mercoledì 24 giugno 2015

Memorabilia #16

Come avrete sicuramente capito, Silverfish Imperetrix al suo esordio parlava esclusivamente di musica. A rileggere ora questi vecchi post, emerge una freschezza e un entusiasmo che, con il passare del tempo, è venuto a mancare. Complice anche la mancanza di uscite discografiche come quella dei Monster Magnet. Un disco che ho letteralmente consumato.



Post pubblicato lunedì 23 febbraio 2004, alle ore 22:48.



MONSTER MAGNET

Monolithic Baby! (Spv/Audioglobe)

Sembra che il rock stia vivendo una seconda giovinezza. Gruppi come gli ormai troppo citati White Stripes o Strokes hanno avuto l’indubbio merito di far accendere i riflettori su una scena attiva ormai da decenni, ma pressoché ignorata dalle major discografiche e perciò dal cosiddetto grande pubblico. Il garage rock annovera tra le proprie fila mostri sacri come Fuzztones, Leighton Koizumi ed i suoi Morlocks, Gluecifer e Fleshtones solo per citarne alcuni, che si sbattono da decenni in un circuito (molto) underground e forse ora grazie al neonato hype nato dall’esplosione di questo “nuovo” rock raccoglieranno i frutti del loro lavoro. Se lo meritano. Il discorso non fa una grinza anche per i Monster Magnet. Iniziatori insieme ai Kyuss del fenomeno Stoner (ancora attivissimo a livello underground anche se c’è chi lo dà per morto e sepolto), mentre quest’ultimi si sono sparpagliati in varie direzioni, Dave Wyndorf continua a guidare la sua creatura con risultati davvero notevoli. E questa nuovo disco non fa eccezione. Lo stoner è sempre più lontano, anche se certi riff ne rievocano il fantasma, e quei passaggi psichedelici che nei lavori precedenti erano un punto di forza dei MM vengono accantonati per lasciar spazio a canzoni più dirette, dei veri e propri pugni nello stomaco. Rock allo stato puro! Ma non quello gentile e carino che è molto trendy a New York: questo è rock grezzo e sporco, quello che ti fa muovere la testa, che ti fa suonare una fender fatta d’aria e che se l’ascolti in macchina ti fa pestare sull’acceleratore come un dannato! Riffs mozzafiato che ti si stampano nella capoccia e cori da cantare a squarciagola fin quando termina il cd, per poi ricominciare da capo. Assoli mai inutili o fuori posto, una sezione ritmica tellurica e mai invadente e la quasi acida voce di Dave compongono un mix esplosivo che raggiunge il climax nella conclusiva Cnn War Theme: una grande canzone in un grande album.
I MM sono una garanzia e Monolithic Baby! si candida sin da ora ad essere uno dei dischi migliori dell’anno.

2 commenti:

  1. Però....
    Sai che parli di complessi di cui non ho memoria? Forse non li ascoltavo oppure non riesco ad abbinare le canzoni ai cantanti e complessi.

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  2. Diciamo che sono gruppi che non hanno mai goduto di molta visibilità commerciale. Difficilmente venivano (e vengono tuttora) passati in radio quindi o si era degli appassionati e ci si sbatteva tra riviste, fanzine e passaparola oppure questi gruppi rimanevano pressoché sconosciuti...

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