lunedì 21 marzo 2016

Luigi Musolino: Bialere. Storie da Idrasca.

Idrasca. Un paese come tanti altri, affossato nella Bassa piemontese. Un paese dove nulla è ciò che sembra. Dove riti, maledizioni e creature di un passato ormai lontano sono sopravvissuti all’avvento della modernità…
“Le masche, ovvero le streghe del Piemonte. Abbondano a Idrasca. Sembrano confinate e ridicolizzate, ma sono in realtà il cuore marcio della maligna comunità. Il Paese del Male immaginato da Luigi Musolino deve tanto alla geografia del territorio quanto all’immaginario formativo importato dal New England. Bialere – Storie da Idrasca non è neppure configurabile come un’antologia. Leggetelo come un romanzo a racconti autonomi, un capitolo per ogni faccia del Male. In modo subdolo e rabbrividente, sentirete aria di casa…” Dalla prefazione di Danilo Arona.

La figura della strega è da sempre una delle mie preferite. Sarà perché qui in Piemonte è una presenza tuttora viva e inquietante, che ormai sembra aver trasceso il puro folklore per adattarsi al quotidiano. Le Masche, così chiamiamo le streghe da queste parti, esistono. Non le vedi ma ci sono. Lo sanno soprattutto quelli della mia generazione che sono cresciuti con la paura delle Masche. Perché anche se si trattava di semplici ammonizioni quando non ti comportavi a dovere (se non stai bravo viene la Masca Micilina a prenderti), ti si scioglievano le budella. Perché sapevi che in fondo tutte le storie sulle Masche avevano un fondo di verità e c'era qualcuno che conosceva qualcun altro che aveva visto cose che era meglio non vedere.
E se nell'immaginaria (fino ad un certo punto) Idrasca, le Masche sono quasi mai visibili se ne può sentire sempre la presenza. Perché ci sono luoghi qui in Piemonte che sono permeati dalla loro  presenza. Sono posti che trasmettono disagio e inquietudine, in cui sembra d'essere osservati di continuo e stranamente non senti mai gli uccelli cantare.
Bialere. Storie da Idrasca, ennesima autoproduzione che nulla ha da invidiare ai prodotti professionali, coglie alla perfezione queste atmosfere e le condensa in brevi racconti che lasciano il segno.
La Bialera è il termine piemontese per i canali d'irrigazione e considerando che nella tradizione uno dei mezzi per difendersi dalle streghe è quello d'interporre a baluardo l'acqua corrente che annulli l'effetto dei malefici e impedisca alle fattucchiere di lanciare incantesimi e maledizioni, il titolo è di per sé molto eloquente. I corsi d'acqua, anche artificiali, quindi assumono una duplice funzione: irrigare i campi e proteggere dal male. E in Piemonte le bialere sono molte...
Siccome non si può omettere dai racconti di streghe piemontesi lo scellerato Libro del Comando eccolo comparire nel racconto d'apertura, Il Libro di Malanina, che oltre a essere un'ottima storia è il viatico utile ai forestieri per iniziare il cammino in queste terre nebbiose.
Malanina, testa di biscia,
senza una gamba nell'erba striscia,
mangiati tutta la minestra,
o gli occhi ti succhia dalla finestra!

Certe cose non si dimenticano, nemmeno da adulti.
La fisicità della masca è opzionale. Perché anche quando è (spacciata per) defunta, lo spirito non abbandona mai i suoi luoghi che ne assorbono i malefici influssi.
Come in Saturday Night Queequeg che è il mio racconto preferito: riesce a infilare Moby Dick in una bialera e a farla braccare da un novello Achab gay, fanatico del John Travolta de La Febbre del Sabato Sera. Un azzardo, sì. Ma che funziona alla grande e alla fine riesce anche a essere commovente.
Sul versante della tradizione si muovono invece gli altri racconti, tutti di altissimo livello. Spiccano a mio avviso, Lo Zio che Ammazzava le Bestie e Supplenze, che sono davvero inquietanti.
Letto con colpevole ritardo, si tratta di un ebook del 2012, Bialere, Storie da Idrasca non è stato un fulmine a ciel sereno o una sorpresa. Semmai la conferma del talento di un altro autore italiano che riesce a districarsi in maniera eccelsa nel difficile mondo del Gotico Rurale.

6 commenti:

  1. Io credo che Musolino abbia trovato la sua dimensione all'interno del panorama del gotico rurale italiano, e credo anche che ne potrà diventare il nuovo maestro.

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    1. Condivido in pieno, anche perché sto leggendo Oscure Regioni ed è davvero notevole.

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  2. Eh che bella recensione! Leggerò Musolino, sicuramente! L'argomento masche è particolarmente interessante: io ne so dal punto di vista storico :D Avevo deciso di scrivere un post (iniziato e in stand by) basandomi su un saggio :P prima o poi...

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    1. Grazie! Le Masche sono la mia passione quindi DEVI assolutamente completare e pubblicare il post! ;-)

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  3. Grazie Diego, è una bellissima recensione... Come dicevo a Danilo Arona mi fa un grande piacere che a ormai tre anni di distanza si parli ancora di "Bialere". Significa che la strada intrapresa da molti autori del fantastico italiano, quella dell'horror radicato nel territorio, funziona e ha un pubblico affezionato. Un ringraziamento e un caro saluto :) Gigi Musolino

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    1. Penso che gli autori italiani abbiano molto da dire e molto da dare, soprattutto se rivolgono lo sguardo al nostro territorio e alle nostre tradizioni. Il lavoro che state facendo tu, Fabrizio Borgio, Danilo Arona, Alessandro Girola ed Eraldo Baldini è a mio avviso encomiabile e meriterebbe molta più visibilità e riscontro di pubblico. Nel mio piccolo blog cerco di fare la mia parte.
      Naturalmente ho recuperato anche i due volumi di Oscure Regioni, che saranno una della mie prossime letture. Grazie per la visita e il commento!

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