giovedì 11 febbraio 2016

PlaylUst Speciale: Surviving Sanremo.

Se vi dico che tutti gli anni guardo il Festival Di Sanremo, ci credete?
Sinceramente non so il perché. E' un'abitudine che ho da quando ero ragazzo. Facevamo il pieno di birre e schifezze (più o meno) commestibili e poi ci piazzavamo davanti alla tele sproloquiando con i commenti più beceri (e anche volgari) che una mente post adolescenziale obnubilata dall'alcol possa partorire. Si rideva e molto.
I tempi sono cambiati, la mente è obnubilata anche senza l'aiuto della birra, ma l'abitudine è rimasta. Gli amici sono stati sostituiti dalla famiglia e i commenti sono decisamente meno volgari. Ma è comunque una cosa che mi diverte.
E poi, come spiegai in un vecchio post, il Festival mi serve per spurgare. Per una settimana niente film, fumetti, libri, serie tv e musica, la mia musica. Solo ed esclusivamente Sanremo. Dai quotidiani al dopofestival. Alla fine, dopo una settimana di piattume, ricordo quanto siano belle le cose che mi piacciono. Capisco nuovamente il perché mi piacciono e le apprezzo anche di più. Mi sono spiegato?
No. Non ho bevuto.
Non mi piacciono gli snob. Quelli con la puzza sotto il naso ai quali fa schifo tutto ciò che piace alla cosiddetta massa. Gli fa schifo perché lo impone il ruolo che hanno deciso di costruirsi. Adesso li chiamano Radical Chic; è cambiato il nome ma la sostanza è la stessa. E non ha un buon profumo.
Con questo non voglio assolutamente dire che il Festival rappresenti l'eccellenza italiota, anzi se c'è una cosa che rappresenta molto bene è la mediocrità della scena artistica del nostro paese. Ma anche tra le ortiche a volte si riesce a trovare un fiore.
Adesso sì. Ho bevuto.
Quindi anche se musicalmente aborro la kermesse sanremese, non le getto fango addosso a priori. Se riesco la guardo e magari mi faccio due risate (per non mettermi a piangere) altrimenti pace. Le polemiche le lascio volentieri agli altri. Ricordiamoci solamente che trattasi di un prodotto di largo consumo che deve calzare su un pubblico generalista abituato alla mediocrità il cui senso critico è stato piallato da decenni di nulla. Qui si vendono canzonette, qualcuna anche buona. Nulla più.
Altrimenti come si spiegherebbe il successo di roba come Il Volo?

Uno dei grandi misteri legati a Sanremo è la pletora di detrattori svaccati sul divano che lo guardano tutto, cinque sere su cinque, smanettando come indemoniati sui social, criticando male e malignamente tutto e tutti. Dal presentatore al bigliettaio dell'Ariston. Ma che problema avete, a parte quello dell'invidia del like?
Non vi garba? Fate altro.
Easy, baby.

Capisco che non è una settimana facile. Sanremo intasa tutto: radio, tv e web.
Ecco che allora io, un umile blogger che capisce la vostra sofferenza e il vostro disagio, vi offro l'idraulico liquido della situazione. Una PlaylUst speciale per depurare il vostro organismo dalle tossine sanremesi.
Vi sono vicino.

PlaylUst Speciale: Surviving Sanremo.

Lana Del Rey, Freak
Patinatura dark a manetta con una punta d'inquietudine che dona quel tocco in più e che eleva la giovane artista oltre la mediocrità del pop di questi tempi.

Dedderz, Souls on Ice (feat. Python Blue)
Vi mancano gli anni ottanta? Non c'eravate e volevate sapere come erano meravigliosamente tamarri anche musicalmente? Ebbene ascoltatevi questo brano e poi ditemi se sono definitivamente bruciato oppure la Dreamwave spacca di brutto!

Sólstafir, Miðaftann
Sinistro, Reliquia
Un doppietta targata Season Of Mist. Due video stupendi per canzoni in cui gli aggettivi si sprecano. Abbandonatevi.

Dream Theater, The Gift Of Music
Le dosi fuori scala di melensaggini sanremesi possono essere ombattute solo con del sano heavy metal.

Obituary, Violence
Ditelo che non sarebbe male vederli sul palco dell'Ariston. Anche solo per vedere la reazione del pubblico. Viuuuulenza!

Blues Pills, No Hope Left For Me
Il caro vecchio blues. 

Gunship, Kitsune
Un tempo qui era tutta campagna. Figli delle spalline, trattenete la lacrimuccia.

