martedì 22 settembre 2015

Memorabilia #53

Per ascoltare certi dischi bisogna armarsi di una buona dose di coraggio. Questo è uno di quesi casi. Comunque, anche se dovrete mettere in conto qualche (leggera) emicrania, lo sforzo sarà ampiamente ripagato.


Post pubblicato lunedì 11 febbraio 2008, alle ore 20:42


The Warlocks 
Heavy Deavy Skull Lover

Quando uscì Phoenix accusai i Warlocks di non essere il gruppo psichedelico per il quale si spacciavano pur evidenziandone i molti pregi. Troppo edulcorata e scolastica la loro psichedelia, che si fermava alla superficie di quel vasto mondo, ma non osava varcarne la soglia. La musica non cambiò con Surgery, il loro secondo lavoro. Anzi, il contratto con una major sembrò portare ancor più confusione in seno al gruppo che sembrava diviso tra un approccio di più facile fruizione per eventuali nuovi accoliti e la coerenza stilistica. I frutti sperati non maturarono e così il gruppo di Bobby Hecksher si ritrovò a piedi. Ora, dopo essere stati scaricati dalla Mute Records riescono ad accasarsi presso l’indipendente Tee Pee e, risolti i problemi sorti in seno all’organico, i Warlocks pubblicano alla fine del 2007 Heavy Deavy Skull Lover.
La musica cambia.
Il primo approccio a questo nuovo lavoro è una mazzata che ti butta al tappeto, dove ci rimani un bel po’ cercando di capire dove cavolo sei finito, se ti è passato sopra un camion o se hai esagerato con le peperonata. Otto pezzi che sembrano figli bastardi dei Jesus and Mary Chain più onirici. Un coito tra fuzz acido e arpeggi ad elevato contenuto glicemico che generano un mantra ipnotico salmodiato da una sacerdotale voce cantilenante e a tratti dissonante.  Non solo i Warlocks hanno osato oltrepassare quella soglia che sembravano temere, ma tuffatisi nel mare lisergico sembrano sguazzarci beatamente. Si lasciano trascinare dal lento moto delle onde cedendo il comando alla corrente che li trascina sempre più a fondo, verso quegli abissi che, oggi, pochi hanno il coraggio di esplorare. Lode al coraggio degli Stregoni e a coloro che, ascoltando questo monolite stordente, oseranno lasciarsi trascinare sul fondo.

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