martedì 8 settembre 2015

Memorabilia #41

Pubblicando cronologicamente le varie recensioni mi sto accorgendo di quanto i miei gusti musicali siano prossimi a scavalcare il fossato che delimita l'eterogeneità dalla confusione (soprattutto mentale). Qualche giorno fa si parlava di Bubble Gum Pop mentre oggi siamo pressoché agli antipodi.

Post pubblicato giovedì 25 gennaio 2007, alle ore 12:06.

MoRkObOt 
MoStRo

Sin dagli albori delle prime galassie la voce di MORKOBOT riecheggiava solenne oltre le atmosfere sature di gas dei pianeti in evoluzione. Dominatore delle forze magnetiche e regolatore ancestrale dei flussi di coscienza, Morkobot è tornato a farsi sentire anche sulla terra attraverso i suoi tre messaggeri LIN,LAN,LEN brutalmente sottomessi al suo volere. Sul nostro pianeta MORKOBOT si manifesta in musica, mediante deliri strumentali e sperimentazioni di onde sonore tra ciò che qui sulla terra viene chiamato noise, psichedelia, o forse più semplicemente musica, pervadendo le menti ottenebrate di LIN, LAN e LEN e conducendo le di costoro note in sadici deliri consequenziali.
Le parole della “biografia” dei Morkobot dicono tutto. Follia geniale o genialità folle? Perché Mostro è l’osmosi delle parole follia e genio, ma in che ordine non so. Forse importa? No, non importa perché qui non stiamo parlando di ordine, ma di caos. Il caos che striscia tra le stelle e che, quand’esse saranno nella giusta posizione, avvolgerà nelle sue spire l’intera umanità e la renderà sua schiava. Morkobot è il fratello malvagio di Galactus. Troppo semplice divorare il mondo intero, troppo poco doloroso per il genere umano. L’uomo deve soffrire. Deve subire tormenti inenarrabili finché la sua mente oltrepasserà la soglia dell’abisso. Sembra essere questa la volontà del supremo Morkobot e i suoi tre messaggeri terrestri Lin, Lan e Len ne sono diventati i suoi portavoce nolenti. Il blasfemo gorgoglio di questo essere ancestrale è fatto di distorsione lisergica, elettricità psichedelica, e rabbia metallica. Le urla agghiaccianti che sembrano provenire dai più profondi e cupi recessi dell’inferno, stringono la colonna vertebrale in una gelida morsa liberando brividi inconsulti che si propagano inarrestabili in tutto il corpo perché il loro messaggio e chiaro: non c’è scampo, non c’è salvezza, solo rassegnazione.
Se riuscirete a sopravvivere ai ventiquattro minuti di Poldon non dovrete gioire perché questa è solo una goccia nel mare di malvagità in cui galleggia il nero cuore di Morkobot. E ciò che più inquieta perché fa capire che ormai l’uomo è perduto, è che in questo sulfureo, ribollente caos distorto non ci si annoia.
Soltanto mille (s)fortunati potranno godere delle sofferenze sonore di Mostro. Sono state stampate cinquecento copie in vinile dieci pollici e altre cinquecento in cd. Tutte numerate e con il terribilmente stupendo artwork della Malleus stampato a mano.
La mia copia è la numero trecentocinquanta e malignamente sogghigno……

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