Marlene Kuntz, Il genio (l'importanza di essere Oscar Wilde)
La classe non è acqua e il tempo non l'intacca.

Tetrolugosi, The Milky Way
C'e sempre posto per la darkwave.

Movie Star Junkies, Tongues Of Fire
Chiusa alla grande con i MSG. Qualcuno ha definito questo video come l'anello di congiunzione tra Fellini e Lynch. Io ci metterei anche un po' di Buñuel.


Come funziona? E' semplice. Se cliccate su play ve la beccate tutta di seguito. Se invece cliccate in alto a sinistra, si aprirà l'elenco di tutti i video inclusi nella playlist e potete scegliere quelli che più vi aggradano.
Sempre che ci sia qualcosa che vi piaccia, naturalmente.


10 commenti:

  1. Ciao Diego, mi hai fatto sorridere sai? E forse ho scoperto chi sono... radical chic! Non mi piace granchè. Mi piacicchia tutto al più ahhahaha
    Ioho smesso di guardare il festival quando nel 1980 morì mia nonna. Non per altro. Solo perchè lei lo guardava e lo faceva sorbire a noi come uno sciroppo cattivo.
    Non dico che le canzoni siano brutte. Nemmeno belle. Non critico gli abiti delle cantanti o i vari look astrusi.
    Non posso farlo.
    Non guardo il festival. Punto.
    Lo trovo... obsoleto! Superato.
    In parole povere... non me ne può fregare di meno! Non so nemmeno chi lo conduce, figurati!
    Ciao Diego.
    Buon pomeriggio e grazie della bella musica!

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    1. Bene, il mio intento era proprio quello di far sorridere. Il fatto che una cosa non piaccia non significa essere un Radical Chic. Ma se TUTTO non ti piace perchè piace a quasi TUTTI, allora lo sei! :-)
      Posso dirti un segreto? In questi ultimi anni ci procìvo a seguirlo, ma dopo un ora giaccio esanime sul divano perso nel mondo dei sogni. :-)

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    2. ahahahahahh no! Qualcosa che mi piace c'è! Anche se piace agli altri! ahhahaah scherzo Diego!
      Non mi piace proprio la programmazione tivù. Vivo benissimo anche senza vederla, che trasmetta partite di calcio o film o il festival. Preferisco un libro. O il pc.

      Conosco la situazione. Mio marito ronfa con tivù accesa, telecomando tra le mani e pc sulle ginocchia! :))))

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    3. Tuo marito è un tipo giusto! :-)

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  2. Io sinceramente sono anni che non vedo Sanremo, non per snobismo ma proprio perché per un motivo o per l'altro ogni anno finisco per fare altro.

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    1. Diciamo che il Festival non è tra le mie priorità, se capita altro tra le mani lo abbandono senza remore :-)
      Fare lo snob su Sanremo è facile (e forse pure giusto) ma quelli che lo fanno a prescindere su tutto quello che è mainstream sono insopportabili.

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  3. Il festival ti serve per spurgare!!! Shahahah! A me fa l'effetto contrario invece...mi blocca proprio! Però è vero! Se si paragonano gli interessi di tutti i giorni con il festival, i primi prendono quota e spiccano il volo!!! :-D

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    1. Ecco, non avevo mai considerato l'effetto "costipazione", non è bello. :-) Ti assicuro che dopo due serate di Sanremo Ligabue mi sembra Frank Zappa!

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  4. Sanremo, esiste ancora eh? XD Grazie per la playlUst! :D
    Non lo guardo perché non guardo la tv in generale, proprio perché è "robetta" in genere; non è questione di essere snob: preferisco dedicare il tempo che posso a cose che mi piacciono! Faccio esempio: io di quando in quando ho bisogno di trash, sangue e violenza (e idiozia) :P Non è tanto questione di sentirsi superiori, ma sinceramente vedere quegli ebeti sul palco (la sola cosa che funziona per me è l'orchestra), la platea di stitici che sono lì perché fa bello, pensare ai costi che pago col canone... oh, mi girano o.O

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    1. "io di quando in quando ho bisogno di trash, sangue e violenza (e idiozia)"
      Detto così è un po' inquietante! Ma ti capisco bene, abbiamo gli stessi bisogni! :-)
      Per me questa settimana è una settimana di penitenza, m'impongo la visione e soffro per qualche giorno, poi ritorno alle cose che mi piacciono. E' vero c'è tanta immondizia, ma a volte si trovano anche cose potabili. Ecco, diciamo che ai bisogni di prima aggiungerei quello di FARSI DEL MALE!

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