martedì 5 gennaio 2016

Marco Cardone: Italian Way of Cooking.

Nero è un cuoco eccezionale, ma la crisi economica non lo ha risparmiato e il suo ristorante, il Gallo Nero del Chianti, è sommerso dai debiti e prossimo al fallimento. In una notte stregata accade però un evento del tutto eccezionale che risolverà i suoi problemi... creandogliene altri ben più spaventosi! Una creatura mostruosa, antica come il mondo e affamata di esseri umani, si introduce in casa sua e minaccia i suoi bambini. Nero è costretto a ucciderla, e, attratto dall'odore delle sue carni, prova l'impulso irresistibile di cucinarle e scopre che sono squisite. Prova allora a servirle di nascosto ai clienti del ristorante, ottenendo un successo oltre qualsiasi aspettativa. Inizia così la rinascita dal Gallo Nero: tenendo celato il suo segreto, in una maliosa estate toscana il cuoco si dedica alla ricerca di altre creature mostruose per ucciderle, cucinarle e servirle agli ignari avventori.
 
Quando la Acheron Books, l'etichetta digitale specializzata in horror, mi ha contattato per propormi di leggere e recensire Italian Way Of Cooking, sono stato nettamente colto in contropiede.
Ci ho pensato un po' prima di accettare. Perché anche se la cosa mi ha fatto piacere e ha sollazzato non poco il mio ego in perenne crisi vitaminica, ha instillato comunque qualche remora.
Recensioni on demand? Fino a che punto possono essere obiettive?
C’è chi svende l'obiettività per qualche copia staffetta o qualche euro ma non è il mio caso. Voglio (e mi piace) essere onesto con i miei lettori.
Per farla breve: mi hanno contattato, mi hanno offerto una staffetta, m'ispirava e ho accettato.
Nessun obolo è stato elargito per questa recensione, mettiamolo subito in chiaro prima di aprire inutili polemiche.
Se questo romanzo non mi fosse piaciuto o se fosse stato scritto da un analfabeta e revisionato da un editor ubriaco, lo scriverei. Non ho nulla da perdere. Al massimo la Acheron mi potrebbe spedire qualche maledizione per poi non farsi mai più sentire. E io dovrei dire addio alle mie velleità di scroccargli altri libri gratis.
Va bene, dopo essermi parato il fondoschiena vengo al sodo.
Durante la lettura di Italian Way Of Cooking ci sono stati momenti di:
1) Perplessità
2) Ilarità
3) Soddisfazione.
Perplessità per la trama. Un plot simile è quasi un azzardo, il rischio di proporre un polpettone insipido è molto alto. Passare dal grottesco al demenziale involontario è un attimo. Ma Cardone è stato molto abile a evitare di cadere nella trappola. La storia funziona. Alla grande
Perplessità per l’utilizzo del vernacolo toscano nei dialoghi. Ma si è trattato solo di uno spiazzante momento. E’ inusuale, devo ammetterlo, ma lo stupore iniziale si è trasformato in piena approvazione per la scelta (coraggiosa) dell’autore. Apparirà azzardato ma forse si può parlare di naturalismo horror. I personaggi del romanzo incarnano alla perfezione le più eterogenee realtà sociali e umane e Cardone le fotografa in maniera impietosa ma rigorosa, mettendo in evidenza le peculiarità, sia positive che negative, che li caratterizzano. E’ quindi giusto, sacrosanto e doveroso che a un cuoco toscano, che si trovi a fronteggiare un mostro sbucato dal nulla, la prima cosa che gli esca dalla bocca sia un Maremma!  E’ filologicamente inoppugnabile.
Ilarità. Ci sono battute e situazioni davvero divertenti, incastonate perfettamente nell’azione. Vero valore aggiunto del romanzo.
Soddisfazione. Sono arrivato al termine soddisfatto perché è stata una lettura divertente e originale.
Ma se devo dirla tutta, alla fine non ero perfettamente satollo. E’ stato un ottimo pasto, ma nello stomaco c’era ancora abbastanza spazio per altri mostri.
Cardone butta molta carne sul fuoco e la cucina a dovere dandogli il giusto tocco di originalità senza strafare. L’unico appunto che mi sento di rivolgergli è che più che una portata principale Italian Way Of Cooking è un antipasto. Le avventure del cuoco Nero, a questo punto vero Monster Chef, mi hanno fatto venire un appetito mostruoso. Le idee sviluppate in questo romanzo aprono le porte di una dispensa dalla quale attingere a piene mani per ulteriori portate. Un lieve difetto che si trasforma nella speranza che il nostro cuoco abbia in serbo altri piatti prelibati.
Come appendice del romanzo trovate il geniale Ricettario Mostruoso. Ovvero dieci ricette che propongono interessanti variazioni culinarie tramite l’utilizzo di creature sovrannaturali. Con coraggiose incursioni nella cucina regionale italiana. Un’ottima idea, se siete stufi della solita minestra.

2 commenti:

  1. Ne ho già letto e tutto sommato credo ci siano ottimi elementi in questo romanzo: dall'ambientazione, al vernacolo e, credo, al grottesco.

    Accettare di recensire "su domanda" sembra cosa facile... la è se si fa la marchetta, detto chiaramente. I tuoi dubbi sono i miei dubbi e sai che anche io e colleghi nel nostro blog facciamo segnalazioni e/o recensioni su richiesta (ma seguendo alcune regole precise e insindacabili, per la massima trasparenza).
    E comunque. Maremma! XD

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    1. E' una lettura piacevole e divertente e l'ho trovato a suo modo "rilassante".
      Io odio i marchettoni. Per questo ho voluto mettere in chiaro le cose fin da subito. Anche perché sul web la polemica scatta facile. Ed essendo il blog un hobby, non ho proprio voglia di prendermi dei mal di pancia. E poi quelli della Acheron sono tipi in gamba.

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