martedì 14 giugno 2016

Thom Brannan, D.L. Snell: Pavlov’s Dogs – L’Armata Dei Lupi.

Lupi Mannari.
Il dottor Crispin ha creato i salvatori dell’umanità: i Cani di Pavlov, un team di soldati in grado di trasformarsi in bestie spaventose. Ma quando il dottore e i suoi collaboratori danno il benvenuto al nuovo neuroscienziato si rendono conto di aver messo il loro lavoro nella mani di un uomo di cui non si fidano completamente.
Zombie.
Ken Bishop e il suo miglior amico Jorge restano bloccati nel traffico mentre stanno tornando a casa dal lavoro. C’è un incidente poco più avanti. E qualcosa di peggio. Sono i primi segni di un’epidemia. Ken e Jorge sono proprio a un punto morto. Non devono solo fuggire, ma anche salvare il maggior numero di persone.
Armageddon.
Ora Crispin e i suoi devono prendere una decisione difficile: mandare i Cani nel bel mezzo dell’apocalisse zombie per salvare i sopravvissuti o seguire i consigli del neuroscienziato che suggerisce loro di risparmiare le risorse e usare i soldati-bestia come guardie dell’isola?


Sarò breve. Eviterò di dilungarmi ornando con inutili orpelli le mie impressioni a riguardo di Pavlov's Dog. Cosa che, con l'incipit che avete appena letto, ho già fatto.
Bene, se siete in partenza per le vacanze e volete qualcosa di fresco e frizzantino per alleviare la vostra sete di horror allora siete nel posto giusto. Cercate qualcosa di poco impegno, d'altronde siete in ferie e anche il cervello deve riposare, però volete lasciare a casa la banalità? Allora smettete pure di leggere, prendete senza remore L'Armata Dei Lupi e buona vacanza. D'altronde che cosa c'è di meglio di un Margarita sorseggiato a bordo piscina leggendo di scannamenti tra zombi e licantropi?
Se prima di partire avete ancora tempo e voglia di continuare a leggere questo post, non vi tedierò ancora per molto. Solo il tempo per dirvi che in questo romanzo non ci si annoia: è leggero e divertente con un crescendo d'azione che si concede poche pause e che deflagra (è il caso di dirlo) nel pirotecnico finale.
Non è un capolavoro, contrariamente a quanto affermato dallo strillo in copertina, (ma voi date ancora retta a strilli e fascette?) ma è una lettura godibile con una trama solida e ben congegnata.
Vogliamo fare i pignoli? D'altronde (non) ci pagano esserlo e quindi vai di pignoleria! Per potersi fregiare dello status di capolavoro forse gli autori non avrebbero dovuto fermarsi in superficie ma scavare più in profondità in un tema affascinante come quello della manipolazione genetica e sulle implicazioni morali e psicologiche che ne derivano. Avrebbero, inoltre, dovuto rendere più profonde le personalità dei protagonisti, qui solamente abbozzate con un'accetta maneggiata grossolanamente ma che comunque riesce a delineare le principali caratteristiche utili allo sviluppo della trama. Cosa che però riesce a far affezionare il lettore a nessuno dei protagonisti. Qualcuno potrebbe definirlo un romanzo di grana grossa e forse lo è. Ma tutto ciò non scalfisce la sua capacità di tenere alta la soglia d'attenzione anche del lettore più esperto e di divertirlo.
Spendo le ultime parole di questo post per la Dunwich Edizioni che anche in questo caso dimostra il suo ottimo operato. Un bell'esempio di come una casa editrice possa far coesistere generi totalmente diversi per lettori appartenenti a categorie antitetiche come l'horror e il romance.

Chiusura con quella che ritengo essere la croce e la delizia di questi tempi: anche Pavlov's Dogs fa parte di una serie composta da dei racconti prequel e da un secondo romanzo che la Dunwich ha preso in licenza. Inoltre, i due autori stanno lavorando a un terzo romanzo conclusivo.
C'è carne per i vostri canini...

4 commenti:

  1. Si, proprio una lettura adatta per l'estate. zombi contro licantropi mi dà l'idea di un gran divertimento senza perdersi troppo sul serio.

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    1. E' stata una lettura divertente ma comunque non scontata. Non si prende sul serio ma non sfocia nell'autoparodia raggiungendo il giusto compromesso.

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  2. Ciao Diego, contro ogni previsione sono tornato nel mondo e nella ragnatela, e quindi ne approfitto per fare una visita agli amici...Mi servivano giusto un paio di consigli per le letture nelle lunghe notti estive e direi che questo sembra perfetto (come anche quello di Samuel Marolla del post precedente). Grazie! Mi sa che ora sono apposto...Non è cha hai anche una birra fresca per caso?

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    1. Ciao Ant! Sono davvero contento di "sentirti" e spero che il tuo ritorno sia permanente. Sono sempre a disposizione a consigliare quelle che reputo essere delle buone letture. Marolla non fartelo scappare perché è un fuoriclasse.
      Per la birra da allegare ai post mi devo attrezzare, il problema è tenerla fresca!

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