lunedì 4 aprile 2011

Scusate Il Delay!

Per anni ho collaborato con alcuni giornali, online e cartacei, poi, per mancanza di tempo ho dovuto limitare la mia attività “giornalistica” (parole grosse!) che, al momento, è pressoché inesistente. La prima cosa che ho imparato è stata (a parte le domande fondamentali chi, cosa, dove, quando e perché): controllare le fonti e i nomi che si citano nell’articolo. Ho sempre cercato di tener fede a questo proposito, anche perché non ci va poi molto. Il refuso o la svista possono scappare, per carità, anche se certi errori non si dovrebbero proprio commettere.
Prendiamo questa recensione.
Verso la metà del pezzo sono citati due gruppi i Megadeth e i Bauhaus. Rispettivamente scritti Megadeath e Bahuaus. Per un recensore musicale questo è un errore gravissimo, da matita rossa. Significa non conoscere i fondamentali e denota una superficialità che forse ci può stare in un blog dilettante come il mio (mi paro un po’ il sederino), ma non su un portale che fa informazione. Se non si è sicuri di come si scrive un nome, basta andare un attimo su Google. Spendi trenta secondi ma risparmi figure brutte.
Comunque non è stato l’errore in sé a far andare fuori scala la mia pignoleria. E’ stato l’incipit del pezzo, che qui cito:
Eccomi qua. Dopo mail a Metal Blade e Rise Above, il distributore italiano Audioglobe mi ha dato l’acceso iPool al materiale promozionale della Rise confermandomi definitivamente la scarse abilità telematiche di Lee Dorrian. Che dire, ognuno ha i suoi pregi e i suoi difetti, non smettiamo di volergli bene, anche perché con questi Ghost ha dimostrato per l’ennesima volta di avere intuito, chiunque si nasconda dietro al progetto. Perdonate dunque se la recensione arriva con un leggero delay, ma tant’è...
Niente di personale contro l’autrice ma quest’apertura fa venire la pelle d’oca. Non ho mai sopportato l’atteggiamento da “professionista scafato” di certi saccenti critici musicali che hanno visto cose che noi umani non abbiamo neppure immaginato. Penso che Lee Dorrian non se ne stia tutto il tempo dietro a un laptop a rispondere alle mail e alle richieste di materiale a scrocco dei giornalisti. Presumo abbia di meglio da fare, cosa che non ne inficia le abilità telematiche. Magari è un pirata informatico da paura oppure con i computer è un somaro. Ha importanza? E poi, forse, delle pubbliche relazioni della sua etichetta se ne occupa qualcun altro. Forse un ufficio stampa?
Per fortuna la vicenda termina con un lieto finale: la spasmodica ricerca di materiale "aggratis" (intanto sul web e sui giornali fioccavano le recensioni di Opus Eponymous) va a buon fine. Dopo una prima parte dell’incipit scritto in modo così peperino, ho pensato che l’autrice fosse pronta a regalarci una recensione della madonna! E, per questo, ero dispostissimo a perdonare il leggero, cosa? Delay? Delay?
Santissimo cielo, perché, mi chiedo, continuiamo a far del male alla nostra lingua? (Ve la sto servendo su un piatto d’argento).
Fa tanto fico inserire un termine in inglese a caso? Riitardo non andava bene?
E’ stato il Delay a far sbarellare la mia pignoleria.
E allora l’ho nutrita con i Megadeath e i Bahuaus con un Jimi Hendrix buttato un po' lì, il punk statunitense che c’entra come la maionese sul pandoro e Jean Michel Jarre (!) sul quale mi arrendo. Non ci arrivo.
Per fortuna la recensione conclude il viaggio acido e inizia a ingranare. Ammetto che non è neppure malaccio. Poi cade la tegola che, oltre a stordirmi, inizia a farmi pensare di aver comprato una copia tarocca del disco.
Cito:
Ritual è indubbiamente il brano di maggior impatto immediato: straniante l’accostamento di melodie tipicamente new romantic (il growl passa quasi inosservato) al “puzzo di morte e sacrifici umani”. 
Il Growl? In Ritual? Io ho il vinile di Opus Eponymous e la parte in growl non l’hanno messa…. C’è solo sul cd? O solo sul materiale iPool promozionale?
Per fortuna è l’ultima, non avrei retto altro.
Sono stato cattivo lo so (non me ne voglia l’autrice del pezzo), ma non è colpa mia. E’ stato il Delay…..



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