venerdì 19 febbraio 2016

Tra Scimmie, Carogne e Ovini Vari, il Tarlo del Dubbio Ingrassa.

Conosco un tizio che ha come passatempo leggere le recensioni negative dei libri su Amazon.
Non sto scherzando.
All'inizio ho pensato che mi stesse prendendo in giro poi, incalzato dal mio sguardo scettico, ha rincarato la dose: ma tu le hai mai lette? Non quelle sui classici perché è difficile trovarne; anche se c'è gente che dice che Manzoni è troppo sopravvalutato, ma quelle sugli ebook autoprodotti sono roba da morire dal ridere.
E ha chiuso così, lasciandomi solo con una scimmia da cento chili abbarbicata alle spalle.

Siccome sono dannatamente curioso, ho fatto un giro.
Effettivamente c'è di che sbizzarrirsi. Ma sapete una cosa? A me non fanno ridere.
La supponenza, la maleducazione e la profonda ignoranza che permeano il cervello (possiamo definirlo tale?) di certi individui è davvero sconfortante. E non parlo della grammatica, una cosa di cui questi esseri monocellulari hanno sentito parlare solamente durante le notti buie e tempestose nelle storie che gli anziani raccontavano nelle caverne intorno al fuoco, ma che non hanno mai incontrato neppure per sbaglio.
Se c'è una cosa che possiamo sicuramente rimproverare al Web 2.0 è l'aver aperto le porte a orde di ovini che pensano (Ah pensare, qual velleità!) di essere eredi intellettuali di Benedetto Croce!
Dopo aver letto un paio di perle, la scimmia sulle mie spalle è stata tempestivamente defenestrata da una carogna che pesava almeno il doppio.
Quindi ho deciso di smettere.
Leggere le recensioni negative dei libri su Amazon non è un passatempo sano. E' fonte di stress e quindi non fa bene alla salute.
Però ci sono state due recensioni che hanno fatto ingrassare il mio tarlo del dubbio: quello sull'utilità della recensioni in questi (tristi) tempi.
L'oggetto del recensire è un breve racconto di genere fantascientifico.

Prima recensione: cinque stelle su cinque con la seguente motivazione:
Straordinario. Mi ha tenuto incollato dalla prima all’ultima pagina. Il finale, poi, è davvero strepitoso e per nulla scontato. Lo consiglio a tutti!

Seconda recensione: una stella su cinque con la seguente motivazione:
La trama è molto lenta. Troppo lenta e il racconto annoia quasi fino alla fine. Si risolleva un po' nel finale ma non basta. Delusione.

Ora, qui non ci troviamo di fronte ai personaggi che citavo a inizio post perché questi due giudizi, presi singolarmente, ci stanno e non fanno una grinza. Se fossero relativi a prodotti diversi non sarei qui a scrivere queste cose, ma cavoli, qui si sta parlando della stessa cosa!
Com'è possibile? Siete sicuri di aver letto la stesso racconto?
Com'è questo dannato libro? Da leggere tutto d'un fiato o prima di leggerlo devo prendere un appuntamento dal medico per la conseguente orchite?
 
E intanto il tarlo ingrassa...

7 commenti:

  1. Mio caro Diego, lo sai che mi hai incuriosito?
    Normalmente non leggo mai recensioni. I libri li scelgo in maniera molto diversa, o a istinto o con il passaparola di persone di cui mi fido.
    Parlo anche dei libri che leggo sul mio blog. Spero di non rientrare nella categoria che tu citi :)) Mi spiacerebbe alquanto anche perchè significa non capire cosa si è letto. a volte...
    Adesso ho poco tempo però... però un giro su amazon a curiosare me lo devo proprio fare. Mannaggia a te! ahahahhahhaha
    Bacio!

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    1. Non rientri assolutamente nella categoria. :-)
      Di solito i blog che seguo più che recensioni postano delle considerazioni in base ai propri gusti, sovente sono più dei consigli di lettura. Diverso è il discorso Amazon, in cui molte volte leggo le "recensioni" per farmi un'idea. Ma è un delirio. C'è di tutto e il contrario di tutto e poi se l'autore è autoprodotto tra amici e amici degli amici, parenti e conoscenti, oppure lo stesso autore sotto mentite spoglie sembrano tutti novelli Hemingway!

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  2. Per quanto riguarda la mia attività di blogger, fin da subito ho deciso che non avrei scritto (mai o quasi, l'intenzione sarebbe "mai") post polemici o distruttivi. Se scelgo di presentare un libro che ho letto - attenzione MAI scrivo recensioni, non sarei capace e non uso questo termine infatti - è per trasmettere quello che di positivo c'è in quel titolo. E per me ha senso fare in questo modo, ciò che non mi impedisce di scrivere dei punti deboli o fare critiche.
    Però... io la "recensione (e già avrei da dire assai sull'uso improprio del termine) negativa" non la capisco. Se si è critici di mestiere o se si è pagati per parlare di un libro preciso, non ci vedo nulla di male. Ma... diamine, chi scrive a livello amatoriale e nemmeno sa che sia fare critica, è troppo spesso patetico e vergognoso.
    Capire che il "non mi piace" non ha detto nulla sul valore letterario (lo uso in senso neutro: positivo o negativo) di un libro, dovrebbe essere la prima cosa chiara nella mente di tutti coloro i quali sentono la necessità di farsi novelli Bloom -_- E non mi riferisco all'Orlando...

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    1. Sono d'accordo con te Glò.
      Ognuno faccia il suo lavoro. Ci sono anche fior di critici...nel mucchio!
      Hai scritto le stesse cose che avevo scrittoio in un mio vecchio post. Parlo di un libro che ho letto spiegando quali mie corde perrsonali ha toccato. Ovviamente possono non corrispondere con emozioni provate da altri.
      Non ho la pretesa di essere un critico letterario.

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    2. Concordo in pieno. Io non ho la pretesa e nemmeno le capacità di scrivere recensioni. Mi limito a buttare giù qualche considerazione (a volte anche idiota ;-)) e qualche pensierino. Soprattutto quelle negative. Non ho i mezzi. Non posso disquisire sulla qualità della scrittura dal momento che è quasi un mezzo miracolo se riesco a comporre IO delle frasi leggibili. A quale titolo, poi? Per grazia divina? Leggo o ascolto, poi se proprio non mi ha disgustato e m'interessa farlo ne parlo. Altrimenti lo ignoro. Ignorare è una grande arma! :-)
      Il non mi piace vuol dire nulla. A me non piace la Nutella. Significa che vale nulla? Non penso! ;-)

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  3. Ma che bei commenti :)
    Nel fine settimana il PC è bandito e rispondervi con il cellulare è un'impresa ostica. Sto evocando tutte le divinità più oscure per riuscire a scrivere queste righe. Vorrei solo precisare che il mio post semiserio era rivolto più alle cosiddette recensioni di Amazon che ai blogger. Anche perché i blog che frequento difficilmente recensiscono ma piuttosto danno utili consigli di lettura. Ma il tizio che legge un racconto all'anno e poi s'improvvisa recensore lapidario solo perché Amazon glielo permette proprio non lo reggo.

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