giovedì 15 settembre 2016

Piani che finiscono nel nulla o mezza pagina di righe scarabocchiate.

Desperate Blogger.
E' trascorso oltre un mese dall'ultimo post. In questi tempi dove si spaccia (erroneamente) la frenesia per qualità, un mese senza post, è considerata da molti una mezza tragedia. Già blogghi senza seguire le regole Seo, se a questa mancanza aggiungi una lunga latitanza, un guru del web che si rispetti ti direbbe: ma che blogghi a fare?
Bella domanda. Qui si blogga esclusivamente per diletto e per il piacere d'esser letti. A questo proposito, chi afferma che la sua massima aspirazione sia solamente la scrittura e non gli importa d'esser essere letto, mente senza pudore. Se pubblichi sul web, GODI quando la gente ti legge e apprezza ciò che scrivi. Altrimenti scrivi su un blocchetto che tieni al sicuro nel cassetto della tua cameretta e vivi felice e contento uguale.
Piace scrivere e piace essere letti. Nulla di male. Ci sono peccati più gravi da confessare.
Non essendo vincolato nella gestione del blog, la pianificazione dei post è sempre stata un po' ballerina. A ritmi regolari si sono alternati lunghi silenzi e periodi di bulimia tutti legati all'andamento della mia vita professionale e famigliare  Non penso serva aggiungere altro.
Questa profusione di parole (leggasi: pippone) per dirvi che, siccome nei prossimi mesi avrò pochissimo tempo libero a disposizione e in quel poco tempo sarò intellettualmente al livello di una medusa (il mio cervello è limitato e si stanca presto), difficilmente potrò seguire con regolarità e in maniera approfondita il blog. E' da un mese che non apro un libro e la cosa mi pesa dannatamente. Ascolto musica in macchina tra un viaggio e l'altro con la testa immersa in mille pensieri. A casa c'è un mucchio di polvere in cui dovrebbe essere sepolto l'impianto stereo. Devo controllare. A fine luglio, dopo oltre dieci anni, ho comprato due dischi in vinile. Non sono ancora riuscito ad ascoltarne uno.
A fine giornata, quando posso finalmente rilassarmi, magari leggendo o scrivendo un post, le forze sia fisiche che mentali vengono meno e mi limiti a vegetare sul divano con la televisione accesa su un canale che non mi piace ma che non ho la forza di cambiare perché il telecomando è laggiù, sul tavolo ma il tuo culo è improvvisamente diventato dannatamente pesante. Allora me ne sto lì per qualche minuto, il tempo di un giro sui Social, finché i sensi non mi abbandonano e cado nell'oblio di un sonno agitato e senza sogni. Sad but true, come cantano i Metallica.
Sicuramente per un po' di tempo non si parlerà in modo approfondito di libri, forse qualche disco riuscirò ad ascoltarlo come si deve e allora ne scriverò, ma i post che verranno saranno alla stregua di questo. Perché per scrivere bene di un qualsiasi argomento bisogna pianificare, documentarsi e approfondire. Non ho il tempo per farlo e ritengo che pubblicare post superficiali, raffazzonati e scritti in corsa, sia irrispettoso nei confronti dei miei lettori. Anche se ne avessi solo uno, non meriterebbe di leggere immondizia. Quindi cambio (temporaneamente) rotta. Post leggeri, che forse serviranno più a me, per scaricare la tensione, che a voi. Un modo come un altro per fare due chiacchiere pacate, lontano dal frastuono dei social networks e per non far languire il blog. Se vi garba, siete i benvenuti.
Naturalmente a chi piace il brivido oppure la propria indole masochista impone pratiche insane, può sempre seguirmi su Facebook.

15 commenti:

  1. " In questi tempi dove si spaccia (erroneamente) la frenesia per qualità"
    ...qui mi sono emozionato... "Ma allora - ho pensato - non sono l'unico a pensarlo! Siamo ALMENO in due!!!"

