lunedì 7 dicembre 2015

Sunn O))): Kannon.

Quando, sei anni fa, uscì Monoliths & Dimensions, alcuni coraggiosi decisero d'ascoltarlo per intero. Tutto in una botta: una sfida alle leggi della fisica e della stabilità della psiche umana che non sarebbe dispiaciuta a Lovecraft. Approcciarsi in tale modo a quel disco, è stata una cosa da incoscienti e folli. Come se un giorno, un simpatico buco nero decidesse di fare cucù nella nostra galassia e invece di fuggire a gambe levate prendendo la prima astronave a disposizione, uno decidesse di affacciarsi beatamente alla finestra per sentire che rumore fa.
Il rumore che fa un buco nero al rallentatore, naturalmente.
Ebbene, sei anni dopo, ecco tornare il gruppo più lento dell'universo con un titolo che è tutto un programma: Kannon. Lo so, l'ironia sorge spontanea. Ma sono sicuro che voi non abbiate sorriso maliziosamente, anzi sono certo che nelle vostre menti illuminate si sia materializzato immediatamente il nome giapponese del bodhisattva della grande compassione del Buddhismo Mahāyāna. A scanso di equivoci: non sono così imparato. Vi devo dire che sono andato su Wikipedia? Ebbene sì. E ad essere ancora più sincero, ho fatto anche fatica a capire le prime due righe e mezza. Anzi ho fatto pure fatica a leggerle!
Sono sicuro che vi sto invogliando alla grande all'ascolto di questo disco.
Le menti dei Sunn O))), Greg Anderson e Stephen O’Malley avranno pensato che se avessero partorito un altro monolite da quasi un'ora, avrebbero definitivamente annichilito i loro supporters e fatto godere all'inverosimile i loro detrattori. Quindi mezzoretta e via la paura. Tre pezzi: Kannon 1, Kannon 2 e Kannon 3. Fantasia è morta.
E posso dire una cosa? Una cosa che farà inorridire o sbellicare dalle risate chi ascolta il gruppo drone per eccellenza o che almeno sa che roba smercia? Kannon è il loro disco più orecchiabile.
Ed è tutto detto.
Se Kannon 1 è la consueta discesa/ascesa dagli inferi interpretata e quasi vissuta con magniloquenza da Attila Csihar, la vera sorpresa è Kannon 2. Un mantra evocativo e quasi gregoriano che svela definitivamente il lato spirituale del gruppo americano. Un pezzo che ricorda molto un'altra compagine che ha fatto della meditazione sonora e della spiritualità la propria bandiera: gli Om.
Infine Kannon 3, la parte più sperimentale (concedetemelo) e più contaminata del nuovo lavoro. Una composizione che forse è la bussola che indica la nuova strada da percorrere.
Chi lo sa.
Kannon ha qualche sussulto e qualche buona intuizione che farà piacere ai sodali ma che continuerà a irritare i critici e a lasciare indifferenti tutti gli altri.
Forse è un disco utile a chi vuole tentare il primo approccio alla musica drone estrema, senza incappare in colossali emicranie. Il disco che consiglierei ad un neofita.
Se amate i Sunn O))), Kannon è uno stuzzichino saporito ma non una portata principale e forse, dopo sei anni, era lecito aspettarsi qualcosa di più. La pancia brontola.
Sapete che fine hanno fatto quei pochi coraggiosi che ho citato a inizio post?
Non li hanno più trovati.
A dire il vero, uno sì.
Ora scrive post deliranti su gente che guarda dalla finestra buchi neri che si muovono al rallentatore.

3 commenti:

  1. Il precedente, Monoliths & Dimensions, non mi è dispiaciuto :P Risulta grave? L'ho ascoltato non molto tempo fa, su consiglio di un amico.
    Vuoi che non faccia l'incursione nel nuovo, intitolato col nome giapponese del bodhisattva della grande compassione del Buddhismo Mahāyāna??? :3
    Facendo bene i conti, siamo già in tre! :O Coraggiosi, dici tu... o.O

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  2. Faccio parte della massa che non li ha ascoltati, ora che me lo dici proverò a vedere se riesco a superare indenne l'ascolto. Tanto io post deliranti li scrivo già adesso, dopo con l'ascolto dei Sunn O))) magari potrei solo migliorare. :)))

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    1. Ma che deliranti e deliranti, se c'è uno dannatamente lucido, sei tu.
      Dai, sono curioso di sapere che ne pensi. L'hanno anche messo in streaming (https://sunn.bandcamp.com/album/kannon).

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