può pensare di poter vincere almeno per una volta.


3 commenti:

  1. Bellissimo disco: una bomba! Mi piacevano molto anche Grand Fury e Meet The Bellrays, mentre non conosco affatto i lavori più recenti. Bisogna che mi dia una mossa per cercarli...

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  2. Avrò i gusti un po' difficili, ma trovo che gli ultimi lavori siano un po' sciapi e privi di mordente...

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  3. Se mi dici così allora rinuncio alla ricerca e mi riascolto i vecchi. Grazie per il consiglio

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