    "chi afferma che la sua massima aspirazione sia solamente la scrittura e non gli importa d'esser essere letto, mente senza pudore."
    ...qui sono scesi due lucciconi... Questa cosa, questa "piccola" frase, significa semplicemente una cosa: ONESTA. Scusa(te) se è poco.
    E, insomma, anche se ho l'eta di tuo (padre? nonno?) per un momento mi sono sentito tuo fratello, perché certe cose non le vedo/sento spesso in giro e leggerle qui mi ha fatto un sacrosanto piacere.
    Quindi, magari ti parrà strano, io TI RINGRAZIO per le tue parole.
    Beninteso: sono certissimo che tra i blog che amo tu (e, modestamente, io) non siamo gli unici a vivere/pensare il blog in questo modo, ma comunque mi fa sempre dannatamente piacere e buona impressione leggere certe cose, vederle PER ISCRITTO (visto che telepati qui ancora non se ne vedono).
    Insomma, grazie. Smetto ché vedo già che mi guardi strano... :D

    A differenza tua in questo periodo ho una totale disaffezione al mio blog, non mi convincono più le scemenze che scrivo e non so che fare. Ma non importa, non voglio certo assillarti con le mie crisi personali :)
    Dunque, io ci sono; per i prossimi tuoi post "leggeri", presente! :)
    Se puoi, se poi è un periodaccio e non gliela fai, siamo qui che ti aspettiamo, non credere!

    con stima e affetto, tuo "fratello di blog" Orlando

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    1. "ONESTA' ", diobonaccione, non "ONESTA"... pardòn....

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    2. Caro Orlando, le tue bellissime parole mi hanno fatto così piacere che ne sono rimasto senza. Sinceramente, non so cosa rispondere se non un gigantesco GRAZIE. Avendo un carattere molto introverso e poco ciarliero, in queste situazioni le già poche parole che normalmente riesco a formulare si volatilizzano e inizio ad esprimermi a monosillabi suscitando nel mio interlocutore chissà quale impressione. Sicuramente questa: "Ma guarda 'sto tizio, gli faccio un complimento e lui abbassa lo sguardo e sussurra un grazie che manco i cani con gli ultrasuoni..."
      D'altronde qui si ha il (brutto) difetto di dire ciò che si pensa anche se in passato questa peculiarità mi ha provocato qualche piccola grana.
      Se può consolarti, io non ho mai parlato di disaffezione perché la mia è continua e costante. Scrivo un post, poi lo rileggo e mi sembra di leggere un mare di cazzate. Forse è solamente una questione caratteriale così non ci penso e lascio correre. Dessi ascolto a questa malefica voce pubblicherei l'un percento del già poco che pubblico. Forse eliminerei addirittura il blog.
      Lascio giudicare ai miei lettori. Sapere che qualcuno dedica parte del suo tempo a leggermi e a commentare (come hai fatto tu) di per sé è già una risposta, non trovi?
      E poi sul tuo blog io di scemenze non ne ho mai trovate.
      Un abbraccio!

      PS:
      Possiamo tranquillamente passare per fratelli non solo per le "dichiarazioni di intento" (cosa che mi fa enormemente piacere) ma anche per l'anagrafe! :-)

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    3. Attendevo che prima rispondessi tu, ma ho un messaggio per Orlando...
      "scemenze" dove????????? -_-
      E buona serata a tutti ^_^

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  2. Beh io ti leggo e ti leggerò. In genere trovo che si tende a pubblicare troppo, fatico a star dietro ai blogger che seguo.
    Abbiamo già parlato in altre occasione della visione del blogging e sicuramente abbiamo parecchie affinità. Non mi ritrovo nella questione dello scrivere per farsi leggere, il mio intento è sempre quello di dar inizio a una discussione, intesa come scambio. Ho capito che non ne sono capace però XD
    Sui social non mi pronuncio, già sai.

