martedì 31 maggio 2016

Sophia: As We Make Our Way (Unknown Harbours).

Robin Proper-Sheppard ha un dono prezioso: è capace a scrivere canzoni con una qualità altissima e con pervia costanza. Non è mai stato un fuoco di paglia e i suoi lavori, anche quelli meno lucidi, sono dotati di melodie e di atmosfere che pochi possono permettersi. E sebbene la malinconia (e anche un po' di tristezza) sia il minimo comun denominatore delle opere dei Sophia, l'artista britannico riesce sempre a coprire le sue canzoni con un velo di serenità che non le rende emozionalmente opprimenti ma quasi catartiche. Perché, nonostante l'umore plumbeo dei suoi dischi, si esce sempre dall'ascolto con l'animo sereno e in pace.
Dopo quasi sette anni di distanza dall'ultimo lavoro, There Are No Goodbyes, è da poco uscito As We Make Our Way (Unknown Harbours) che non fa altro che confermare lo stato di grazia di un artista unico. E se vi sembra che stia esagerando provate ad ascoltare The Drifter oppure Baby, Hold On.
Più passa il tempo è più il rumore viene messo da parte. Le bordate elettriche (ah finalmente, era da una vita che volevo dire bordate elettriche!) sono molto più rare e forse è il segno che i tempi sono cambiati e la collera deve lasciare spazio alla riflessione e all'introspezione. Non che prima la loro musica fosse particolarmente estroversa, ma in questo nuovo percorso sembra che il buon Robin cerchi di essere ancora più intimo e intimista.
Ho sempre definito i Sophia come un gruppo da decantazione. Per molto tempo sono stato solito, la sera, ascoltarli per far defluire le tossine accumulate durante giornate che ho fatto in fretta a dimenticare. Là, dove nemmeno la furia della musica più estrema riusciva a placare la rabbia, la frustrazione o anche solo la stanchezza derivata da una giornata lavorativa particolarmente onerosa in termini di energia, arrivavano piano piano i Sophia. Facendosi largo tra le emozioni tossiche, le loro (buone) vibrazioni sono sempre riuscite a fare breccia e placare un animo inquieto.
E' trascorso molto tempo dal loro ultimo disco, ma questo non ha intaccato o eroso le emozioni e le vibrazioni, che sono rimaste quelle di un tempo: belle e intense. Come se fossero state imprigionate e poi finalmente libere di esprimersi in tutta la loro serena profondità.
Bentornati, avevo proprio bisogno di voi!

6 commenti:

  1. Bello quanto hai scritto su gruppo e nuovo lavoro! Ho iniziato ad ascoltare alcuni brani e il primo impatto è assai positivo *__*
    Dopo aver letto le tue parole mi sono resa conto dell'effetto che fanno i Sophia: hai perfettamente ragione :O

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  2. Qualche maligno dice che l'effetto è sedativo. :-)
    Su di me hanno un effetto estremamente rilassante, riescono addirittura a riappacificarmi col mondo. E non è una cosa facile...

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  3. Cavoli, grazie Diego. Non conoscevo questo gruppo, ho finito ora una bella carrellata su you tube, notevoli. Hai scritto proprio un bell'articolo.

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  4. Grazie! Eh sì, sono davvero notevoli. People Are Like Seasons poi resenta la perfezione.

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  5. Non li conoscevo neanche io, ma visto che sono un gruppo che definisci da decantazione la cosa m'incuriosisce. Ho bisogno in questa fase della mia vita di ascoltare musica del genere. ;)

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    1. Se hai bisogno di rilassarti allora è il gruppo giusto.

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