venerdì 9 ottobre 2015

Agitato, non mescolato: prologo.

Prendo spunto dalla celebre frase con cui James Bond è solito ordinare il suo Vodka Martini (il Vesper, per gli intenditori) per aprire una serie di post inerenti le canzoni d'apertura dei celebri lungometraggi dedicati al personaggio di Ian Fleming. Un personaggio che ha all'attivo, con l'uscita a breve di Spectre, ventiquattro film e abbraccia ben 53 anni di storia e cultura popolare.
Sì perché James Bond è ormai diventato un'icona della cultura pop a tutti gli effetti. E se da un lato i suoi film rispecchiano l'atmosfera e lo stile degli anni in cui sono stati girati, anche le canzoni di apertura rappresentano uno specchio fedele della musica popolare in voga all'epoca.
Se negli anni sessanta a regnare è stato lo stile classico, quasi soul, incarnato dalla potente voce di Shirley Bassey, a partire dai settanta i titoli d'apertura dei film di 007 sono sati contaminati dalle influenze più disparate: dal pop alla psichedelia fino ad arrivare all'impensabile rock del primo decennio degli anni duemila.
In oltre cinquant'anni, sono molti gli artisti che hanno interpretato il tema principale di James Bond, ma la colonna portante di questa epopea sonora è stato John Barry. Il compositore inglese, premiato per ben cinque volte agli Oscar, non ha mai vinto la statuetta per la famosa sigla di Bond. Compose il celeberrimo tema insieme al collega Monty Norman che partecipò solo al primo film e poi lavorò da solo musicando quasi tutti i lungometraggi fino al 1997. Barry non si limitò a comporre il motivo principale, quello presente in tutti i film magari con arrangiamenti diversi, ma compose anche le canzoni d'apertura, in modo che fossero coerenti con lo stile della pellicola e soprattutto con la voce e le caratteristiche di chi avrebbe dovuto interpretarle.
Perché comporre per Shirley Bassey non è la stessa cosa che farlo per i Duran Duran.
Dopo il 1989 la saga si prende una pausa di sei anni. Riprende nel 1995 ma Barry non è più della partita. Gli succede, con il suo avallo, David Arnold. Inglese anche lui, lavorerà con l'agente segreto più famoso del mondo fino al 2008 per poi lasciare il posto all'americano Thomas Newman, figlio d'arte (il padre è il compositore Alfred Newman che ha vinto ben nove Oscar). Questi avvicendamenti comunque non hanno intaccato il tema principale bondiano che è sempre presente all'interno delle pellicole e nella sigla. Riarrangiato, più moderno e al passo con i tempi. Ma è sempre lui e il suo fascino non è stato intaccato dal tempo.

La genialità in poco più di un minuto e mezzo. Prendere qualche accordo surf rock, che all'epoca andava alla grande (i Beach Boys esordirono in quegli anni) e contaminarlo con del Jazz, per poi chiudere con un culmine sinfonico.
Il James Bond Theme comparve per la prima volta nel 1962 nei titoli di apertura di Agente 007 - Licenza Di Uccidere (Dr.No), il primo film della serie. Successivamente fu inserito quasi tutti i film, come cameo durante titoli oppure come sottofondo nelle scene d'azione.


Prossimamente, gli anni 60: origini.


4 commenti:

  1. Questa prima versione dark-surf è fichissima, davvero.
    Bell'idea, saranno post interessanti.

    Moz-

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  2. Confesso che del ciclo Bond, ciò che ho sempre apprezzato sono le O.S.T. :P E ben poco i film! :D

    Piaciuta anche You Know My Name di Chris Cornell ^^

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  3. @Miki: quei quattro accordi di chitarra iniziali hanno su di me un effetto esaltante! Grazie, spero di non deludere le aspettative! :-)

    Glò: Io di Bond adoro (quasi) tutto, come scoprirai ben presto. Ho perso il conto di quente volte ho visto i suoi film. Praticamente ci sono cresciuto. You Know My Name è un pezzo strepitoso! Tra l'altro è uscito in questi giorni un suo nuovo singolo mica male...

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  4. Vado a cercare il nuovo singolo *__*

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