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    1. Di solito seguo i blog tramite i feeds e quotidianamente arrivano circa un centinaio di post, senza contare i siti di notizie e altre amenità. Leggere una quantità simile di post non mi è impossibile e quindi scremo tenendo solo quelli che ritengo essere più interessanti. Dopo questa (in)naturale selezione trascorrono giorni prima che riesca a leggere i post salvati che si vanno così ad accumulare in cataste virtuali di roba da leggere. Quindi mi capita di leggere post vecchi di mesi, capirai che partecipare a una discussione mi riesce difficile, se non impossibile. E mi dispiace, perché certi temi mi appassionano e mi piacciono molto le discussioni quando sono cicostanziate e condotte in maniera civile (e tu sai bene a cosa mi riferisco! :-))
      E ora mi travesto da agente provocatore: ma il fatto di scrivere per far discutere (nel suo significato più ampio) non equivale a scrivere per essere letti?

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    2. Naturalmente era: leggere una quantità simile di post MI E' IMPOSSIBILE...
      Ma che non si possa nemmeno correggere i propri commenti?????

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    3. Secondo me è leggermente differente l'intento: scrivere per essere letti e basta può anche dar luogo a un tipo di blogging autoreferenziale e serioso che non voglio condurre io. Lavoro abbastanza sulla forma quando preparo un post, con la speranza di mettere a proprio agio chi legge senza eccessive banalità e nemmeno tecnicismi o altre robe (che a volte mi scappano). O magari sono pignola pure io (come i miei soci di blog) e vogliamo intendere la medesima cosa :D

      P.S.: niente correzioni, tutto spontaneo XD All'inizio mi vergognavo e cancellavo il commento, ora aggiungo editando XD

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    4. La mia era pura provocazione, d'altronde se scrivessimo solo per essere letti saremmo molto attenti a seguire le regole Seo. Cosa che, mi sembra, nessuno fa dalle nostre parti. Però è innegabile che quando vedi un post letto da un bel numero di persone e che ha fruttato bei commenti, un po' si gongola...
      Sulla forma concordo in pieno e, a differenza del sottoscritto, il lavoro che fate su La Nostra Libreria è davvero ottimo.

      Come dice un mio amico: ma mettici un po' di tette in 'sto blog! :-)

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  3. Condivido il tono generale del post. Anche a me piace il blogging in libertà, e l'unica ragione che potrebbe spingermi a pianificare un programma di pubblicazioni sarebbe il blogging come lavoro, al posto di quello che faccio adesso. Finché nessuno mi paga, non ho alcuna intenzione di stressarmi.
    Ho la fortuna, se così la si vuol chiamare, di non saper passare un giorno a casa senza scrivere e questo mi garantisce una certa continuità di pubblicazione. Tutto qua.

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    1. Hai sintetizzato alla perfezione il mio pensiero. Essendo un hobby, il tempo a cui dedicare al blogging è direttamente proporzionale alla quantità di tempo libero a disposizione. Oltre alla scarsità di tempo io devo fare i conti con la naturale pigrizia che mi contraddistingue. :-)

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  4. Io sono una di quelle che scrive, programma posta... ma se non tolgo le idee le altre come entrano nella testa??? :))
    Scrivere per essere letti, sì.
    Per un dialogo sì.
    Per un confronto, sì (è qasi la stessa cosa di sopra ma ribadisco il concetto)
    Per se stessi, ma va là!!!!

    Lavoro non è ma passatempo, modo per non invecchiare e mantenere quei due neuroncini ancora in funzione... ancora in funzione appunto :)

    Discorsi più leggeri?Ben Vengano! Perchè no?
    Io ci sono! Ciaoooo

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    1. Di solito non programmo e le idee vanno e vengono. Molte volte capita che, quelle che ritengo essere buone idee, alberghino in testa per qualche tempo per poi svanire. Mi consolo pensando che se le ho dimenticate allora non erano poi così buone... :-)
      Mi piace e trovo sia utile l'idea di "bloggare per non invecchiare". Un po' come la ginnastica dolce utilizzata per non far cedere il proprio corpo di fronte al tempo che passa. Anche se non siamo ancora a quei livelli eh! :-)
      Un abbraccio!

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  5. Beh, abbasso la programmazione! Tu scrivi quello che vuoi, quando vuoi, io ti leggerò sempre!

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    1. Questo era quello che volevo sentir dire! :-)
      Grande Nick!!!

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