domenica 20 novembre 2016

Ansia da Prestazione.

Con pochissimo tempo libero, a volte succede che avere qualche ora a disposizione provochi un inquietante stato d’ansia. Sì, perché subito gioisci pensando che per un paio d’ore puoi spegnere il telefono e barricarti nello studio, godendo della consapevolezza che finalmente nessuno ti romperà le palle. Poi inizi a guardare la pila di libri che hai ancora da leggere. E lì da così tanto tempo che, intorno ad essa, si è creata una comunità d'insetti delle specie più disparate. Dagli acari alle coccinelle, con gran gioia dei grassi aracnidi che hanno eletto quel luogo a loro personale Shangri-La. Se per caso un entomologo capitasse da quelle parti sarebbe colto dalla sindrome di Stendhal.
Come se ciò non bastasse la torre di libri è in combutta con quella dei fumetti. Si spalleggiano dandosi corda l’un l’altra: dai, facciamo a chi gli fa più paura?
Poi pensi al Kindle posseduto da miliardi di byte pronti a straripare nella tua realtà, come nel film Pixels e all’ansia si aggiunge altra ansia.
Cerchi di non pensarci e decidi di ascoltare un po’ di musica, ma la scena si ripete con cd e vinili comprati mesi addietro e ancora da scartare.
Oddio quale ascolto prima? Posso ascoltarli simultaneamente tutti quanti?
Ripieghi sui film, ma devi ancora guardare delle vhs registrate nel 1985. E non cerchi nemmeno di pensare ai serial, altrimenti cadi in preda alle convulsioni sapendo che devi ancora finire l’ultima stagione di E.R., che hai perso il finale di Lost e che l’ultima serie che sei riuscito a vedere fino alla fine è stata X Files.
Giri per la stanza come un ebete, rimbalzando tra libri, dischi, dvd, fumetti, tablet, kindle, chiavette usb e l’ansia dallo stomaco sale alla gola. Guardi l’ora e ti accorgi d’averne già persa mezza. Inizi a sudare perché il patema ti stringe la giugulare. Il sangue sembra non arrivare al cervello e ti senti in trappola.
Hai paura del tuo tempo libero.
Minchia! Meglio uscire e fare due passi.

19 commenti:

  1. Mal comune.... non dicono così??????
    Buona domenica Diego

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    1. Arrivo tardi, quindi buon lunedì! ;-)
      Certo che se fossero solo questi i problemi si starebbe alla grande!

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  2. Ahahaa, oddio... è la mia vita.
    Io però lascio spesso decantare alcune cose mentre altre le divoro subito.
    C'è un tempo per tutto, un po' vado a istinto^^

    Moz-

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    1. Il problema è quando hai troppe cose che vorresti divorare subito... io vado un palla!
      Per farti capire che razza di mente malata io abbia: quando c'è un grande parcheggio completamente vuoto IO NON SO DOVE PARCHEGGIARE! E non sto scherzando.

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    2. Lo capisco. E' quella che chiamo Sindrome da Sky. Troppi canali, troppa scelta, finisci per non sapere cosa scegliere.
      Meglio avere solo la Rai e Mediaset :)
      Oggi è la giornata mondiale della tv, permettimi questa metafora^^

      Moz-

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    3. E affogare nella pubblicità!
      :-)

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  3. Hai detto giusto, meglio uscire a fare due passi :D

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    1. Eh! Ma non posso stare sempre in giro, tra l'altro con un tempo da lupi! :D

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  4. Dico solo che ho proprio da recuperare serie stoppate a metà delle stagioni totali; sulla musica vabbé... ormai è toccata e fuga: non riesco più a godere dell'ascolto di un album come qualche decennio fa... Troppa roba o.O
    I libri, beh sono il mio delirio di immortalità, dovendo leggere tutti quelli accumulati... XD

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    1. Dovremmo essere pagati per fare tutto ciò! E' un vero e proprio lavoro.

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  5. Whew! Ho tirato un sospiro di sollievo... per un momento ho temuto di esser capitato a leggere il centomiliardesimomilesimo articolo sulle ansie di prestazione da scrittura o da blogging ;D

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    1. Ivano, ne ho timore anche io ormai! XD

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    2. Quello domani!
      E poi ce ne sarà ancora un terzo sull'ansia da prestazione ma quella "canonica". ;-)
      I tre post formeranno la Trilogia Della Prestazione.

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    3. Quelli li odio anch'io! Se vedo un altro post del genere giuro che urlo! :D

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  6. Trilogia della prestazione?
    Mi piace!
    Io ho risolto, perlomeno nel caso di film, serie, libri e fumetti prendendola con calma, chiudendo le cose che posso e pensando che magari le altre..avrò tempo di seguirle e riprenderle quando andrò in pensione.

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    1. Pensione? Ecco al solo sentire questa parola sale altra ansia! :-)
      Chissà se avremo la fortuna di vederla, la pensione. E poi, scusa ma una volta pensionato io corro a vedere i cantieri, mica mi tappo in casa a leggere! :-)

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  7. Secondo me, caro Diego, il problema è un po' più serio di quanto possa sembrare (agli altri).
    Ne soffro anch'io di questa... sindrome (?) e ad un certo punto mi ha talmente "paralizzato" (s'intende: nella lettura, nell'ascolto e nella visione; il resto va tutto bene, grazie ^__^) che ho voluto parlarne con una mia amica psicologa (scuola counseling, no freud, no "la tua infanzia..."). Ovviamente non si può né si deve (dovrebbe) generalizzare e la soluzione che ho trovato (= sto trovando) io va bene per me e non per altri, però io credo invece che qualche generalizzazione si possa e si debba fare. Questo mondo è diventato "troppo". Troppa offerta, anzi no, l'offerta non è mai troppa; diciamo allora troppi stimoli al consumo. Io alle volte mi sentivo angosciato (angosciato!!!...) perché non avevo ancora comprato e/o letto "quel" fumetto che "tutti" avevano, che "tutti" avevano già letto, di cui "tutti" avevano già scritto "ottime" recensioni. E poi alla fine quando riuscivo a leggerlo o l'aspettativa era paradossalmente elevata oppure la gioia della lettura pura era guastata da quello che avrei "dovuto" provare, oppure pensando - durante la lettura! - a quello che ne avrei potuto (dovuto?...) scriverne sul blog.
    Ok, questo sono/ero io e ti auguro, caro Diego, di non essere ai livelli in cui mi ero trovato invischiato.
    Però io una bella riflessione su ciò che significa accumulare pile e pile e pile (e pile...) di roba da guardareleggereascoltare ce lo farei.
    Mi spiace non aver fatto il commentino simpaticoso, ma io credo che la questione da te sollevata stia rovinando molti momenti a molta gente e credo che sia utile trovare una soluzione. Perché poi, almeno per me così è stato, si sta dannatamente meglio :)
    Perdonami se, invece, l'ho presa troppo sul serio, ma per me quel problema è/è stato una cosa tutt'altro che leggera o "simpaticosa".
    Abbraccio!

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    1. Caro Orlando, questa tua risposta mi fa immensamente piacere!

      Hai evidenziato un problema (perché di un problema si tratta) che a prima vista può sembrare puerile ma non lo è. Ho voluto buttarla sul ridere per sdrammatizzare, perché penso sia giusto affrontare i problemi anche con un po' d'ironia. Non lo dico io che sono un signor nessuno, ma è un consiglio che ho ricevuto da più parti in un periodo in cui devo affrontare problemi abbastanza seri: se non ci metti dentro un po' di umorismo non ne esci sano.
      E allora ci scherzo un po' su.

      Quella sensazione di "strozzamento" l'ho provata in più situazioni e non l'auguro a nessuno: è una sensazione orribile. Eh ma che esagerato, ti prende l'ansia a scegliere un libro? Anche. Ma non è la scelta del libro ad essere l'effetto scatenante, diciamo che è la classica goccia che fa traboccare un vaso ormai colmo.

      Tra ritmi frenetici, mancanza di riposo e una sistema consumistico ormai opprimente e soffocante sembra di essere continuamente su un ottovolante. I pochi momenti in cui riesci a scendere ti gira la testa e hai lo stomaco nelle orecchie. Complice anche l’età non ho più la voglia e la forza di reggere questi ritmi. Che poi chi è che li ha dettati? Perché anche nel nostro tempo libero dobbiamo correre e reggere il passo di un sistema che ormai ci ha ridotto a mero allevamento di mucche da mungere?

      Commentando un tuo post dicevo che non riuscivo più a star dietro alle uscite dei fumetti. Troppi e troppo breve il periodo tra un'uscita e l'altra. La passione si trasforma in acquisti compulsivi, lasciati a macerare per mesi. E poi quando riesci finalmente a leggere rimani quasi sempre deluso, forse a causa di un'aspettativa (indotta dal marketing?) esagerata.
      Siamo sicuri, poi, che tutta questa offerta sia positiva?

      Concludo dicendo che da queste parti non c'è selezione all'ingresso e l'abito da simpaticone possiamo anche lasciarlo nell'armadio. :-)
      Personalmente non sopporto il "simpaticoso" a tutti i costi. Quello che deve sempre e comunque fare lo spiritosone anche quando non è il caso. Il tuo commento non può che farci bene, a me per primo. Dobbiamo vivere le nostre passioni in modo sereno, altrimenti smettono di essere tali.
      Grazie!

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    2. Grazie a te Diego! Sul serio. Dopo che ho cliccato "invio" ieri, mi sono fatto un sacco di problemi su ciò che avevo scritto... ma tu mi hai compreso perfettamente. Per questo ti ringrazio di cuore.
      A presto.

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